Parchi, boschi e sentieri da fiaba in Italia

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Percorsi solitari o angoli di vegetazione variopinta, meta di turismo rurale extraurbano. Un’escursione per tutte le età, dove realtà e fantasia s’incontrano in un mix perfetto.

Lasciare indietro città, caos e pensieri quotidiani e camminare tra sentieri di ciottoli e fili d’erba, baciati dal sole e da fitta vegetazione: l’Italia, quella dove la costa di blu improvviso è celata da siepi e scogliere a picco, conserva un cuore verde tutto da scoprire. La passeggiata inizia, dunque, tra percorsi più o meno battuti, ma anche tra parchi dai nomi familiari e legati a un’infanzia mai troppo lontana. Il must, in tutti i casi, è che queste aree boschive permettano una full immersion in un mondo di fiabe senza tempo. Scenari fantastici, immersi nella vegetazione, da visitare almeno una volta nella vita

Tra grotteschi giganti di pietra nel Parco dei mostri di Bomarzo

Un complesso monumentale circondato da boschi a Bomarzo in provincia di Viterbo, che lascia tutti senza fiato. Detto anche Parco dei Mostri o Sacro Bosco o, ancora, Villa delle Meraviglie, è arricchito da sculture di basalto del XVI secolo che ricordano figure inquietanti, mitologiche ma anche divinità. A commissionarne la realizzazione fu il principe Pier Francesco Orsini, il quale chiamò l’architetto e antiquario Pirro Ligorio, a metà Cinquecento. Il “boschetto” dedicato alla moglie di Orsini, è tutto da scoprire tra elementi fantastici e prospettici come la casa inclinata e statue che sembra possano essere ricondotte percorsi alchemici e che avevano colpito moltissimo persino Salvador Dalì. Il Parco si estende su tre ettari, in una foresta di conifere e latifoglie e tra gli elementi degni di nota ci sono due Sfingi che riprendono elementi egizi e la donna col corpo di leone, Proteo o Glauco, un mascherone antropomorfo con la bocca spalancata e la statua del Nettuno. Il parco è aperto dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 19.

Nell’atmosfera senza tempo del Bosco Monumentale del Sasseto

Un luogo veramente incantato si trova nella Tuscia, ai piedi dello splendido Castello di Torre Alfina. Il Bosco del Sasseto è una gioia per gli occhi, tra sentieri attraversati da rocce e massi che sembrano posati in un’epoca lontana da forzuti giganti. Intorno, alberi secolari, muschi e siepi che creano una piacevole frescura dove ripararsi nelle calde giornate estive. Nei pressi della fortezza, si trova un piccolo viottolo nascosto che conduce a questo gioiello di varietà vegetali che ricorda quasi un immenso giardino delle fate. Passeggiando si incontrano enormi tronchi cavi, fiori colorati, piccoli corsi d’acqua mentre nell’aria il melodioso canto degli uccelli regala l’idea di trovarsi in un micromondo perfetto. Gli arbusti centenari sono in netto contrasto con le pietre bianche, mentre nel sentiero sono disseminate antiche ghiacciaie per la conservazione dei cibi e persino un Mausoleo in stile gotico, che custodisce le spoglie di uno degli antichi proprietari del Castello. Il cammino è medio facile, di circa un paio di ore per una lunghezza totale di 3 km, con percorso ad anello. Il National Geographic ha parlato del Bosco del Sasseto come un angolo di verde unico, perché appena entrati si sente la natura esprimere tutta la sua forza antica e misteriosa.

La Riserva Naturale, la via di San Galgano e la Spada nella roccia

Ricorda il mito di Re Artù ma questo cammino pur essendo leggendario ha una storia ben diversa. Oltrepassando la Riserva Naturale, si possono organizzare escursioni a piedi, in bici o a cavallo nella valle del fiume Merse e Chiusdino, in un territorio incontaminato che comprende la parte sud-occidentale tra le Crete Senesi e le prime propaggini nord-orientali delle Colline Metallifere della Maremma. Qui colline dolci e vallate divise tra boschi di lecci, castagni e ginestre la fanno da padrone, in un’area diventata nota soprattutto nel periodo medievale. Oggi restano chiese, mulini e abbazie come quella di San Galgano. La sua storia parte da Chiusdino, di origine longobarda, il cui centro storico è un trionfo di piazze e piccole chiese romaniche. Qui, da una nobile famiglia locale, nacque Galgano Guidotti, prima cavaliere medievale, poi eremita e, dunque, Santo. Il suo cambiamento è dimostrato dalla spada conficcata nella roccia che sempre molti curiosi attira. Intorno si erge l’omonima abbazia cistercense del 1200, a una trentina di chilometri da Siena. Attualmente ne restano solo le mura, ma è comunque uno spettacolo. San Galgano morì nel 1181, dopo una vita da eremita e la sua conversione avvenne nel giorno di Natale del 1180, quando infisse nel terreno la sua spada, allo scopo di trasformare l’arma in una croce. Intorno un percorso di circa 27 chilometri dove la vegetazione illumina vista e cuore.

Dentro una favola nel Parco di Pinocchio

Si trova a Collodi, in una frazione del Comune di Pescia e, come ricorda il nome, si riferisce alla tanto nota favola di Pinocchio. Superati i cancelli, inizia un percorso a tappe con sorprese in ogni angolo. Non manca, quindi, il monumento di “pinocchio e la fata” di Emilio Greco, la Piazzetta dei Mosaici di Venturino Venturi, ma anche il gatto e la volpe e statue in bronzo e acciaio che riproducono la storia adatta a ogni età e percorso di vita. Immerso nel verde, regala un’avventura magica attraverso un tour monumentale, riprodotto proprio dove Carlo Lorenzini, l’autore de le Avventure di Pinocchio, trascorse la fanciullezza. Il Parco è gestito dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, che ne è la proprietaria e l’idea è di vivere qualche ora tra arte e natura, sentendosi proprio dentro il racconto e divertendosi nel parco avventura con diverse proposte tematiche.

A spasso nei millenni, nel Parco della Preistoria tra cento ettari di bosco secolare

Passato più o meno remoto rivive in questo parco aperto tutti i giorni. La fiaba però si intrufola soprattutto nell’area in cui sorge, una riserva naturale di 100 ettari di bosco. In ogni angolo si ritrovano le ricostruzioni dei più grandi dinosauri e delle specie preistoriche che hanno abitato la Terra. Non mancano le scene di vita quotidiana degli uomini primitivi, ma anche una zona con animali in semilibertà e due laghetti e il Museo Paleontologico. E poi c’è anche un interessante percorso botanico e un labirinto. L’apertura è giornaliera, si trova a Rivolta d’Adda, tra Bergamo e Cremona ed è inserito all’interno del Parco Adda Sud.

Respirando a pieni polmoni alla ricerca del Bosco delle Fate nel Parco delle Foreste Casentinesi

Nella bellissima Toscana, si trova uno dei più grandi patrimoni naturalistici italiani. Nell’Appennino, tra le province di Arezzo, Forlì e Firenze c’è una grande area verde percorsa da torrenti, alberi secolari e tanta fauna (dai lupi, alle aquile reali alle cicogne nere). Eventi a tema, escursioni sono organizzati periodicamente e notevole è l’area protetta con un legname tanto pregiato da essere stato usato anche per la costruzione della Cupola del Brunelleschi. Lungo il tour si incontra la Scogliera delle Stimmate e nel vicino prato, la Cappella degli Uccelli, fino al Bosco delle Fate, una foresta affascinante che si raggiunge superando i luoghi classici della Verna, per un’esperienza sensoriale davvero unica.

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