Viaggio al gusto di babà

Condividi questo articolo su :

Miele, ricotta, limone: sono i sapori del Golfo di Napoli. Per riempire la calza di struffoli, pastiere e sfogliatelle, ecco un tour goloso che dalla città vecchia arriva fino alla Costiera Amalfitana.

Prendete o’ babà. Un pan di Spagna gonfio, soffice, intriso di rum. Si può migliorare una ricetta tanto antica quanto mai fuori moda? Diciamo che c’è chi ci sta provando con impegno. Ecco allora le versioni al limoncello o con guarnizione di fragoline e cioccolato. E proprio nella sua terra natale, come avviene nel laboratorio di Leopoldo. Questo ex tarallificio, ora una delle pasticcerie più alla moda, ha appena aperto una sorta di dolcissimo take away nella centralissima via Chiaia.

Miele, ricotta, limone: sono i sapori del Golfo di Napoli. Per riempire la calza di struffoli, pastiere e sfogliatelle, ecco un tour goloso che dalla città vecchia arriva fino alla Costiera Amalfitana.

Prendete o’ babà. Un pan di Spagna gonfio, soffice, intriso di rum. Si può migliorare una ricetta tanto antica quanto mai fuori moda? Diciamo che c’è chi ci sta provando con impegno. Ecco allora le versioni al limoncello o con guarnizione di fragoline e cioccolato. E proprio nella sua terra natale, come avviene nel laboratorio di Leopoldo. Questo ex tarallificio, ora una delle pasticcerie più alla moda, ha appena aperto una sorta di dolcissimo take away nella centralissima via Chiaia.

Ottimo punto di partenza per una passeggiata dove l’assaggio di delizie partenopee si mescola ai tesori artistici e culturali. Quelli imperdibili, come il Duomo di Santa Maria Assunta, che qui chiamano "di San Gennaro" (prendete il biglietto per l’area archeologica, i mosaici del V secolo valgono la spesa), il Museo Archeologico, il Monastero di Santa Chiara, o quelli nascosti nella caotica e rumorosa Spaccanapoli, come la Chiesa di San Giovanni a Carbonara, del XIV secolo, che custodisce la Cappella Caracciolo del Sole, con un pavimento di maiolica del 1427. Altro gioiello è la Chiesa di Santa Maria Donnaregina, oggi usata per mostre e concerti. Vi si accede attraverso il Museo MADRE d’Arte Contemporanea, cogliendo l’occasione per visitare quella che è invece una delle attrazioni più nuove in città. Per chi ama Caravaggio, che trascorse a Napoli un anno e lasciò in città alcuni dei suoi più celebri capolavori, da non perdere il Martirio di sant’Orsola, custodito – e lo sanno in pochi – nella galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, all’ultimo piano della Banca Intesa di via Toledo.

Ma siccome a Napoli sacro e profano, penitenza e beatitudine, convivono da secoli in allegria, bastano pochi passi nella stessa strada per incontrare le vetrine di Pintauro, "dolciaio" che nel Settecento creò la sfogliatella. Leggerissima, di sapore raffinato, viene riempita con un impasto di ricotta, semolino, cedro, scorza d’arancia, vaniglia e cannella. Un cult, da degustare caldo appena sfornato. Si chiama frolla se è avvolta nella pasta frolla, riccia se confezionata con pasta sottile e fritta. Da Pintauro sono celebri anche gli struffoli, palline di pasta fritta con il miele che si fanno a Natale, e le zeppole, strepitosi bignè alla crema di San Giuseppe.

Il dolce-tour si può però anche allargare al Golfo. Con gli aliscafi che partono ogni ora dal Molo Beverello per Capri e Ischia. La prima è l’isola dei Faraglioni, del jetset, e della torta caprese con mandorle e cioccolato fondente; al Capri’s, nuova lounge superpanoramica, la trovate pure al cioccolato bianco. Fresca di apertura anche La Terrazza di Tiberio, ristorante dell’Hotel Tiberio Palace dove Stefano Cerrotta, il pasticciere, coccola i palati vip con la sfogliatella di ricotta di bufala e limoni canditi, servita con gelato di ricotta e limoncello. Da Capri, in poco più di mezz’ora, ecco Ischia, perfetta in ogni stagione per le acque termali e il paesaggio verde che si gode dal Monte Epomeo.
Alberi da frutto, giardini e orti forniscono la materia prima a chef come Giuseppe D’Abundo, dello Chandelier, all’interno dell’Hotel Mezzatorre, dove si scopre quel fico in camicia che lo chef lancia come dolce-simbolo dell’isola. «È un gioco di contrasti tra la pasta sfoglia croccante e il morbido del fico, il caldo della cottura e il freddo del gelato».

Le isole sono ben collegate alla Costiera Amalfitana, dove il tour gourmand vista mare prevede una pausa al ristorante Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi per il Concerto di limoni con crema e bignè di Alfonso Iaccarino. Quindi ad Amalfi, per affondare tra i susamielli e i torroncini di Pansa, dal 1830 ai piedi della scalinata del Duomo, e provare, nel Santa Caterina, nell’omonimo storico hotel, il soufflé al gusto amalfitano con limone o cioccolato. Quello che, si dice, fece innamorare Brad Pitt e Angelina Jolie. Ripresa la macchina, è davvero un dulcis in fundo il negozio di Sal De Riso, maestro pasticciere di Minori. È lui il padre della delizia al limone, pan di Spagna imbevuto di limoncello e ricoperto da una crema al limone.

Fonte articolo originale

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: