Weekend a Taranto

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«Quell’angolo di mondo che a me più di ogni altro sorride» canta Orazio nelle sue Odi, riferendosi a Taranto capitale della Magna Grecia, ai tempi in cui era ricca e potente. Sta tornando attuale: la città, dopo un dissesto durato anni, sta pian piano rinascendo assieme al suo Museo Nazionale Archeologico, ospitato nell’ex convento dei frati alcantarini. Riapre come MarTa e dopo sette anni torna a mostrare i suoi tesori. A partire dagli Ori di Taranto: monili, bracciali, diademi di abbagliante bellezza che, insieme alle scoperte culinarie, valgono un assaggio di primavera pugliese in questo anti-Salento tarantino.

«Quell’angolo di mondo che a me più di ogni altro sorride» canta Orazio nelle sue Odi, riferendosi a Taranto capitale della Magna Grecia, ai tempi in cui era ricca e potente. Sta tornando attuale: la città, dopo un dissesto durato anni, sta pian piano rinascendo assieme al suo Museo Nazionale Archeologico, ospitato nell’ex convento dei frati alcantarini. Riapre come MarTa e dopo sette anni torna a mostrare i suoi tesori. A partire dagli Ori di Taranto: monili, bracciali, diademi di abbagliante bellezza che, insieme alle scoperte culinarie, valgono un assaggio di primavera pugliese in questo anti-Salento tarantino.

Quarantasei camere e una basilica sconsacrata del XII secolo: è il nuovo Relais Histò-San Pietro sul Mar Piccolo (tel. 099 4721188, doppia da 260 €), curatissima oasi stile monastico-chic di Culti (la spa aprirà entro dicembre).
Da qui, spostandosi lungo la litoranea jonica, magari in compagnia di una guida ambientale (uno preparatissimo è Benedetto Quaranta: tel. 349.46.83.798), si scoprono importanti riserve naturali, come la vecchia salina di Torre Colimena, regno dei fenicotteri rosa. O le dune di Campomarino di Maruggio, cinque chilometri di costa di straordinaria bellezza ricoperta da rarità, a partire dal timo arbustivo e dai ginepri marini. Un luogo esclusivo, per chi ama il silenzio o è in cerca di ispirazione è il Borghetto Scerza (www.borghettoscerza.com, doppia da 190 €), solo quattro suite con pezzi di design in una villa e nelle antiche casette che si affacciano su una corte, intorno a una grande quercia.

Mille grotte e la vertiginosa vista sul canyon, anzi la gravina, di San Marco: ecco Massafra, cittadina di passeggiate archeologiche e chiese rupestri. In campagna si dorme nella Masseria La Brunetta (tel. 335 427800, doppia da 130 €), un luogo di grande fascino con ampie sale e camere con volte a botte e pietra a vista. Al mattino si è accolti da una gustosa colazione mediterranea a base di marmellate, crostate, burrate e frutta fresca. Per una sosta veramente golosa, c’è un paesino a 12 chilometri da qui. Si chiama Palagianello ed è famoso per due indirizzi gourmand. La Strega (tel. 099 8444678) propone piatti regionali rivisitati come il sauté di scampi con ragù di trippa, fagioli e zenzero e il delizioso millefoglie di cioccolato con pere al Primitivo di Manduria e sciroppo d’acero. Alla Masseria Petrino (tel. 099 8434065) si va per assaggiare i piatti del giovane chef Michele Rotondo: dal branzino arrostito al finocchietto con pomodori canditi e carciofi violetti alla torta di mele caramellate e gelato alla vaniglia.

Fonte: www.corriere.it

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