Weekend caldo in Andalusia

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Dai borghi di pescatori a Jerez, l’aristocratica capitale dello Sherry andaluso. Un tour romantico-gourmand, tra vino e jamòn. A prezzi accettabili.

Un crocevia spagnolo di venti caldi africani e di umide folate d’Atlantico: è nel Sud andaluso che si estende il triangolo d’oro dello Sherry (o Jerez), vino le cui cantine sono monumentali (e funzionali), reperti architettonici rivolti verso ponente per sfruttare le brezze. In autunno i cieli tersi e il clima più clemente che da noi, assieme all’hôtellerie, alle degustazioni (gratuite) e all’ottima cucina, lo rendono ideale come meta romantico-gourmand, senza svenarsi.

Dai borghi di pescatori a Jerez, l’aristocratica capitale dello Sherry andaluso. Un tour romantico-gourmand, tra vino e jamòn. A prezzi accettabili.

Un crocevia spagnolo di venti caldi africani e di umide folate d’Atlantico: è nel Sud andaluso che si estende il triangolo d’oro dello Sherry (o Jerez), vino le cui cantine sono monumentali (e funzionali), reperti architettonici rivolti verso ponente per sfruttare le brezze. In autunno i cieli tersi e il clima più clemente che da noi, assieme all’hôtellerie, alle degustazioni (gratuite) e all’ottima cucina, lo rendono ideale come meta romantico-gourmand, senza svenarsi.

Prima tappa nell’universo del celeberrimo bianco fortificato che perfino William Shakespeare cita nel suo Enrico IV, è Puerto de Santa Maria, alla foce del Guadalete. Immancabile la visita alla Bodega Osborne , della stessa famiglia dal 1772, nell’élite delle storiche aziende vinicole familiari nel mondo. Una bella strada parallela all’oceano conduce a Sanlucar de Barrameda, borgo di pescatori alla foce del Guadalquivir, di fronte al Coto di Doñana, la più estesa area protetta di Spagna. Nel borgo spicca la Bodega Barbadillo dove si assaggia la manzanilla, lo sherry secco che va benissimo con i migliori prosciutti.
Notti tranquille alla Hospedería Duques de Medina Sidónea, antico palazzo del conte Niebla. Arredi in stile barocco, ricca collezione di quadri e giardino con piante rare. Il miglior piatto locale? Il bacalao a la sanluqueña del ristorante Mirador de Doñana.

L’inebriante anello tra i bassi vigneti che sfiorano l’acqua e il fiume si conclude a Jerez de la Frontera, la vera e aristocratica capitale dello sherry, dell’arte equestre e del flamenco. Moltissime le bodega visitabili, almeno tre da non mancare. Gonzalez Byass, nota nel mondo per il Tio Pepe da bere freddissimo all’aperitivo, che vanta una cantina disegnata da Gustave Eiffel e botti firmate da re e regine . Altrettanto complesso l’universo della casa Allied Domecq con la spettacolare bodega ispirata alla Mezquita di Cordoba: 1.100 colonne per 40 mila botti da 500 litri .

Della stessa proprietà la centralissima taperia El Gallo Azul, ma per una cena tipica c’è il Bar Juanito. Interessanti le Bodegas Tradición , cantina-galleria d’arte con tele di Goya, Zurbarán e Veláz­quez della collezione privata Joaquin Rivero. Producono solo vini invecchiati oltre 20 anni. Tra una degustazione e un’altra trovate il tempo per lo show della Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre (tel. 0034 956 318008, www.realescuela.org ) e per il flamenco al Tablao del Bereber (tel. 0034 956 340016, www.tablaodelbereber.com). Imperdibile anche un bagno all’hammam Andalusi baño arabes (www.hammamandalusi.com ), accanto all’Hotel Palacio Garvey , 16 camere in un palazzo coloniale del XIX secolo, originale e chic.

Fonte: www.corriere.it

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