Camper in Costa Azzurra: un itinerario da fare anche d’inverno

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Mare blu e cieli spesso trasparenti, la Costa Azzurra richiama immagini di benessere e mondanità. Bene, leviamo la seconda immagine e teniamoci stretta la prima, aggiungendo la curiosità di scoprire uno dei tratti di costa più celebri del Mediterraneo, in inverno, e ovviamente muovendoci in camper. Cerchiamo di evitare in questa proposta le zone davvero ostiche riguardo transiti e parcheggi, provando a lasciare ogni tanto il litorale per goderci l’entroterra.
Perché vero è che se togliamo il sovraffollamento e l’odiosa cementificazione votata al turismo di massa, la Costa Azzurra è una regione dal fascino antico e profondo, fatta di piccoli villaggi arroccati in cima alle colline e di un paesaggio dai tratti decisamente meno mediterranei. Dalla placida Mentone agli altipiani calcarei che digradano verso Hyères e Fréjus, fino all’ultimo tratto di mare che si estende da appena dopo Saint-Raphael fino a Tolone, ed è quasi Provenza.
MENTONE E I SUOI DINTORNI
La cittadina di Mentone è la prima che si incontra appena passato il confine con l’Italia: sorge in fondo a un piccolo golfo protetto da una cerchia di montagne che arrivano fino al mare. Mentone è famosa per il suo clima ed è considerata la località più calda di tutta la Costa Azzurra. Se si pensa che la media di gennaio è di 17 gradi, un motivo per “svernare” oltralpe c’è eccome. A disegnare il paesaggio i terrazzamenti a ulivi che la circondano, le specie tropicali che crescono rigogliose e la lussureggiante vegetazione del lungomare la rendono particolarmente attraente.
Nei dintorni di Mentone sorgono alcuni pittoreschi villaggi che mantengono la loro antica e caratteristica tipologia: si incontrano lungo il valico di col de Castillon, che risale la vallée du Carei fino a Sospel attraversando la foresta di Mentone. Ecco Saint-Agnes, abbarbicato su un picco sembra confondersi con la roccia: il paesino è un groviglio di stradine e viuzze lastricate, con portici e passaggi a volta. Anche Gorbio si può raggiungere da Mentone. Risalendo rue Reglion, dopo una serie di ville immerse tra gli ulivi si entra nel villaggio.

Mentone / foto Getty Images​

VERSO ROQUERUNE E IL SUO ULIVO MILLENARIO

Da Mentone tre strade panoramiche collegano Nizza. Sono le Trois Corniches: quella Inferieure, costruita nel 1860 corre parallela alla ferrovia e tocca alcune tra le località marittime più suggestive del litorale: Beaulieu-Sur-Mer, Cap Ferrat, Saint-Jean Cap Ferrat e infine Villefranche-sur-mer. La Corniche Moyenne è meno entusiasmante anche se regala bei panorami, mentre la più spettacolare è la Grande Corniche, che supera i 512 metri del col d’Eze. Fu costruita da Napoleone su parte del tracciato dell’antica Via Giulia Augusta di epoca romana; corre tra gallerie nella roccia e tornanti a strapiombo di spettacolare scenografia.
Da qui verso la Corniche Moyenne si può raggiungere Eze, visitatissimo e scenografico a quasi 500 metri d’altezza. Da non perdere le rovine del castello, il Parc e il Fort de la Revere. Prima di lasciare il territorio di Mentone non perdete una sosta nell’antico villaggio di Roquebrune-Cap Martin, un borgo perfettamente conservato, che affascina con le sue case alte, le fontane e i passaggi a volta.
Roquebrune fu per lungo tempo dimora dell’architetto Le Corbusier. Uno dei tanti esempi del suo lavoro si ammira lungo un antico sentiero dei doganieri che costeggia il litorale di Cap Martin, un cabanon che fungeva da prototipo di una casa vacanze. Prima di lasciare il borgo cercate all’uscita di Roquebrune, lungo Chemin de Saint-Roch, un ulivo millenario di dieci metri di diametro; si ritiene essere uno tra i più vecchi del mondo. Senz’altro lo è della Costa Azzurra.
Cap Martin / foto Getty Images
NIZZA, DAL CASTELLO ALLA PROMENADE
È la perla della Costa Azzurra, la quinta di Francia e una delle mete più ambite d’Oltralpe. Nizza rimane tuttora il buen retiro di artisti, scrittori e musicisti. Niente a confronto con il periodo d’oro della Belle Epoque di inizio secolo, quando Nice era davvero una capitale del turismo mondano durante tutto l’anno.
Il modo migliore per assaporare il fascino di Nizza è senza dubbio quello di immergersi nella città vecchia, un gomitolo di stradine e vicoli dal profondo sapore italiano, che si snodano tra il castello, boulevard Jean Jaures e cours Saleya. Il castello è un punto di vista privilegiato per viste panoramiche; identifica l’area della collina, la cui cima ospitava la roccaforte. La passeggiata nel parco del castello è più che gradevole, dall’area del mastio, quasi a cento metri sul livello del mare, si gode di una vista stupenda sulla baia des Anges e su Cap d’Antibes. Tanti i monumenti e le eredità religiose, ma per godere del tepore costiero in inverno e insieme assaporare l’atmosfera cittadina il consiglio è un passeggio sulla celebre promenade des Anglais, che inizia dal jardin Albert I e prosegue verso ovest per parecchi chilometri.
E se piove? Niente paura. Si può fare un giro tra le sale del Musée d’Art Moderne et Contemporain (Mamac) in Promenade des Art, il Musée du Message Biblique Marc Chagall in Avenue Docteur Menare, Cimiez e il Musée de Beaux Arts in Avenue des Baumettes.
Nizza / Foto Getty Images
I DINTORNI DI NIZZA: LES ALPES D’AZUR
Nei dintorni di Nizza si possono scoprire interessanti paesini, come Peillon, da raggiungere seguendo l’andamento sinuoso di una strada tra ulivi, ginestre e pini, con le alte case simili a bastioni che si affacciano su una rupe a strapoiombo. Se si cerca un’occasione per un trekking eccola servita, da Peillon un sentiero conduce in un paio d’ore a Peille, paese che sorge in un luogo aspro e selvaggio, sovrastato dalle rovine di un castello feudale e da una parete rocciosa. Sapevate che a fondarlo sono stati montanari liguri?

Nell’entroterra nizzardo si trova invece Lucéram, con le sue case addossate alla roccia, tanto da sembrare accatastate una sull’altra. Nel vecchio villaggio spiccano i “pontis”, archi che collegano tra loro le case gotiche. E poi si può raggiungere anche Coaraze, un piacevole borgo medievale che negli anni 50 del Novecento diventò buen retiro di molti artisti. Dal villaggio si può partire per piacevoli escursioni.

Numerose sono le vallate che compongono gli Haut Pays, la zona delle Alpes d’Azur nell’entroterra settentrionale di Nizza e Mentone. Lasciando la costa si incontrano piccoli villaggi e attorno a ognuno si snodano sentieri che accedono alle valli prealpine. La meno conosciuta è la vallée de l’Esteron, mentre quella du Var è senza dubbio la più intrigante, con il train des Pignes che la percorre da sud a nord. Le valli della Tinée e della Véstibe seguono invece il corso degli omonimi fiumi, tra “villages perchés” e gole a strapiombo.

La vallée du Var / Foto Getty Images
DA ANTIBES A TOLONE, È QUASI PROVENZA
Il tratto di litorale che va da Antibes, cittadella ricca di storia e fascino, a Saint Tropez, tempio della mondanità con le sue spiagge di sabbia fine, passando per Cannes, segna la zona più celebrata e frequentata della Cote d’Azur. Ma in questo itinerario proviamo a metterle in ombra per proseguire di gran carriera verso i confini della Provenza, in quella che è stata forzatamente chiamata anche “Provence d’azur”.

Si arriva guidando in paesaggi che di chilometro in chilometro si aprono su altipiani e viste panoramiche. Siamo tra Le Lavandou e Tolone, un fazzoletto di Francia che riesce a sposare i pregi della Costa Azzurra e le caratteristiche della Provenza. Lungo questo tratto di costa infatti si incontrano sia i villaggi provenzali, con i loro vigneti e i colori dell’entroterra, sia le località di mare che hanno conosciuto un intenso sviluppo nel corso dell’Ottocento e del Novecento.

Tolone / foto Getty Images
Eccoci a Hyères, culla del gusto orientalista, che ha imperato tra il XVIII e il XIX secolo. Il clima favorevole, gli edifici eleganti arricchiti da parchi e giardini di palme e piante esotiche esercitarono un grande fascino sui viaggiatori dell’Ottocento. Passata l’epoca del turismo elitario, oggi è sicuramente un centro del turismo balneare, grazie anche alle bellezze delle Iles d’Or.

In camper il consiglio è dirigersi sulla costa, verso la spiaggia di Almanarre, dove si incontra il sito archeologico dell’antica Olbia. Sul litorale si distendono circa 20 chilometri di spiagge, quella del Sallins, l’Ayguade e l’Almanarre, che dalla route du Sel porta alla penisola di Giens, dove si trovano la Capte e la Bergerie.

La penisola di Giens è collegata al continente da istmi di sabbia che, spostati dal vento, finiscono col racchiudere al loro interno una laguna. Tra le due lingue di terra si trovano le saline di Pesquier, e nella zona si possono ammirare fenicotteri rosa e altri uccelli migratori che arrivano dalla Camargue. Si può fare tappa a Niel, borgo di pescatori riparato dalla calanque, prima di percorrere un giro ad anello intorno alla pensola, tra insenature, baie e calanques, un panorama che può chiudere in bellezza il nostro viaggio.
Saline di Pesquier / foto Getty Images
LE AREE DI SOSTA
È opinione diffusa tra i camperisti quella di non sostare nelle aree pubbliche non sorvegliate (soprattutto nell’area di Nizza). In tutta la Costa Azzurra, e in generale nel sud della Francia è consigliato pernottare nei campeggi attrezzati. Ve ne segnaliamo quattro, cercando di coprire le tappe del nostro itinerario.
– Mentonecamping Le Parc Saint Michel, Plateau Saint Michel.
– FréjusCamping L’Artaudois, Le Pradet, 529 Chemin de l’Artaude. Sito web
– AntibesCamping Embruns, 63 Route de Biot. Sito web
– Hyères, Presqu’ile de Giens, Camping International, 1737 route de la Madrague. Sito web
Il camping Embruns

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