Viaggio nella Terra dell’ Incanto

Condividi questo articolo su :

La chiamano Land of Enchantment, la terra incantata. Sarà per il colore del suo cielo, quell’azzurro così intenso che incanta pittori e fotografi, per la sua natura e i paesaggi mozzafiato, per la sua cultura mista ed atipica – eredità degli indigeni, della dominazione spagnola e dei pionieri del West – ma il New Mexico è veramente un luogo che vale la pena di un viaggio.

La chiamano Land of Enchantment, la terra incantata. Sarà per il colore del suo cielo, quell’azzurro così intenso che incanta pittori e fotografi, per la sua natura e i paesaggi mozzafiato, per la sua cultura mista ed atipica – eredità degli indigeni, della dominazione spagnola e dei pionieri del West – ma il New Mexico è veramente un luogo che vale la pena di un viaggio.

Anche se raramente considerato una tappa obbligata per i turisti che arrivano dall’Europa, questo Stato del Southwest può essere facilmente inserito come tappa per chi – vistiando gli Stati Uniti – ha qualche giorno in più da spendere tra un museo di New York City o un Parco della California.

Il modo più facile di arrivarci è in aereo, il più bello è sicuramente quello di affittare un’auto ed entrare in New Mexico (dall’Arizona) percorrendo la Route 66. Costruita sulle ceneri del National Old Trails Road – la vecchia autostrada Ocean to Ocean del 1912 – il tratto che la leggendaria Route 66 compie in New Mexico è in assoluto uno dei più suggestivi. Lungo questa strada – la America’s Mother Road, immortalata nel 1939 da John Steinbeck nel suo romanzo The Grapes of Wrath (Furore) – si ha subito la senzazione di essere entrati in un altro paese, in qualcosa di diverso dalle abituali highways che percorrono gli Usa.

Percorrendo queste miglia si incrociano le tre culture che rendono il New Mexico così affascinante: quella dei Native Americans, gli indiani che hanno popolato la zona per diecimila anni e di cui si possono ancora trovare i resti archeologici della caccia al mastodonte durante l’epoca di Cristo; quella dei Conquistadores spagnoli con i vecchi Pueblos lungo il Rio Grande e l’antica strada inizialmente tracciata da Francisco Vazquez Coronado e dai suoi uomini, arrivati fin qui alla ricerca dei tesori della città di Cibola; quella del Wild West, il west selvaggio di tanti film: è la terra dove Geronimo ha combattuto le "giubbe blù", è la terra delle scorribande di Billy The Kid.

Ci si può fermare nella parte orientale dello Stato, un terzo del quale è  composto dalle Grandi Pianure, l’altipiano che scende lungo il Pecos River; oppure si può salire lungo le strade e i sentieri della parte centrale, dove la catena delle Montagne Rocciose passa dal Colorado al New Mexico; o si può girovagare nella Rio Grande Valley, la pianura fertile dove ci sono le riserve indiane, con i loro negozietti di antiquariato e i casinò a buon mercato. Se il New Mexico è la "terra incantata", Santa Fe – capitale dello Stato – è la City Different, la città diversa. Fondata nel 1607 dai colonizzatori spagnoli è una rarità nel panorama delle metropoli americane; ad oltre duemila metri di altezza (2.133), con il suo clima perfetto (l’escursione termica garantisce il caldo durante il giorno e il fresco della notte) "la più antica delle capitali degli Stati Uniti" – sia pure ricostruita in modo lezioso – ha un fascino particolare; tanto da essere diventata meta di vita negli ultimi anni di artisti, intellettuali e imprenditori milionari.

Chi trova Santa Fe un po’ troppo "rifatta" può consolarsi prendendo la macchina e guidando per circa venti miglia più a nord: dove troverà Espanola, nei cui dintorni venne stabilita da Don Juan de Onate la prima comunità spagnola del New Mexico (1598) e che divenne una delle più famose stazioni ferroviarie durante la conquista del West.

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: