Weekend a Madrid

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Il sorpasso è avvenuto? “Siamo l’ottava potenza mondiale e il prossimo obiettivo è superare la Francia”. Non ha dubbi il premier José Luis Rodríguez Zapatero che ha promesso di piantare un albero per ogni cittadino. Va di fretta la Spagna e la sua capitale, Madrid, mostra gli artigli. “Ahora es mejor que Barcelona”: adesso è meglio di Barcellona, recitano in coro gli universitari e gli stilisti ai tavoli del nuovissimo ristorante Astrid&Gastón.

Il sorpasso è avvenuto? “Siamo l’ottava potenza mondiale e il prossimo obiettivo è superare la Francia”. Non ha dubbi il premier José Luis Rodríguez Zapatero che ha promesso di piantare un albero per ogni cittadino. Va di fretta la Spagna e la sua capitale, Madrid, mostra gli artigli. “Ahora es mejor que Barcelona”: adesso è meglio di Barcellona, recitano in coro gli universitari e gli stilisti ai tavoli del nuovissimo ristorante Astrid&Gastón.

Che piaccia o no, il governo socialista e la sua politica per secolarizzare la società hanno messo Madrid sotto i riflettori. Una rivoluzione a 360°, dai recentissimi alberghi a due passi dalle Cortes, dove si va per scoprire il design e le collezioni di statue della Papua Nuova Guinea, ai nuovi bar de tapas dove la celebre coda di toro è servita in fagottini mignon di pasta brisée. Il rinnovamento ha coinvolto soprattutto i grandi musei, tra i più importanti d’Europa, templi dell’arte e oggi anche luoghi di leisure, per ritrovarsi all’ora dell’aperitivo, per il brunch domenicale. Nel 2005 è toccato al Centro de Arte Reina Sofía ampliato dall’architetto Jean Nouvel; a novembre è stata la volta del faraonico Prado.
 
Il Parque El Ritiro
Comincia da qui, dalla nuova porta di San Jerónimo, la scoperta della Madrid più esuberante, dove si fa shopping fino alle nove di sera prima di approdare nei templi della gastronomia firmata da chef giovanissimi. Coinvolge tutti questo stile di vita rilassato e cordiale e presto anche gli stranieri si adeguano ai riti. Come l’aperitivo al Glass Bar del lussuoso hotel Urban. Per cena bisogna dimenticare il design: vicino all’albergo c’è Hylogui. La serata prosegue nei localini e nelle cervecerie di plaza Santa Ana, affollatissima tutto l’anno. Soprattutto da quando hanno riaperto il leggendario hotel Reina Victoria, oggi il M.E.
È in continuo fermento anche il barrio Chueca, a dieci minuti a piedi dalla Gran Vía, il quartiere che lanciò la movida e tuttora cuore dello shopping, con le sue gallerie d’arte, gli studi di creativi e le boutique degli stilisti emergenti. Vicino a plaza de la Independencia, di fronte al Parque El Retiro dove i madrileni fanno jogging e tai chi, è stato inaugurato l’hotel Hospes, con il ristorante Senzone, frequentatissimo. Più sorprendente che rinomato per il menu, invece, il nuovissimo Ramses.

Sempre da plaza de la Independencia parte Serrano, tra le vie dello shopping più esclusivo. Si trovano anche ristoranti rinomati, come Pan de Lujo, consigliatissimo dalla giornalista televisiva Carmen Enríquez, o El Paraguas, entrambi in via Jorge Juan. Mentre per le tapas d’autore il meglio è il recentissimo Sula.

Fonte: www.corriere.it

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