Il lino della Normandia

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I veri intenditori sanno che il tessuto migliore del mondo si trova in Alta Normandia. Ed è il pretesto per un itinerario inedito tra fioriture e panorami spettacolari, shopping chic e grande gastronomia. Su percorsi sconosciuti.

I veri intenditori sanno che il tessuto migliore del mondo si trova in Alta Normandia. Ed è il pretesto per un itinerario inedito tra fioriture e panorami spettacolari, shopping chic e grande gastronomia. Su percorsi sconosciuti.

Piace ai neo-ecologisti, il lino, perché è naturale, leggero, morbido, resistente. Piace ai salutisti per le sue proprietà anallergiche, antibatteriche, lenitive. Piace soprattutto ai grandi stilisti, da Christian Dior a Emmanuel Ungaro, da Jean-Paul Gaultier a Christian Lacroix, perché prezioso. E giudicano quello di Normandia il migliore al mondo.

Proprio questa eccellenza del tessuto francese, che non eguali e che non teme la concorrenza cinese, giustifica anche il prezzo che si è disposti a pagare: ci sono una qualità e una bellezza per cui vale la pena di spendere. Il lino piace anche ai cultori del paesaggio che, tra maggio e giugno, non si perdono la fioritura nell’Haute Normandie, un’onda lunga di corolle azzurre, spettacolare come le distese di lavanda che hanno reso celebre la Provenza, emozionante come le campagne dei quadri impressionisti. Un periodo durante il quale il lino diventa l’ingrediente principe di ricette raffinate e gourmand, protagonista di festival a tema, con sfilate di moda e itinerari linière. È il momento migliore anche per comprare il tessuto, a metro o confezionato, negli spacci aziendali, presso gli antiquari specializzati in biancheria d’epoca, o nelle boutique del territorio, segnalate come le migliori a livello nazionale dalla Maison du Lin di Parigi (15 rue du Louvre, tel. 0033.1.40.41.11.66).
 
Lo spettacolo della fioritura
Il momento migliore per partire è tra la fine di maggio e la prima quindicina di giugno, quando in tutta la regione, dalla campagna alle falesie sull’oceano, l’orizzonte si tinge di un blu violaceo: è il periodo della fioritura. Uno spettacolo di straordinaria bellezza, ancor più sorprendente se si pensa alla natura effimera di queste delicate corolle, che il vento dell’Atlantico muove come onde di mare. La loro vita dura solo qualche ora, dalle 10 del mattino, quando si schiudono, alle 2 del pomeriggio, quando sfioriscono. Fugaci, quindi, quanto un raggio di sole nel cielo normanno che arriva e passa con altrettanta rapidità, facendo di questo clima, umido e temperato dall’influsso della Manica, uno dei presupposti ideali per la crescita di un buon lino. Insieme alla terra ricca e profonda e alla maestria di chi la coltiva da generazioni. Raggiungere la Normandia è facile: da Bernay, a un’ora di treno o d’auto da Parigi, parte l’itinerario au-fil-du-lin, tra scogliere, castelli, campagne e villaggi storici che offrono una vacanza sotto il segno della buona cucina e del bon vivre.

Atelier storici e cucina normanna
Bernay, nel cuore di una grande pianura boscosa, conserva un patrimonio architettonico medievale, dalle tipiche case à colombage, con le facciate a graticcio in pietra e legno, fino alla stupenda abbazia di Notre-Dame, gioiello romanico normanno dell’XI secolo, con maestose arcate e capitelli scolpiti. A 10 minuti d’auto dal centro storico, a Saint-Martin-du-Tilleul, c’è l’atelier di monsieur Bénoit, la Linière St-Martin, un’azienda fondata nel 1954, che coltiva con tecniche tradizionali 2300 ettari di lino all’anno per ottenere fibre di qualità pregiata. Come è possibile osservare direttamente nel piccolo spaccio aziendale Au fil du lin, frequentato dai parigini per i suoi tessuti da arredamento e la convenienza dei prezzi: un metro di stoffa per rivestire divani e poltrone costa dai 25 ai 35 euro al metro. “La preziosità delle pezze”, fa notare monsieur Bénoit, “si riconosce subito dalla regolarità della trama: identica in ogni centimetro, senza righe in rilievo e priva di qualsiasi impurità”. Il paese vicino, Saint-Aubin-le-Vertueux, è solo una tappa gastronomica. A Le Moulin Fouret, un antico mulino del XVI secolo sul bordo della Charentonne, lo chef François Deduit propone una cucina fedele ai prodotti normanni, rivisitata con un tocco di raffinata fantasia, che si esprime anche nella presentazione dei piatti. Da provare, il menu di pesce e il dolce al cioccolato, accompagnati da una carta di vini curata direttamente dallo chef. Gli interni del locale sono caldi ed eleganti, una bacheca all’ingresso racchiude una sapiente selezione di sigari e, quando il sole lo permette, si può mangiare all’ombra del gazebo, all’interno di un magnifico parco secolare.

Tra Parigi e l’Atlantico
Il capoluogo dell’Eure, Évreux, non è lontano. Ci si arriva imboccando la D24 (che diventa poi D31), lungo un percorso panoramico che s’insinua nella campagna punteggiata di fattorie, campi di lino e dimore signorili. A metà strada tra Parigi e la costa atlantica, la città è sorvegliata dalla Torre dell’Orologio, oltre 40 metri d’altezza, costruita tra il 1490 e il 1497. Vicino, la cattedrale gotico-romanica di Notre-Dame, con vetrate grandiose, il Palazzo Vescovile e il chiostro-giardino del Convento dei Cappuccini, con scorci affascinanti sul Duomo. Qui, a metà giugno, si organizza una manifestazione dedicata al lino con esposizioni, stand, conferenze e menu a tema (per informazioni: tel. 0033.2.32.31.52.50). Da Évreux, si prosegue lungo la N13 fino all’incrocio con la D181, per poi raggiungere Cahaignes e lo Château de Requiécourt del XIX secolo, circondato da 11 ettari di parco e alberi centenari. Le stanze sono arredate con estrema cura, alcune hanno conservato arredi originali. Gli ambienti sono d’epoca, ma la classe è quella parigina della padrona di casa, che accoglie gli ospiti con eleganza e calore.
 
L’indirizzo per la cena è il ristorante L’Auberge de l’Atelier, 2 stelle Michelin, nella vicina Saint-Denis-le-Ferment. Le creazioni gastronomiche sono opera di Jean-Pierre Raban, che utilizza prodotti del territorio per ricette leggere di mare e di terra: specialità, gli spiedini di St. Jacques grigliati e il filetto di vitello al pepe verde. In alternativa, a Petit Andely, dominata dalle rovine del Castello Gaillard costruito da Riccardo Cuor di Leone (dall’alto il panorama è straordinario), il ristorante La Chaine d’Or si affaccia su una delle anse più scenografiche della Senna. È un edificio del 1751, che coniuga atmosfera, cortesia e un menu di qualità: piatto forte, piccole aragoste arrosto, freschissime e appetitose. Tornando verso Évreux, vale una sosta la boutique Le lin d’Amandine, a Graveron-Sémerville, un piccolo negozio stracolmo, con mobili d’antan, angoli e scaffali dove si rovista in cerca di occasioni. Dall’abbigliamento uomo-donna e bambino alla biancheria della casa, ma anche borse, foulard, cappelli e una linea cosmetica. Tutto rigorosamente a base di lino.

Dormire al castello
Il maniero di Champ de Bataille (tel. 0033.2.32.34.84.34, www.chateauduchampdebataille.com), a Sainte-Opportune-du-Bosc, è proprietà di Jacques Garcia, che ha firmato l’interior design di ristoranti e hotel celebri, come il Métropole di Monte Carlo. Lui vive in questo castello del XVII secolo e ha riprogettato l’immenso giardino come un’opera d’arte verde. Sono aperti al pubblico il parco (da maggio a settembre, orari: 14-18) e alcuni saloni barocchi (nei weekend da maggio ad agosto e tutti i giorni di lugli, orari: 15.30-17.30). Nelle stanze, mobili antichi, tutti classé (pezzi unici appartenuti a Maria Antonietta, Luigi XV, Mme de Pompadour), memorabilia di viaggi esotici e una Wunder-kammer in stile XVIII secolo. Nei dintorni, vale una visita anche l’abbazia medievale di Le Bec-Hellouin, fra querce e ippocastani, costruita nella stessa pietra grigia usata per l’Abbazia di Canterbury, con un’alta torre in stile gotico-flamboyant. Nell’atelier, i frati si dedicano alla pittura delle ceramiche, che poi vendono. Subito fuori dall’abbazia, St. Yves et Cie è una bottega antiquaria scenografica dove si respira amore per il passato, selettivo nelle scelte di mobili, oggetti, libri del XVII secolo e lenzuola di lino d’antan.
 
Château-de-Boscherville
Non lontano da qui, ecco Routot, la città del lino, a cui sono dedicati un museo (Maison du Lin, tel. 0033.2.32.56.21.76, orari: 14-18, chiuso mar.) e un festival a tema (l’11 giugno), con visite alle aziende produttrici e passeggiate fra i campi in fiore. Per dormire, ormai al confine con la Seine-Maritime, Château-de-Boscherville ha cinque camere nel silenzio della campagna, arredate con antichi mobili normanni intarsiati, stoffe e tappezzerie di famiglia. Lenzuola e tovaglie sono di lino, così come il pane per colazione. Una decina di chilometri ancora tra distese fiorite, con gradazioni dal bianco al blu, e si arriva al Manoir des Saules (una stella Michelin), a La Saussaye. L’ambiente è caldo e confortevole, con una cucina a vista. Come i piatti che prepara lo chef Jean-Paul Monnai, ricchi di profumi e sapori: difficile scegliere. Da ricordare, il mosaico di carciofi che accompagna foie gras e ostriche, il carré d’agnello al timo e, per concludere, un soufflé al Grand Marnier.

Nel cuore dell’Alta Normandia
Tappa successiva, Rouen, capoluogo regione, attraversata dalla Senna. Il suo cuore storico è un mosaico di capolavori d’arte: dalla grandiosa cattedrale gotica di Notre-Dame, una delle più belle di Francia, alla Chiesa di Saint-Maclou, piccolo tesoro architettonico del 1463, e la celebre torre dell’orologio. Chi ha tempo non tralasci una visita al Musée des Beaux-Arts con tele di Caravaggio, Rubens, Perugino e Renoir. In tutta la città sono pregnanti le atmosfere e il gusto del passato. Persino nel b&b la Maison qui Penche, una casa à colombage del Settecento, stretta e alta con una pendenza visibile alla prima occhiata. Le stanze, ognuna con una propria personalità, hanno il pavimento in cotto, mobili d’epoca, lenzuola e poltrone rivestite in lino. E l’indimenticabile vista sui tetti medievali e sull’angelo della cattedrale che sembra sorvegliare il sonno degli ospiti. 

Intorno al b&b si curiosa fra botteghe artigiane, come Faïences Saint-Roman, ceramiche decorate a mano secondo la tradizione di Rouen; mobili e oggetti d’antiquariato a la Galerie l’Astrée che vanta, tra i clienti abituali, le famiglie Ferrero e Pirelli. Buoni affari anche al mercato di place St-Marc (sabato e domenica), che sciorina lenzuola, tovaglie e antiche broderie di lino. Dolci squisiti, cioccolato, tarte e gateaux fatti in casa si ordinano nella cornice liberty (originale) di Dames Cakes, sala da tè al 70 di rue St-Romain, con vista sulla cattedrale, dove è possibile gustare anche un pranzo veloce. La cena è a La Couronne, in piazza Vieux Marché dove si compì il destino di Giovanna d’Arco: è il più vecchio auberge de France con una storia che inizia nel 1345. Nelle sue sale di legno scuro, velluti cremisi e candele, ha ospitato Jean-Paul Sartre e Salvador Dalí, John Wayne e Grace di Monaco. Piatto tipico, l’anatra à la rouennaise. Per trascorrere la notte nel silenzio di un giardino, ma in piena città, Clos Jouvenet; per la prima colazione, macedonia di frutti di bosco freschi, baguette e pane ai semi di lino.

Delicatessen e sigari di lino
Lasciata Rouen, si prendono la A150 e quindi la N15, in direzione Doudeville, un piccolo centro dove il prezioso tessuto è protagonista ovunque, dall’annuale festival del 15-17 giugno, con stand artigianali (persino con carta e sigari di lino), visite a tema alle botteghe gourmand, menu a base di semi di lino, come alla brasserie Le Commerce. Per acquistare il tessuto al metro si va da C.Du. Lin Création; raffinati décor per la casa si trovano da Mer en Campagne. Delicatessen al lino e no, pâté, salsicce, formaggi e quiche au coeur du lin, si comprano da M. Bolingue, Artisan Charcutier (8, rue de l’Hôtel de Ville). Per avere una panoramica a 360 gradi sulla coltura e la lavorazione di questo tessuto, merita una visita la cooperativa Terre de lin, nel villaggio vicino, Saint-Pierre-le-Viger: un excursus linière alla fine del quale si possono ammirare le fibre, già stigliate e pettinate, in morbidissime matasse dorate. Per un ultimo sguardo ai campi coltivati ci si può spingere fino alla costa, uno spettacolo raro dove si incontrano due mari, quello blu delle corolle e l’oceano. La Costa d’Alabastro è vicina, un angolo di Francia dalle suggestioni indimenticabili, tra falesie bianchissime come quelle di Étretat e Fécamp, spiagge di ciottoli, villaggi di pescatori come Yport dai tetti d’ardesia che luccicano al sole; il profumo di salmastro portato dal vento dell’Atlantico è ovunque. 

Lungo la costa, a mezz’ora da Doudeville, a Saint-Valery-en-Caux, La Passerelle è un ristorante, all’interno del casinò, una struttura ultramoderna in vetro e acciaio sulla Manica. Si servono specialità di mare, bouillabaisse della costa e crostacei. Immerso nel verde, a Ignouville-sur-Mer, c’è il ristorante Les Hêtres, una tipica casa normanna del 1627, con un parco di 200 ettari. Gli arredi sono moderni e la cucina, a vista, è un cubo di vetro. Da ordinare una Saint-Pierre con tartare d’ostriche e il filetto di vitello con ostriche farcite di verdure. Nei dintorni, si dorme nelle stanze di un manoir del XVIII secolo, al Château du Mesnil-Geoffroy: dalle finestre si scorge il parco alla francese con un labirinto verde e un roseto, tra i più belli della Normandia, dove amava passeggiare Saint-Exupéry. È un luogo di pace anche Château de Miromesnil, dove nacque Guy de Maupassant, nel 1850. Il castello (aperto solo per visite guidate) è circondato da un parco immenso popolato di daini. A Nature et Lin, una ricercata chambre d’hôtes a Neville con giardino e piscina, il lino è il fil rouge dell’arredamento, dagli accessori alle tovaglie, e dello shopping della sua boutique.

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