Zanzibar misteriosa

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Zanzibar non è solo un’isola. È anche un arcipelago corallino al largo delle coste della Tanzania, nell’Oceano Indiano, che comprende Pemba, Mnemba, Mafia, numerosi isolotti minori, e poi Unguja, la maggiore – che tutti chiamano Zanzibar – dove si trova la capitale Stone Town. Altro luogo comune da sfatare, la sua fama di destinazione balneare, presa d’assalto da un popolo vacanziero in cerca di sole e natura tropicale. Zanzibar offre molto. Testimonianze di una storia affascinante e complessa, fatta di conquistatori, mercanti, esploratori, viaggiatori, incroci di popoli e culture diverse.

Zanzibar non è solo un’isola. È anche un arcipelago corallino al largo delle coste della Tanzania, nell’Oceano Indiano, che comprende Pemba, Mnemba, Mafia, numerosi isolotti minori, e poi Unguja, la maggiore – che tutti chiamano Zanzibar – dove si trova la capitale Stone Town. Altro luogo comune da sfatare, la sua fama di destinazione balneare, presa d’assalto da un popolo vacanziero in cerca di sole e natura tropicale. Zanzibar offre molto. Testimonianze di una storia affascinante e complessa, fatta di conquistatori, mercanti, esploratori, viaggiatori, incroci di popoli e culture diverse.

Prima sono arrivati i persiani, poi i portoghesi, gli indiani, inglesi e olandesi, ma soprattutto gli arabi dell’Oman, che hanno lasciato meravigliosi palazzi nel cuore della capitale. Questo non significa che chi desidera una vacanza tutta "sole, mare, relax" resterà deluso da un viaggio a Zanzibar. Qui ci sono infinite spiagge di sabbia bianca, acque turchesi, fondali ricchi di pesci. Lontana quanto basta per sentirsi scollegati dalla quotidianità, l’isola è una meta sicura. Con tutti gli agi: dai resort esclusivi allo shopping nei negozi di tessuti e gioielli della capitale, dai villaggi per famiglie a semplici bungalow sulla spiaggia, o immersi nella natura, come piacciono ai giovani. Imperdibili le escursioni, fra cui il tour delle piantagioni di cannella, chiodi di garofano, pepe, zafferano, da sempre principale ricchezza di Zanzibar, non a caso chiamata anche Isola delle spezie.

Paradiso per gli amanti degli sport marini, dalle immersioni allo snorkelling alla pesca d’altura, offre anche una vivace vita notturna. Può capitare di ritrovarsi in feste improvvisate, come il Delirium party, organizzato da giovani del posto senza scadenze precise, in location ogni volta diverse. Tra gli altri appuntamenti, il venerdì sera al Paje by night; la Mojito night del Dhow Inn (www.dhowinn.com ; tel. 00255.77.75.25.828); il Full moon party del Kendwa Rocks (www.kendwarocks.com , tel. 00255.77.44.15.475 ), dove a ogni luna piena arrivano un migliaio di persone. E ancora, a Nungwi, le serate del Cholo’s bar, un locale interamente costruito con pezzi di dhow, le tipiche imbarcazioni locali. Come la cucina, anche la vita notturna rivela la natura multietnica della società zanzibarina. Alle feste, tra neri, europei, arabi e indiani, non è raro incontrare guerrieri masai, che indossano tuniche tradizionali, eppure hanno il cellulare. Segno di una globalizzazione incalzante, che non ha risparmiato Zanzibar.

Fonte: www.corriere.it

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