Weekend a Lisbona

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È una delle capitali meno care d’Europa, anche per i turisti: una doppia in un hotel di design costa sui 110 € (a Milano si paga il quadruplo), con la Lisboa Card si entra gratis in 26 musei e si circola liberamente sui mezzi pubblici (27 € per 48 ore, www.askmelisboa.com ), in più c’è il Taxi voucher, una carta prepagata per spostarsi a tariffe ridottissime (si acquista in aeroporto nello stand del Turismo de Lisboa). Tutti buoni motivi per scegliere Lisbona invece delle “solite” Londra e Parigi.

È una delle capitali meno care d’Europa, anche per i turisti: una doppia in un hotel di design costa sui 110 € (a Milano si paga il quadruplo), con la Lisboa Card si entra gratis in 26 musei e si circola liberamente sui mezzi pubblici (27 € per 48 ore, www.askmelisboa.com ), in più c’è il Taxi voucher, una carta prepagata per spostarsi a tariffe ridottissime (si acquista in aeroporto nello stand del Turismo de Lisboa). Tutti buoni motivi per scegliere Lisbona invece delle “solite” Londra e Parigi.

Ma non gli unici. La capitale portoghese conquista con la sua cucina saporita, la luce tagliente, la vitalità della gente e le sue tante facce: popolare e colorata nel labirinto di viuzze dell’Alfama e del Bairro Alto; elegante nelle strade del Chiado (il quartiere rinato dopo l’incendio del 1988); giovane nella zona dei Docas, un tempo magazzini fluviali oggi ristoranti e locali.

TRADIZIONE E INNOVAZIONE. I nuovi poli dell’arte e della cultura, su cui Lisbona ha investito molto, si affiancano ai grandi, imprescindibili musei della città. Dal Museu do Chiado, in un ex convento francescano del XIII secolo, con un ricca collezione di arte moderna e contemporanea portoghese, ai 6000 capolavori (dall’epoca greco-romana all’arte orientale) del Museu Calouste Gulbenkian), tra le fondazioni più interessanti d’Europa. E poi il Museu Nacional do Azulejo, nel convento della chiesa di Nossa Senhora Madre de Deus: un tripudio di mattonelle bianche e azzurre dipinte a partire dal XV secolo. È invece il simbolo della Lisbona che cambia il Ccb progettato a Belém, il quartiere sulle rive del Tago, da Manuel Salgado e Vittorio Gregotti. Un immenso centro culturale che ospita musica, teatro, incontri letterari e il Museu Colecção Berardo Arte Moderna e Contemporânea, con una delle raccolte più ricche d’Europa. Oltre 860 opere di Picasso, Miró, Dalí, Duchamp, Magritte, Modigliani, Warhol, Bacon, Pistoletto e altri maestri contemporanei.

SOTTO LA TORRE. Intorno al Ccb, il quartiere di Belém è storia: quella dei traffici mercantili e dei navigatori portoghesi testimoniata dalla celebre Torre de Belém, capitaneria di porto nel Cinquecento; dal Padrão dos Descobrimentos, monumento in pietra del 1960 dedicato a Enrico il Navigatore; e dall’opulenza manuelina del Mosteiro dos Jerónimos, con il bellissimo chiostro. Tra vecchio e nuovo, proprio di fronte al monastero Jerónimos 8 (rua dos Jerónimos 8, tel. 00351.21.36.00.900, www.jeronimos8.com . Doppia b&b da 170 €) è un hotel giovane e colorato, con opere di artisti portoghesi e mobili di design nelle camere. Il breakfast è abbondante e biologico. Poco distante, la tradizionalissima Antiga Confeitaria de Belém (rua de Belém 84-92) conserva dal 1837 la ricetta originale dei pasteis de nata, i dolcetti alla crema di latte dei monaci geronimiti. Altro indirizzo per la notte in zona l’ Altis Belém (Doca do Bom Sucesso, tel. 00351.21.04.00.200, www.altishotels.com . Doppia b&b da 190 €): 50 stanze ispirate alle scoperte geografiche portoghesi e la B-spa, con hammam e un menu di massaggi, dallo shiatsu al reiki, dal thai all’ayurvedico.

LA CITTÁ DEI MUSEI. In praça Afonso Albuquerque si visita un altro classico della città, il Museu Nacional dos Coches, con una collezione di carrozze reali dal XVII al XIX secolo. Poco più avanti, in avenida de Brasilia, la stazione elettrica che ha illuminato Lisbona dal 1919 al 1972 è diventata il Museu da Electricidade, mostre, convegni, concerti e laboratori scientifici per ragazzi. Lungo la stessa avenida, da non perdere il Museo do Oriente, che ripercorre la storia dei conquistadores portoghesi tra opere d’arte provenienti da Cina, Giappone, India, Indosnesia. Da Belém, gli appassionati d’arte proseguono verso il centro alla scoperta di spazi come Vera Cortês ( www.veracortes.com ), luogo d’incontro di curatori e collezionisti a caccia di artisti emergenti. O come Sopro (www.sopro.pt ) e VPF CreamArte (www.vpfcreamarte.com ), gestiti da giovani. In rua Cintura Exterior do Porto de Lisboa si trova Colonial Club (www.colonialdocas.com ), un capannone portuale trasformato in showroom, con pezzi di design e quadri di artisti portoghesi. A pochi passi, il Museu Nacional de Arte Antiga (tel. 00351.21.39.12.800) ospita la più vasta collezione di artisti lusitani di tutto il Portogallo, ma anche sculture, gioielli, tappeti europei dal XII al XIX secolo (fra i capolavori esposti, le Tentazioni di Sant’Antonio di Bosch). Vicinissimo, un indirizzo per la notte: York House Lisboa, piccolo hotel in un antico convento carmelitano, con azulejos e giardino segreto (rua das Janelas Verdes 32, tel. 00351.21.39.62.435, www.yorkhouselisboa.com . Doppia da 120 €). Il tour dei musei si conclude al Mude, il rinato museo del design e della moda che ha riaperto nel 2009 in un palazzo dell’elegante rua Augusta, nel cuore della Baixa.

I DOCAS. La movida è al porto (20 minuti a piedi da Bélem), dove da anni i magazzini fluviali sono stati riconvertiti in locali e ristoranti, che offrono pesce e crostacei a prezzi popolari. Fra i tanti, il Doca 6 (Doca de Santo Amaro (tel. 00351.21.39.57.905), per l’insalata di polpo, la zuppa di pesce, i gamberi all’aglio. Sempre nella Doca de Santo Amaro, l’Op Art Café si anima al tramonto con cocktail, dj set, spuntini a base di insalate di formaggio e noci o calamari e frutti tropicali. Per una serata danzante c’è BBC (www.belembarcafe.com ), ristorante e discoteca con ampie vetrate vista Tago, ma anche Speakeasy (www.speakeasy-bar.com ), birre al bancone e musica dal vivo. È frequantato da vip il Kais (www.kais-k.com ), ristorante in un’ex fabbrica in zona Alcântara, con alberi di ulivo alle finestre e cascata all’ingresso. La cucina è a vista e il menu raffinato; chi ha gusti più popolari può scendere nel seminterrato dove l’osteria Adega Do Kais propone baccalà con patate, carne di maiale, costatine di agnello. Un altro indirizzo originale è il vicino Espaço Lisboa (www.espacolisboa.pt ), un’officina navale – restano travi, carrucole, ganci – convertita in ristrorante e bottega per gourmet. Da provare i formaggi locali, la zuppa alentejana con uovo, prezzemolo, aglio e coriandolo, il pane cotto nel forno a legna.

Fonte: www.corriere.it

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