Viaggio sul Gange

Condividi questo articolo su :

Nasce tra i ghiacci del Bhagirath, nel cuore dell’Himalaya. Si snoda attraverso piccole cittadine come Gangotri, e metropoli come Varanasi e Allahabad. E le sue acque sono sinonimo di liberazione dal karma negativo. Viaggio sul Gange, corso d’acqua sacro dell’India. Tra pellegrini e asceti vestiti di rosso, fino alla città dove, nel 1968, arrivò il quartetto di Liverpool. Alla ricerca di ispirazione.

Nasce tra i ghiacci del Bhagirath, nel cuore dell’Himalaya. Si snoda attraverso piccole cittadine come Gangotri, e metropoli come Varanasi e Allahabad. E le sue acque sono sinonimo di liberazione dal karma negativo. Viaggio sul Gange, corso d’acqua sacro dell’India. Tra pellegrini e asceti vestiti di rosso, fino alla città dove, nel 1968, arrivò il quartetto di Liverpool. Alla ricerca di ispirazione.

Il Gange è l’anima dell’India e le sue sorgenti sono sacre, come lo sono alcune città che si trovano lungo il suo corso: Varanasi, Haridwar e Allahabad. Le sue acque sono sinonimo di liberazione e immergersi nel fiume significa liberarsi dal karma negativo. E questo vale soprattutto alla fonte, nelle acque purissime che sgorgano dal ghiacciaio che a quota 3892 scende solenne tra le pendici del gruppo montuoso del Bhagirath nel cuore dell’Himalaya.

Salire fino qui è una bella impresa. Ci sono 23 chilometri da fare tutti a piedi tra scoscese pareti sovrastate da cime perennemente innevate. La vetta più alta è lo Shiva Lingam, 7540 metri, sperone di ghiaccio che sfida il cielo. Eppure, incuranti del freddo e della fatica (l’altitudine fa ansimare e soffrire), migliaia di pellegrini arrivano fino a qui, fino alla "bocca della mucca", o Gaumukh, la cavità dalla quale escono con irruenza le prime acque del fiume sacro. E qui, nell’acqua glaciale, ci si bagna, si fanno le abluzioni e si prega.

Molti riempiono di acqua dei recipienti per portare a parenti e amici il liquido benedetto. Vi sono sadhu, uomini dediti alla preghiera, vestiti di rosso. Portantini che a spalle si caricano le persone malate. Muli stracarichi che alleviano la fatica quando la strada si fa molto ripida. Il sentiero inizia dalla cittadina di Gangotri, a 3048 metri di altitudine, l’ultimo posto in cui si possa trovare un letto (appena decente) e un ristorante (altrettanto appena decente). Gangotri si raggiunge seguendo una tortuosa strada che si incunea tra strette valli, alcune delle quali sono diventate tristemente note per le devastanti frane che tutto inghiottono seppellendo interi villaggi.

La porta d’ingresso sono due città: Haridwar e Rishikesh. Quest’ultima è divenuta famosa da quando, nel 1968, arrivarono i Beatles per far visita a uno dei tanti ashram in cui si pratica la meditazione. Il pellegrinaggio verso le sorgenti del Gange inizia con le preghiere e le abluzioni in queste due città che distano tra loro una trentina di chilometri. Da qui inizia il grande viaggio, verso il paradiso, verso l’acqua più pura e benedetta del grande fiume, fino alla sorgente della sacralità.

Fonte articolo originale

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: