Visitare la piccola Matera di Calabria: il villaggio di pietra a Zungri

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La Calabria è il segreto meglio custodito d’Italia. Per questo, tra acque cristalline e natura selvaggia, riesce a conservare intatta la sua storia secolare, come il minuscolo paesino di Zungri, a pochi chilometri dalla rinomata Costa degli Dei e da Vibo Valentia, ne è la prova più sorprendente. Affacciato su una profonda vallata, infatti, si trova questo incredibile villaggio risalente all’epoca medievale, con abitazioni scavate nella pietra arenaria e incastonate una sopra l’altra: le Grotte degli Sbariati. Infilatevi un paio di scarpe comode e lasciatevi sorprendere dall’atmosfera magica che si respira qui tra le scalette, i cunicoli e le sorgenti naturali della piccola “Matera calabrese”.

Zungri CalabriaZungri, il villaggio di pietra, Calabria

La storia

Sulle tracce del passato di Zungri

Ultimo dei comuni italiani in ordine alfabetico, ma primo delle località più interessanti nell’entroterra calabrese, Zungri si trova sul versante nord dell’altopiano del Poro, a quasi cinquecento metri di altitudine. Sono parecchie le fonti che raccontano come questo territorio sia stato popolato fin dall’epoca preistorica, così come sono numerosi i ritrovamenti di età greca e romana. Ma è nel Medioevo che Zungri inizia a formarsi, con l’arrivo degli Sbariati, una parola dialettale che si riferiva probabilmente agli sfollati, un gruppo di monaci basiliani in fuga dall’Oriente.

Alle coste saccheggiate di continuo dagli Arabi, preferirono il territorio interno e meno esposto, iniziando a terrazzare la montagna e scavare nella roccia le loro abitazioni, i ricoveri per gli animali e i depositi per il cibo. Grazie a un recupero eccellente, oggi a distanza di parecchi secoli abbiamo la possibilità di rivivere per qualche ora la silenziosa quotidianità di una civiltà lontana che ci ha lasciato in eredità un piccolo tesoro di storia rupestre.

Zungri CalabriaCostruzioni di pietra a Zungri

L’insediamento rupestre di Zungri

Il Museo della Civiltà rupestre e contadina

Il modo più comodo per raggiungere Zungri è senza dubbio l’auto; la strada è ben segnalata e i panorami tra gli uliveti vibonesi sono mozzafiato. Seguite le indicazioni per le Grotte degli Sbariati e raggiungete l’ingresso del Museo della Civiltà rupestre e contadina su via Indipendenza. Qui potrete fare i biglietti per visitare l’insediamento, non prima di una piacevole visita all’area espositiva allestita all’interno di un vecchio frantoio.

Nel primo ambiente potrete approfondire la storia di Zungri e fare una prima visita virtuale del sito attraverso un pannello digitale; troverete anche le indicazioni per scaricarvi l’app sul vostro smartphone, molto utile per quando sarete all’esterno. Le altre due sale, invece, ospitano oggetti di uso comune nella vita contadina di Zungri e la ricostruzione di scene casalinghe di una volta. La visita non vi porterà via molto tempo, e una volta terminata sarete invitati a uscire all’aria aperta e imboccare una stradina in discesa: è arrivato il momento dell’esplorazione!

Zungri CalabriaTra le scalette, i cunicoli e le sorgenti naturali della piccola “Matera calabrese”

Le Grotte degli Sbariati

Le cento grotte dell’antico insediamento

A colpire, è innanzitutto l’incredibile manutenzione del sito archeologico: è tutto in ordine, ben tracciato e descritto con tavolette esplicative, e con tanto di punti ristoro. Le scale, a volte sconnesse per via del terreno scosceso, sono accompagnate da un robusto corrimano in corda, così da essere agevoli per tutti, bambini compresi.

Man mano che si scende, sarete invitati dai cartelli a intrufolarvi nelle grotte: abitazioni dalla forma circolare, anche a più piani, e laboratori artigianali, stalle, depositi, forni. Altrettanto curiose le vasche per la lavorazione delle materie prime, soprattutto per la produzione del vino, dalla pigiatura alla fermentazione.

Divertitevi a cercare la grotta più antica: sarà facile individuarla perché è costruita su ben quattro livelli e all’interno si vede un graffito simile a un pesce. Infine, prima dell’uscita dal sito, fermatevi alla sorgente dell’antico villaggio rupestre immersa nel verde, e godetevi la vista sulla natura incontaminata e indomabile di questo inedito angolo di Calabria.

Il monastero di Santa Maria dell'Isola, Tropea ©GagliardiImages/Shutterstock

Verso Tropea

La meraviglia dell’altopiano del Poro

Non lasciate questo territorio prima di aver provato le sue specialità principali, la ‘nduja, ma soprattutto il pecorino fresco del Poro, superbo presidio Slow Food. Il suo sapore è piacevolmente intenso, come il carattere della Calabria; il merito è da un lato dei pascoli della zona, abbondanti di erbe aromatiche, e dall’altro del processo di stagionatura, che vede il trattamento della crosta con olio di oliva e peperoncino in polvere.

Proseguite adesso verso il mare, tra uliveti, campi di grano e filari di pioppi. Se le temperature lo consentono, raggiungete la spiaggia di Michelino, a pochi minuti dalla più affollata Tropea: una volta scesa la lunga scalinata di pietra, vi ritroverete in un vero paradiso terrestre, con acque caraibiche, rocce da scalare e sabbia bianchissima. Anche se non fosse stagione di bagni, merita il passaggio. Con un pizzico di fortuna, potrete anche intravedere le isole Eolie e lo Stromboli all’orizzonte.

Fonte articolo originale

Guida Calabria

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