Le cose da non dimenticare MAI quando si fa un volo lungo

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Ci sono viaggi lunghi, e poi ci sono viaggi davvero lunghi. Lunghissimi. C’è chi per due o tre ore di treno si lamenta, perché si annoia, il tempo sembra non passare mai – o troppo lentamente – e così si ritrova ad aver voglia di alzarsi dal sedile e fare qualcosa, ma ovviamente da fare c’è ben poco.

Ma di viaggi ce ne sono di ben più lunghi, soprattutto per chi valica i limiti del continente europeo. Sì perché se le tratte come quelle da Roma a Parigi, o da Milano a Barcellona durano non più di qualche ora, ce ne sono degli altre per cui ci vogliono dieci, dodici, perfino diciotto ore. Un’intera giornata in viaggio, con di mezzo, spesso, pure la nottata da fare sistemati alla buona tra zaini, sedili non proprio comodissimi e russanti sconosciuti.

 

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A proposito di lunghezza, giusto poco tempo fa è stata diffusa la notizia che sarà disponibile molto presto la tratta Sydney – Londra, un volo diretto che si aggirerà sulle venti ore, su per giù. Sono tempi molto lunghi, che rendono le nostre lamentele per il treno Roma-Milano decisamente esagerate.

Ma tutto è relativo, soprattutto in viaggio. Chi per lavoro, interessi personali o la presenza di affetti e familiari si reca spesso nel sud del continente americano, in Oceania o magari nel sud dell’Africa, conosce la risposta psicologica e corporea a una semi-immobilità autoimposta che può durare più di una dozzina d’ore, e se è vero che viaggi in nave o in bus possono durare molto di più, è vero altrettanto che in quei casi non si è costretti in spazi così angusti – in bus sì, ma almeno ci sono le soste.

Per chi affronta uno di questi voli lunghissimi ci sono alcune cose da portare con sé, oggetti che aiutano a ingannare il tempo e garantiscono una sopportazione meno difficile dello scorrere delle ore.

Libri, musica, film e serie TV

Tutte le compagnie aeree che si occupano di lunghi tragitti offrono delle cuffiette e uno schermo sistemato sul retro del poggiatesta di chi ci sta davanti. L’accesso a una serie di film, serie TV e altri programmi è gratuito, si hanno quasi sempre i sottotitoli (attenzione al “quasi”, dipende tutto dalla compagnia) e questo può essere un ottimo modo di passare il nostro tempo.

C’è però una cosa da tener presente: quello schermo non ha mai una buona risoluzione, quelle cuffie non hanno mai un audio paragonabile a quello delle cuffie che usiamo di solito e quei film, beh, potrebbero non piacerci. Succede anche che ci siano delle ultime uscite, ma vanno comunque viste e ascoltate in pessima qualità. La soluzione è portare in aereo, nel bagaglio a mano, un laptop o un tablet con musica, film e serie TV scaricate nei giorni precedenti.

Netflix, per esempio, è disponibile sui dispositivi degli abbonati anche se non si è connessi, perché esiste l’opzione per usufruire dei contenuti sul dispositivo anche da offline. Questa è un’opzione decisamente migliore – anche perché ogni volta che c’è una scena importante di ciò che stiamo vedendo sullo schermo della compagnia, c’è da star sicuri che verremo interrotti da un annuncio del comandante che lo interrompe in automatico.

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Batterie e caricatori

Visto che abbiamo deciso di dotarci di audio e video senza contare su quelli offerti dalla compagnia aerea, è meglio ricordarsi di caricatori e cavi. Che sia quello per lo smartphone o quello per il tablet cambia poco: in un volo particolarmente lungo, se usiamo il dispositivo a lungo e soprattutto se usiamo la riproduzione di video, succederà che si scaricherà. Meglio avere tutti i cavi necessari e arrivare a bordo, possibilmente, con ogni dispositivo ben carico.

Siccome esiste la probabilità che a bordo non ci siano prese elettriche (occhio all’attacco, potrebbe essere quello a due entrate, mentre quello italiano ne ha tre e potrebbe rivelarsi inutile) è meglio avere con sé un powerbank. Cioè l’aggeggio che serve a ricaricare i nostri dispositivi attraverso una batteria esterna, senza bisogno di prese di corrente.

Tappi per le orecchie

Chi non porta a bordo di un lungo volo i tappi per le orecchie può essere solamente due cose: un santo o un ingenuo. Perché bisogna essere dei santi per sopportare sedici ore in mezzo a sconosciuti che russano, mangiano patatine e urlano per comunicare agli amici seduti sei file più avanti che si stanno annoiando. Oppure, appunto, degli ingenui, perché si era sottovalutato il problema e il grado di stress causato dal dormire a intervalli irregolari di quindici minuti circa ciascuno.

C’è un’ottima alternativa ai tappi (che non fanno benissimo alla struttura dell’orecchio) e sono le cuffie antirumore. In inglese si dice “noise-cancelling” nel senso che “cancellano”, per modo di dire, il rumore esterno. Non sono troppo diverse da quelle usate da chi lavora in ambienti molto rumorosi, e sono fatte appositamente per isolare le orecchie il più possibile dall’esterno.

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Una coperta/cappotto

Non importa se è estate, primavera o se “ci sarà sicuramente il riscaldamento” l’aereo è un luogo in cui la temperatura varia imprevedibilmente. Vuoi perché a grandi altezze la temperatura esterna è molto bassa, vuoi per strani meccanismi di condensazione e deumidificazione dell’aria all’interno dell’abitacolo, si possono passare ore ed ore, soprattutto se ci si addormenta, a sentire freddo. Una coperta è ideale, anche se spesso le compagnie aeree per le ore notturne forniscono un plaid, ma questo rischia di non essere sufficiente. Se poi non si si userà come coperta andrà sempre bene come cuscino. Nei voli lunghi la necessità è praticamente da dare per scontata.

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