Weekend con Picasso in Costa Azzurra

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La particolare qualità della luce della Costa Azzurra ha richiamato l’interesse di numerosi artisti, stregò Picasso e perché non dovrebbe affascinare anche i viaggiatori in cerca di una bellezza a regola d’arte? Questo itinerario vi porterà per un weekend sulla riviera francese, sulle orme di Picasso.

Costa Azzurra con Picasso Tramonto sulla Plage du Midi, Cannes ©Philip Lee Harvey/Lonely Planet

I primi furono gli Impressionisti, che nel XIX secolo giunsero in Côte d’Azur per gli abbaglianti cieli blu e i seducenti paesaggi marittimi del Mediterraneo. Paul Cézanne rimase incantato dalla straordinaria lucentezza e dalla natura mutevole della Montagne Sainte-Victoire, situata a poca distanza dalla nativa Aix-en-
Provence, tanto da immortalarla più volte sulla
tela. Un ormai anziano Pierre-Auguste Renoir si fece sedurre dal clima mite della regione, capace secondo alcuni di curare diverse malattie, tra cui l’artrite di cui il pittore soffriva. Il puntinista Paul Signac approdò nel pittoresco villaggio portuale di Saint-Tropez nel 1892 e non se ne andò più. E il fauve Henri Matisse trascorse i suoi anni più creativi immerso nella bellezza radiosa delle spiagge orlate da palme di Nizza. La nobiltà inglese si innamorò della regione alla fine del XIX secolo, e vi trascorreva l’inverno: il concetto di ‘stagione balneare’ avrebbe dovuto attendere almeno 30 anni per concretizzarsi.

Fu sullo sfondo di questo formidabile retaggio culturale e artistico che Pablo Picasso si trasferì in Costa Azzurra nel 1946, giungendovi da Parigi con la sua nuova compagna e musa Françoise Gilot. L’eccentrico artista spagnolo aveva già superato i 60 anni, ma questa assolata regione francese esercitò su di lui un’influenza incredibile. I suoi capolavori si possono ammirare nei numerosi musei presenti nella regione – il MAMAC a Nizza, il Musée de l’Annonciade a Saint-Tropez, la Fondazione Maeght a Saint-Paul-de-Vence. Le opere in mostra saranno fonte di ispirazione per gli appassionati di arte, proprio come questi luoghi hanno ispirato il loro geniale creatore.

La luce si riflette sulla costa ad Antibes. ©juan moyano/Alamy Stock Photo

Musée Picasso

Nessun luogo parla di Picasso più
di questo spettacolare château affacciato sul mare di Antibes, cittadina portuale dal fascino innegabile, dall’architettura maestosa e dalle spiagge affollate situata 30 chilometri a sud di Nizza.

La famiglia reale di Monaco visse qui nel XIV secolo, e nel 1925 lo Château Grimaldi divenne il museo cittadino, sufficientemente ampio e ricco da offrire a Picasso, nell’agosto del 1946, uno spazio da adibire a studio. L’artista ordinò materiali a Parigi, si fornì di legnami e vernici per barche dai pescatori locali e si trasferì nel castello, dove lavorò alacremente per oltre due mesi.

I 23 quadri e i 44 disegni che realizzò — donati alla città di Antibes a condizione che non venissero mai trasferiti altrove — costituiscono il nucleo originario del Musée Picasso. Il quadro Joie de Vivre (1946) è popolato da creature che richiamano i miti della colonia greca di Antipolis (oggi Antibes). I ricci di mare di Ulisse e le sirene (1946) sono ispirati ai molluschi di cui Picasso faceva scorpacciate insieme alla moglie Françoise nei caffè di Golfe-Juan.

Plage de la Garoupe

La passione di Picasso per la Costa Azzurra sbocciò negli années folles (‘gli anni folli’) a Plage de la Garoupe, 4 chilometri a sud di Antibes, molti anni prima che l’artista si trasferisse sulla Costa. La spiaggia, lunga, sabbiosa e molto apprezzata, divenne una località balneare solo dopo essere stata ripulita dalle alghe in occasione di una festa tenuta dal musicista americano Cole Porter e dall’artista Gerald Murphy nel 1922.

Murphy persuase l’albergatore Antoine Sella dell’Hôtel du Cap ad aprire per la stagione estiva del 1923 e invitò Picasso alla festa. Picasso arrivò in treno da Parigi con la prima moglie, la ballerina russa Olga, e il loro figlioletto di due anni, Paulo. L’evento fu un successo, e cambiò per sempre il volto della Costa Azzurra: grazie al party estivo di Porter, era nata la stagione balneare.

Seguite il roccioso sentiero costiero per 3 chilometri lungo il margine meridionale di Cap d’Antibes.

Disseminato di scalini e di occasionali scogliere a picco, questo tratto aspro del litorale è un vero capolavoro della natura.

Come Picasso, esplorate il verde entroterra della Costa Azzurra ©Andreas Prott/Shutterstock

Musée de la Céramique

Il secondo giorno percorrete i 10 chilometri verso l’entroterra diretti a Vallauris, dove Picasso incontrò i ceramisti Suzanne e Georges Ramié del laboratorio Madoura e dove venne iniziato alla loro arte. Picasso realizzò vasi, piatti e oggetti vari abbellendoli con immagini di capre, gufi e ninfe, mentre la moglie Françoise si occupava dei figli nella villa di Vallauris, dove abitarono dal 1948 al 1955.

Sulla via principale del comune, Av Georges Clemenceau, visitate le gallerie d’arte. Ammirate il vasellame variopinto in mostra sui gradini delle case e raggiungete lo château rinascimentale. All’interno, il Musée de la Céramique ospita alcune delle oltre 4000 opere che Picasso realizzò quando abitò a Vallauris.

La Guerra e la Pace

La guerra — una figura sinistra che brandisce una spada grondante sangue e una sacca piena di teschi — incombe nella monumentale opera La Guerre et La Paix, che decora la parete e la volta a botte della ex cappella nello Château de Vallauris. Drammatica e toccante, quest’opera di ispirazione fortemente politica fu realizzata su pannelli di compensato nella segretezza dello studio di Vallauris, in Rue des Grands- Augustins. Nel pannello dedicato alla Pace compare Françoise Gilot, la compagna di Picasso, che osserva dei bambini che giocano accanto a un cavallo dalle ali bianche e ad alcune ninfe danzanti. Meno di un decennio più tardi, Picasso trovò una nuova musa: Jacqueline Roque, che sposò a Vallauris nel 1961.

Le Suquet, Cannes

Per raggiungere Cannes, procedete per 6 chilometri verso sud lungo la D803. Affrontata la scintillante Croisette, spingetevi fino al quartiere di Le Suquet. Il panorama di cui si gode da qui è sensazionale. Quando un edificio appena costruito compromise la visuale da villa La Californie, dove abitava (22 Av Coste Belle), l’artista si trasferì altrove.

Musée de la Photographie André Villers

A 7,5 chilometri verso l’entroterra si trova Mougins, un villaggio medievale che Picasso scoprì nel 1935 con l’amante Dora Maar e dove visse con il suo ultimo amore, Jacqueline Roque, dal 1961 fino alla morte, nel 1973. Il museo ospita alcuni scatti in bianco e nero che ritraggono l’artista in momenti privati — senza camicia nel suo studio, mentre gioca con i figli, seduto al tavolo della cucina — tutti appesi alle pareti imbiancate a calce del piccolo spazio espositivo. Molti ritratti sono opera di André Villers, che conobbe Picasso nel 1953.

Il Chateau of Vauvenargues, Francia ©Rolf G Wackenberg/Shutterstock

Chapelle Notre- Dame-de-Vie

Dal museo di fotografia fate una piacevole passeggiata di 1,8 chilometri a piedi fino a questa cappella del XVII secolo lungo un viale fiancheggiato da cipressi, dove venivano battezzati i bambini nati morti. Picasso ne rimase incantato nel 1961 e acquistò una villa che vi sorgeva accanto. Una collezione di foto in bianco e nero ospitate nel museo di storia, all’interno della Chapelle, mostra Picasso al lavoro nello studio della villa (oggi proprietà di un privato).

Alla morte, avvenuta nel 1973 all’età di 91 anni, Picasso fu sepolto nel secentesco Château de Vauvenargues (vicino a Mougins, ma chiuso al pubblico), che l’artista aveva acquistato nel 1958 per la posizione ai piedi della Montagne Sainte-Victoire, tanto amata dal suo padre spirituale Paul Cézanne.

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