Viaggio in Marocco

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È un viaggio da compiere preferibilmente on-the-road, in motocicletta o automobile, da soli o con un autista locale, ma sempre meglio se in tarda primavera o inizio autunno quando il caldo non è insopportabile e la neve ha lasciato le vette.

In questo Paese che non smette mai di stupire, al di qua e al di là della catena montuosa che l’attraversa e lo separa, vi sono luoghi incantevoli e rare gemme da visitare, ma più di tutto è il viaggio stesso a sorprendere.

È un viaggio da compiere preferibilmente on-the-road, in motocicletta o automobile, da soli o con un autista locale, ma sempre meglio se in tarda primavera o inizio autunno quando il caldo non è insopportabile e la neve ha lasciato le vette.

In questo Paese che non smette mai di stupire, al di qua e al di là della catena montuosa che l’attraversa e lo separa, vi sono luoghi incantevoli e rare gemme da visitare, ma più di tutto è il viaggio stesso a sorprendere.

La strada N9, che congiunge Marrakech con Ouarzazate è una tappa obbligata di attraversamento, visto che la maggior parte dei voli provenienti dall’Italia verso il Marocco arrivano proprio alla più nota delle città imperiali. Per arrivare ai 2260 metri di Tich’n Tichka, questa via si inerpica per innumerevoli tornanti, offrendo viste mozzafiato nei numerosi luoghi dove fermarsi, scattare qualche fotografia e riposarsi bevendo un tè con la menta o, per pranzo, gustare una tradizionale tajine.

Ouarzazate è un luogo di snodo per molti viaggiatori, che qui trovano accoglienza con una offerta ampia di hotel e pensioni tipiche, per tutte le tasche e tutti i gusti, dai riad edificati secondo la tradizione locale in paglia e argilla e che, perfettamente arredati, vi faranno trascorrere una notte da sogno, fino al comfort e lusso di business hotel di impronta europea.

Nelle vicinanze si possono ammirare i numerosi set cinematografici di grandi produzioni, tra le quali Lawrence d’Arabia e Asterix e Obelix: Missione Cleopatra, e luoghi dal sapore antico, come il Giardino delle Palme di Skoura o la città di Ait Ben Haddou, un dedalo di viuzze e di tradizionali case rosse arroccate su una collina, che risplende di colori magici all’alba e al tramonto, e la cui Kasbah è tra le più belle del Marocco.

Viaggiando verso nord-est da Ouarzazate sulla N10, si incontrano tre strade secondarie sulla sinistra, che conducono a altrettanti luoghi imperdibili: da Kelaat M’Gouna inizia la deviazione per la Valle delle Rose, dove si coltivano i fiori selvatici da cui si estrae l’essenza alla base di molte preparazioni di profumi e lozioni, da visitare in maggio quando è in piena fioritura. Successivamente, a Boumalne, una strada secondaria conduce alle Gole di Dades (nei pressi delle quali vi sono le curiose formazioni rocciose chiamate "monkey fingers"), mentre a Tinghir invece vi è una deviazione per quelle di Todra. Le gorges sono delle vere meraviglie della natura, con i loro canyon che i fiumi hanno scavato nella roccia per millenni e le cui pareti, a Todra, arrivano fino a 300 metri di altezza.

In questa zona del Marocco sono stati creati anche numerosi laghi artificiali grazie a dighe per la produzione di energia idroelettrica; laddove la natura non è riuscita, l’uomo ha saputo modellare il paesaggio quasi desertico offrendo ulteriori interessanti spunti ai viaggiatori costretti a lunghi, anche se suggestivi, trasferimenti. Ad esempio vicino alla città di Errachidia, che è snodo per raggiungere sia il deserto a sud che le capitali imperiali di Fes e Meknes, il lago del barrage Al-Hassan Addakhil è una distesa turchese in mezzo ad un deserto pietroso sui toni giallo-ocra.

Muovendo da Errachidia verso nord, invece, il panorama cambia radicalmente: una sorprendente foresta di cedri accoglie il viaggiatore diretto a Ifrane e Azrou. Il paesaggio sembra più quello dell’Engadina che del Marocco: se tra dicembre e febbraio le stazioni sciistiche permettono quando vi è neve in abbondanza di praticare sport invernali, durante il resto dell’anno ci si può ben accontentare di brevi o lunghe escursioni, anche a piedi o a cavallo, per visitare i boschi sull’altopiano costellato da crateri vulcanici o la sorgente Vittel con le sue caratteristiche cascate. Presso il lago Afennourir è inoltre possibile osservare numerose e rare specie d’uccelli.

L’acqua è l’elemento dominante dell’Atlante marocchino: per concludere questo ipotetico tour, di ritorno verso Marrakech, le imponenti Cascate d’Ouzoud meritano una pur lunga deviazione; le strade che vi arrivano sono solo secondarie e si inerpicano su montagne ripide e in mezzo a vallate strette. Tuttavia lo spettacolo è assicurato: 110 metri di acqua piombano con tre balzi in un piccolo lago. Diversi sentieri tra gli olivi consentono di scendere allo specchio d’acqua, dove potreste noleggiare una imbarcazione dai colori sgargianti per scattare delle suggestive fotografie proprio ai piedi delle cascate.

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