Viaggio lungo i canyon più belli!

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Ferite, fenditure, spaccature nella pietra (di solito arenaria) create dal lento ma costante scorrere di un fiume nel corso dei millenni. I canyon (o gole) sono un inno alla costanza e alla perseveranza di una singola goccia d’acqua che riesce a modellare la roccia. Nel mondo ce ne sono tantissimi: alcuni sono molto profondi ma larghi pochi metri (slot canyon) altri sono giganteschi e coperti di vegetazione tanto che solo da un elicottero è possibile comprenderne la reale natura. Alcuni devono la loro nascita solo ad un fiume, per altri è stata necessaria anche l’azione di un vulcano. Ma quali sono i più belli? Quelli che vi lasceranno senza fiato? Scopriamoli insieme
 

Ferite, fenditure, spaccature nella pietra (di solito arenaria) create dal lento ma costante scorrere di un fiume nel corso dei millenni. I canyon (o gole) sono un inno alla costanza e alla perseveranza di una singola goccia d’acqua che riesce a modellare la roccia. Nel mondo ce ne sono tantissimi: alcuni sono molto profondi ma larghi pochi metri (slot canyon) altri sono giganteschi e coperti di vegetazione tanto che solo da un elicottero è possibile comprenderne la reale natura. Alcuni devono la loro nascita solo ad un fiume, per altri è stata necessaria anche l’azione di un vulcano. Ma quali sono i più belli? Quelli che vi lasceranno senza fiato? Scopriamoli insieme
 
Le Gorges di Verdon, Francia. "Il più americano dei canyon del Vecchio continente" così lo definì lo speleologo Eduard Alfred Martel che per primo violò il segreto delle Gorges du Verdon agli inizi del Novecento. A 100 chilometri a nord ovest di Nizza, nell’Alta Provenza alle spalle di Cannes e Saint Tropez, tra il profumo della lavanda e del caprifoglio si apre "le gaz" ossia il grande vuoto come viene chiamato dagli alpinisti francesi. Una spaccatura nella terra lunga 20 chilometri e profonda 700 metri solcata dalle acque del fiume Verdon che l’ha creata nel corso dei millenni. Un paradiso verticale per chi ama il free climbing o la discesa in kayak.

Grand Canyon, Stati Uniti. E’ il canyon per antonomasia a cui tutti gli altri canyon si paragonano per sfruttare un po’ della sua maestosità e popolarità. Un’immensa gola creata dal fiume Colorado nel nord dell’Arizona, che ha portato alla luce, come in un libro a cielo aperto, milioni di anni di storia attraverso i sedimenti sulla roccia. I numeri sono da capogiro: 446 chilometri di lunghezza e 1600 metri di profondità immersi in uno scenario semi desertico colora sabbia, arancio o rosso fuoco. Parte dell’area del canyon è gestita dagli indiani Hualapai e proprio nella zona del Grand Canyon West si trova lo

Skywalk a forma di ferro di cavallo che permette di ammirare il fiume Colorado mentre scorre sotto i vostri piedi un chilometro più in  basso.

Colca Canyon, Perù. I tour partono solitamente da Arequipa, conosciuta anche come la Ciudad Blanca (la città bianca) per la pietra con cui sono costruite le abitazioni. Gli autobus si dirigono verso i piccoli villaggi di montagna di Chivay o Cabanaconde, alle due estremità dell’area di interesse, e da lì si può iniziare la visita ad una voragine più profonda del Grand Canyon: ilColca Canyon, nel sud del Perù. Con oltre 3mila metri di profondità, il Colca è una immensa valle andina creata dal fiume Colca che nasce nelle Ande e si tuffa nel Pacifico cambiando diverse volte nome da Majes a Camana. Tappa obbligatoria e imperdibile è il passo Cruz del Condor, dove i condor andini sfruttando le correnti termiche si librano nell’aria (i momenti più favorevoli sono la  mattina o nel tardo pomeriggio quando i condor cacciano).
 
Kings Canyon, Australia. Nel Red Centre, l’infinito deserto di terra rosso cupa, del Northern Territory, a circa 300 chilometri a nord-est del parco nazionale di Uluru-Kata Tjuta (quella della mitica Ayers Rock, simbolo di tutta l’Australia), si trova il Kings Canyon, una gola rocciosa profonda quasi 300 metri, una ferita nel Watarrka National Park. Per effettuare il giro ed ammirare il canyon dall’alto sono necessarie 4 ore e un’autonomia di almeno 6 chilometri nelle gambe soprattutto per affrontare l’inizio della camminata: una salita ripida definita Heartbreak Hill ossia collina da crepacuore. Attenzione, alcune zone sono considerate suolo sacro dagli aborigeni, quindi non avventuratevi nei "fuori pista".

Antelope Canyon, Stati Uniti. In terra Navajo, vicino alla cittadina di Page, si trovnao gli slot canyon più belli del mondo: canyon a fessura, appunto, lunghi poche centinaia di metri, profondi anche meno, ma strettissimi, con la luce che filtra appena e in maniera diversa a seconda dell’ora, creando effetti particolarisismi sull’arenaria che assume imperdibili nuance di colore rosa-arancio. Il più famoso e facilmente accessibile è l’Antelope Canyon, suddiviso in Lower Antelope e l’Upper Antelope, entrambe formate dall’omonimo torrente stagionale che ancora adesso ne plasma le forme; d’altronde il nome navajo per indicare l’Upper Antelope è Tsé bighánílíní, che significa "Il luogo dove l’acqua scorre attraverso le rocce". Il luogo è talmente fotogenico che oltre alla visita standard, le guide Navajo propongono il "photographic tour": se nel giro normale si viene portati – da Page – con il pullman e si torna con lo stesso mezzo, nel photo tour si può rimanere, e scegliere una a caso tra le "corse di ritorno" successive: si beneficia di una consulenza extre di un pro-shooter locale, e soprattutto si rimane , in numero ristretto, nel canyon, per tutto il tempo che intercorre tra il ritorno verso Page di un gruppo e l’arrivo del successivo. 

Fish River Canyon, Namibia. Il Fish River oltre ad essere  il fiume più lungo della Namibia (solitamente secco durante l’estate) ha un’altra peculiarità: ha dato vita nel corso dei millenni a uno dei più grandi canyon del mondo, il Fish River Canyon  appunto. Lungo 160 chilometri e profondo 550 metri, fende la terra nel sud del paese nel Parco Nazionale omonimo, divenuto da poco una popolare destinazione per gli amanti del trekking. Esiste infatti la possibilità di percorrere in 5 giorni un tragitto di 86 chilometri, ma solo nella stagione secca perché fuori da questo periodo temporale il livello dell’acqua rende pericoloso l’attraversamento. Per cimentarsi nell’impresa occorre richiedere l’autorizzazione del Namibia Wildlife Resorts a Windhoek, inoltre visto che lungo il tragitto non troverete bar o punti di ristoro è necessario essere in buona forma fisica e avere una sufficiente scorta d’acqua.
 
Canyon del Sumidero, Messico. All’estremo sud del Messico, quasi al confine con il Guatemala, nella regione del Chiapas le bellezze naturali non mancano: la lussureggiante Selva Lacandona, i laghi di Montebello, le cascate di Misol-ha è il Canyon del Sumidero. Formatosi per una faglia risalente a milioni di anni fa e grazie allo scorrere inesorabile del fiume Grijalva, il Cañón del Sumidero è un parco nazionale ricco di grotte, cascate e strapiombi dalle forme curiose come il famoso "Arbol de Navidad", a forma di albero di Natale, appunto. Le barche per ammirare il canyon dal fiume partono da Chiapa de Corzo e arrivano alla diga di Chicoasen che ne delimita il confine a nord.

Blyde River Canyon, Sudafrica. A nord dei monti Drakensberg, nella provincia sudafricana di Mpumalanga, i fiumi Blyde e Olifants hanno scavato l’altipiano di arenaria dando vita un solco nel terreno lungo 26 chilometri e profondo 800 metri: il Blyde River Canyon. La strada per raggiungerlo è tutto un programma: la Panorama Route dalla città di Gaskop. Nella prima parte della via da lontano si possono vedere le colline del parco Kruger. Una volta arrivati al canyon potrete costeggiarlo e fermarvi ad ammirare i due spot più famosi del luogo: la "God’s Window" (la finestra di Dio) da cui, come suggerisce il nome, si gode di un panorama molto suggestivo, e le "Three Rondavels", ossia tre formazioni rocciose che ricordano le capanne dei popoli locali; proprio in corrispondenza delle Three Rondavels il canyon forma un lago.

Waimea Canyon, Hawaii. E poteva mancare un Grand Canyon del Pacifico? Sul lato occidentale dell’isola hawaiana di Kauai il paesaggio si offre ai turisti in tutta la sua drammaticità e bellezza. Approssimativamente lungo 16 chilometri e profondo 900 metri ha una storia geologica diversa da tutti gli altri: Waimea ossia in hawaiano "acqua rossa", non deve la sua nascita unicamente all’erosione del suolo provocata dal fiume Waimea, ma anche al collasso del vulcano che creò l’isola stessa. Una meraviglia geologica perfettamente inserita in un contesto di caldere e terreni lavici tipici delle Hawaii. L’intera zona è protetta dal Koke’e State Park. Ci sono diversi punti da cui ammirare il panorama dalla strada principale, oppure potrete addentrarvi per i sentieri predisposti sia per principianti che per escursionisti esperti.
 
Le gole di Samaria, Grecia. Nel sud ovest dell’Isola di Creta, un piccolo fiume passando attraverso le Montagne Bianche (Lefká Óri) ha creato un canyon lungo 16 chilometri denominato Gole di Samaria. La particolarità di questo canyon è la possibilità di percorrere il letto del fiume su una passerella (il livello delle acque lo permette solo da maggio a metà ottobre) e poter godere così pienamente dell’effetto scenico di questo luogo divenuto Parco nazionale nel 1962. Un autobus collega l’inizio del percorso con la città di Chania (La Canea). Per percorrere i 18 chilometri che separano Omalos Xiloskalo da Agia Roumeli occorrono circa 6 ore durante le quali si passa attraverso una foresta di pini, il villaggio abbandonato di Samaria, ma soprattutto il luogo più famoso dell’intera gola subito dopo Samaria: le Porte di Ferro .

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