Volare Low Cost

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Dici low cost e subito il pensiero va a Ryanair. La compagnia aerea fondata nel 1985 dal businessman irlandese Tony Ryan ha lanciato in tutta Europa il mercato dei voli a basso costo, dimostrando che con attente politiche di marketing e forte contenimento dei costi è possibile offrire ai viaggiatori passaggi aerei a prezzi anche stracciatissimi.

Dici low cost e subito il pensiero va a Ryanair. La compagnia aerea fondata nel 1985 dal businessman irlandese Tony Ryan ha lanciato in tutta Europa il mercato dei voli a basso costo, dimostrando che con attente politiche di marketing e forte contenimento dei costi è possibile offrire ai viaggiatori passaggi aerei a prezzi anche stracciatissimi.

Un biglietto aereo da Milano per Barcellona o Londra o una qualunque delle tante destinazioni coperte dalla compagnia dublinese può essere portato a casa, se prenotato via web con un discreto anticipo, anche a un centesimo di euro che con l’aggiunta di tasse e imposte non arriva a superare i 10 euro. Sulla scia di Ryanair si sono lanciate altre compagnie straniere o italiane (Easyjet, Volareweb, Myair, etc.) che seguono la stessa filosofia di prezzi popolari. E il «popolo» ha risposto bene: sono sempre di più i viaggiatori che oggi scelgono di snobbare le compagnie di bandiera e i loro costi elevati. Oggi le compagnie low cost controllano una fetta molto importante del mercato, con diversi milioni di passeggeri trasportati.

VOLI «NO FRILLS» – Il concetto è molto semplice: il «core business» della compagnia – e l’interesse primario dei passeggeri – è il viaggio e se questo viene organizzato con modalità «no frills», ovvero senza troppi fronzoli e contorni (peraltro anche le compagnie tradizionali, ormai, nei voli a corto e medio raggio non vanno oltre il bicchiere di bibita e lo snack e, al limite, il quotidiano gratis) può essere offerto senza caricare troppo il prezzo del biglietto. Per contro queste compagnie vengono accusate di adottare politiche sindacali e salariali svantaggiose per i dipendenti ma in linea – e questa è la linea di difesa che viene spesso adottata – con i nuovi parametri del mercato del lavoro globalizzato.

TRE HUB IN ITALIA – Ryanair iniziò la sua attività sulla tratta Waterford-London Gatwick, facendo concorrenza a British Airways e Aer Lingus che a quel tempo avevano il controllo di tutto il traffico tra l’Irlanda e la capitale britannica. Subito dopo vennero ampliate le linee e le rotte fino allo sbarco, negli anni Novanta, in tutti i principali Paesi europei. In Italia sino ad oggi sono stati tre gli scali principali di riferimento: Bergamo (che svolge ormai funzioni di terzo scalo milanese), Roma Ciampino e Pisa, che hanno funzioni di hub da cui partono i voli per diverse decine di destinazioni in tutta Europa. A questi si aggiungono altri 19 aeroporti da dove partono voli per una sola o per più destinazioni, come nel caso di Alghero e Treviso che offrono ai viaggiatori rispettivamente tredici e dodici rotte (le mete che non mancano quasi mai sono Londra e Parigi). A livello europeo, la compagnia gestisce oltre 200 rotte in 22 nazioni.

SALTO DI QUALITA’ – Uno dei punti di forza di Ryanair (ma anche di molte altre compagnie low cost) è stato quello di scommettere sullo sviluppo di aeroporti secondari, magari più lontani dal centro delle grandi metropoli a cui fanno riferimento (in alcuni casi, come Skavsta per Stoccolma, si parla di distanze di oltre 100 chilometri) ma che la stessa compagnia provvede a collegare con servizi di autobus che aspettano l’arrivo dei voli anche quando questi accusano dei ritardi. La scelta di puntare su Malpensa, strategia già seguita alcuni anni fa Easyjet, introduce ora un nuovo concetto: le compagnie low cost ora entrano nelle grandi città anche dalla porta principale.

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