Viaggio in Libia

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Il primo hotel-villaggio con spiaggia privata. È in Tripolitania, vicino alle spettacolari rovine romane di Sabratha e Leptis Magna. Per scoprire uno degli ultimi angoli intatti del Mediterraneo.

Il primo hotel-villaggio con spiaggia privata. È in Tripolitania, vicino alle spettacolari rovine romane di Sabratha e Leptis Magna. Per scoprire uno degli ultimi angoli intatti del Mediterraneo.

Duemila chilometri di costa intatta. Spiagge bianche, dune di sabbia, la fertile pianura mediterranea della Cirenaica e della Tripolitania alle spalle. Eppure la Libia non è una meta balneare, solo di spedizioni sahariane e circuiti archeologici nelle magnifiche città greco-romane. Il motivo? Mancano alberghi da vacanze, quelli esistenti sono anonimi, più da viaggi d’affari che da relax al sole in uno degli ultimi angoli incontaminati del Mediterraneo. A maggio, però, è stato inaugurato il primo hotel-villaggio sul mare: Dar Tellil, a un’ora da Tripoli-aereoporto, a soli 6 km dalla spettacolare città romana di Sabratha. Un albergo con 202 camere spaziose (chiedere quelle con terrazzino-veranda che guardano il mare) e 18 villette per famiglie, spiaggia privata di 1,5 km, piscina per adulti e per bambini. A breve aprirà il centro benessere con sauna e massaggi e sono previste attività sportive: windsurf, vela, canoa, equitazione e tennis. Peccato che in questa prima oasi balneare siano banditi gli alcolici, come in tutto il Paese. Il Dar Tellil, comunque, è una comoda base (e unica con spiaggia attrezzata) per visitare Tripoli e le grandiose città antiche della Tripolitania. 

Come Leptis Magna (126 km dalla capitale) con le sue memorie fenice, cartaginesi, romane e bizantine, le terme di Adriano e le enigmatiche meduse di marmo che sorvegliano il Foro. Leptis Magna, dove lavorano missioni archeologiche italiane, è patrimonio dell’Umanità. In Libia l’Unesco ha messo sotto tutela ben altre quattro località: Sabratha, Cirene, Gadhames, i siti rupestri di Tadrart Acacus. Il gioiello di Sabratha è il teatro romano, riscoperto sotto la sabbia e restaurato negli anni ’30, considerato il più bello tra Nord Africa e Medio Oriente. Sabratha si dispiega sul mare, le onde che si infrangono sotto le colonne coprono i resti di uno dei porti più strategici del mondo antico. Qui si imbarcavano merci preziose provenienti da Africa e coste arabiche – avorio, sete, ebano, spezie – trasportate lungo le vie carovaniere. Un’altra città libica si è sviluppata grazie ai traffici mercantili: la millenaria Ghadames, oasi sahariana a 600 km dalla costa. Una meta da non perdere per la sua medina (minimo due giorni, ma prima o dopo l’estate, per il caldo), crocevia dei commerci transahariani. 

Labirinto di vicoli candidi e coperti, case affrescate, piazze decorate, un tempo era protetta da mura e 7 porte, popolata da 7 mila abitanti fino a metà dell’800. Ora è disabitata, almeno ufficialmente. Il governo ha costruito nuove case con elettricità, acqua, aria condizionata; ma la gente rimpiange la medina, così è riusciti a mantenere la proprietà delle abitazioni (1400) e a viverci di giorno. Per dormire c’è il delizioso Dar Ghadames, stanze grandi (quelle al pianterreno hanno la veranda), begli arredi, giardino. È l’unico indirizzo di charme in Libia; a Tripoli hanno trasformato in boutique hotel un caravanserraglio ottomano, ma le stanze sono piccole (Ancient Zumit; www.zumithotel.com; da 90 ), e il Corinthia Bab Africa hotel resta l’unico 5 stelle della città (con spa).

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