Viaggio sui Pirenei

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Da Tolosa ad Albi, un panorama dai colori pastello, tra vigne, cattedrali gotiche, villaggi appollaiati sulla roccia e fiumi da percorrere in barca.

I tetti rossi di Tolosa, una crociera a ritmo lento sul Canal du Midi, e poi i vigneti sterminati di Gaillac. Lo sperone di roccia su cui sorge Cordes-sur-Ciel, uno dei villaggi più belli di Francia, o l´atmosfera tutta italiana che si respira ad Albi, la San Gimignano francese, come la chiamano da questi parti. «Un artista potrebbe dipingere qui per un anno intero senza ripetersi» diceva Lawrence d´Arabia.

Da Tolosa ad Albi, un panorama dai colori pastello, tra vigne, cattedrali gotiche, villaggi appollaiati sulla roccia e fiumi da percorrere in barca.

I tetti rossi di Tolosa, una crociera a ritmo lento sul Canal du Midi, e poi i vigneti sterminati di Gaillac. Lo sperone di roccia su cui sorge Cordes-sur-Ciel, uno dei villaggi più belli di Francia, o l´atmosfera tutta italiana che si respira ad Albi, la San Gimignano francese, come la chiamano da questi parti. «Un artista potrebbe dipingere qui per un anno intero senza ripetersi» diceva Lawrence d´Arabia.

Benvenuti nei Midi-Pirenei, a un passo dalla Spagna, una regione che alterna gioielli di arte gotica a paesaggi dolcissimi, segnati dal lento procedere delle vigne.

Il punto di partenza è ovviamente Tolosa, capoluogo della regione, che dalla fine di settembre si può raggiungere con volo low cost diretto dall´Italia a partire da 17 euro. Dall´aeroporto alla città si arriva in dieci minuti. La chiamano la ville en rose, la città rosa, e il motivo lo scopri appena la vedi. La prima cosa che colpisce sono i suoi colori: il rosso, innanzitutto. Dai tetti alle facciate dei palazzi, ovunque mattoni rossi. Perfino Le Capitole, il municipio, ha otto colonne di marmo rosa sulla sua facciata. Ma non c´è solo rosso, o rosa: un altro colore che domina è il blu pastello, tintura ricavata da una pianta (isatis tinctoria) la cui coltivazione ha fatto, nel Cinquecento, la fortuna di questa zona. Dai guadagni ottenuti col commercio del pastello, infatti, hanno avuto origine gli edifici più belli del centro, fatti costruire dai mercanti dell´epoca che, si racconta, facevano a gara a chi avesse la dimora più bella. E oggi, forse in segno di memoria o in forma d´omaggio, è di blu pastello che risplendono le ringhiere dei balconi di molti palazzi.

Colorata dunque, ma anche giovane, frizzante: Tolosa è una città che non dorme mai. Non dorme la notte, e lo dimostrano gli oltre centomila studenti – è la terza sede universitaria del Paese, dopo Parigi e Lione – che trovi in giro fino a tardi, i locali sempre aperti. Ma non dorme nemmeno in autunno. Qui continuano i festival, gli appuntamenti, gli spettacoli. È il caso, per esempio, della "Primavera di Settembre" che fino a domenica 17 ottobre con le sue sfaccettate performance anima le vie del centro e il museo di arte contemporanea Les Abattoirs, lungo le rive della Garonne. 

Ma lasciamo Tolosa (per visitarla basta una giornata, il centro si gira a piedi o in bici e comunque ci sono due linee di metropolitana), perché nei dintorni c´è una meta obbligata che ci aspetta: è Albi, definita quest´estate patrimonio dell´Unesco. La città che si specchia sul fiume e con il suo ponte vecchio sembra un angolo di Toscana trasportato nel sud-ovest della Francia. Per raggiungerla si attraversa la valle del Tarn, punteggiata di vigneti: sulla strada, a questo punto una tappa merita Gaillac, che dà il nome a uno dei vini più famosi della zona. Chi ha tempo può concedersi un´escursione al Parco naturale regionale dell´Alta Linguadoca. Da non perdere è una sosta a Cordes-sur-Ciel, minuscolo villaggio da fiaba, tutto arroccato sulla roccia che sembra innalzarsi verso il cielo. E un autentico paesaggio da presepe è quello che si presenta quando all´orizzonte appare finalmente Albi: le case antiche a graticcio, i vicoli stretti, il palazzo che ospita il museo di Toulouse-Lautrec con i suoi giardini alla francese. Su tutto domina la cattedrale di Sainte-Cécile, capolavoro gotico: è la costruzione di mattoni più grande al mondo, mura e volta dipinte. Ma il modo più originale per scoprire Albi è partendo dal fiume, con un´escursione in gabarre sul Tarn: piccole imbarcazioni a fondo piatto, usate un tempo per trasportare, inutile dirlo, vini e pastello.

Fonte: www.repubblica.it

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