Viaggio a San Marino

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A spasso per castelli e leggende nella repubblica più antica del mondo e nelle rocche che si affacciano lungo il corso del fiume Marecchia, in provincia di Rimini.

Come Arrivare
Per raggiungere San Marino: prendere l’autostrada A14 ed uscire al casello di Rimini Sud, proseguire sulla SS72 fino all’ingresso statale a Dogana. Salvo casi sporadici, non sono previste procedure di controllo. Il centro storico, situato in cima al monte, si raggiunge proseguendo diritto, per circa 12 km.

La zona turistica è servita da parcheggi custoditi e si raggiunge anche tramite una funivia, che parte vicino al parcheggio n. 11.

A spasso per castelli e leggende nella repubblica più antica del mondo e nelle rocche che si affacciano lungo il corso del fiume Marecchia, in provincia di Rimini.

Come Arrivare
Per raggiungere San Marino: prendere l’autostrada A14 ed uscire al casello di Rimini Sud, proseguire sulla SS72 fino all’ingresso statale a Dogana. Salvo casi sporadici, non sono previste procedure di controllo. Il centro storico, situato in cima al monte, si raggiunge proseguendo diritto, per circa 12 km.

La zona turistica è servita da parcheggi custoditi e si raggiunge anche tramite una funivia, che parte vicino al parcheggio n. 11.

Per raggiungere Verucchio: da Rimini prendere la statale n. 258 Marecchiese fino a Villa Verucchio, quindi girare a sinistra per il borgo posto sulla sommità di un colle.

Per raggiungere Torriana e Montebello: da Verucchio scendere sulla statale Marecchiese, attraversarla in località Ponte Verucchio, quindi dopo un paio di km salire a sinistra sulla provinciale torrianese.

Aeroporti più vicini: Rimini

Itinerario Sintetico
Primo giorno
Mattina: San Marino, l’antica terra della Libertà
Pomeriggio: San Marino, le torri ed i castelli

Secondo giorno
Mattina: Verucchio, la culla dei Malatesta
Pomeriggio: Montebello di Torriana e la leggenda di Azzurrina
Lista Itinerari
San Marino, l’antica terra della Libertà

La Repubblica di San Marino è arroccata sul Monte Titano, a circa 20 km dalla riviera romagnola ed in un contesto paesaggistico, artistico e storico di grande rilievo.

Secondo la leggenda fu fondata da Marino, profugo sfuggito dalla Dalmazia in seguito alle persecuzioni di Diocleziano, nel terzo secolo d.C.

Per questo, il Paese è considerato un baluardo della libertà e dell’indipendenza, difese per i secoli a venire con forza e saggezza dalle incursioni esterne che minavano la sua autonomia.

Il territorio è suddiviso in nove località (Castelli), dominati dalla Città di San Marino, capitale e sede istituzionale del piccolo stato.

La sommità del monte è intervallata dalle tre torri visibili da grande distanza, che segnano in modo caratteristico il profilo del Titano.

Il panorama dalle tre vette è spettacolare. Si ha una visione d’insieme della riviera, dai lidi ravennati a Cattolica, fino alle colline dell’Appennino romagnolo, toscano e marchigiano.

Le strette contrade medioevali del borgo sono costeggiate da tanti negozi che offrono ogni  tipo di souvenir, a cominciare dai mitici e rari francobolli della repubblica, che vanta nelle sue vicende storiche l’invenzione del moderno servizio postale, creato nel 1607.
San Marino, le torri ed i castelli

La visita a San Marino può iniziare dalla Porta di San Francesco. Oltrepassato questo storico ingresso ci si trova di fronte la Chiesa di San Francesco del Trecento, sede del  Museo d’Arte Sacra e della Pinacoteca.

Proseguendo per le tortuose viuzze del borgo antico si arriva a Piazza Garibaldi dove svetta la statua dell’Eroe dei Due Mondi, molto caro nella memoria storica di San Marino. Continuando a salire, tenendo la sinistra, si giunge in Piazza della Libertà, terrazzo panoramico e sede del Palazzo Pubblico, costruito nell’Ottocento in stile Gotico. L’edificio ospita il Governo sammarinese e le sale consiliari possono essere visitate.

Di fronte spicca la Statua della Libertà, portatrice dell’ideale al quale i cittadini di San Marino si sono sempre ispirati. Da maggio a settembre (con cadenza oraria, dalle 8.30 alle 18.30), si può assistere al rito del Cambio della Guardia, una tradizione onorata dalla Guardia della Rocca, istituzione nata nel 1754. Si prosegue in Via del Pianello che conduce a Piazzale Belvedere, ottimo punto di vista sulla Val Marecchia.

Di salita in salita, di curva in curva si arriva al Piazzale Domus Plebis, dove si eleva la Basilica di San Marino, in stile neoclassico; al suo interno giace la reliquia del santo. E finalmente ci si accinge alla salita più ripida (Contrada dei Magazzinieri), ma al tempo stesso la più affascinante, perchè conduce alla prima torre, la Rocca o Guaita, risalente all’XI secolo e protetta da due cinte murarie.

Ora il paesaggio diventa più suggestivo: la camminata continua sul Passo delle Streghe, un corridoio panoramico costruito sul crinale che unisce la Guaita alla seconda torre, la Cesta. E qui la visuale spazia a 360 gradi, comprendendo la pianura romagnola, il mare Adriatico, le colline e vallate marchigiane, l’Appennino….. alcuni tratti sono a strapiombo, occorre prestare attenzione e non sporgersi. La Cesta o Fratta, venne costruita nel XIII secolo ed è situata nel picco più alto del monte, a 755 metri di altitudine; la sua funzione era quella di torre di avvistamento.

Al suo interno si trova il Museo delle Armi Antiche. Dopo il secondo fortilizio si scende, immergendosi in un ambiente boschivo, dove spunta la terza torre, chiamata Montale. A questo punto conviene ritornare sui propri passi e all’altezza della Cesta scendere fino al Piazzale Cava Antica. Da qui, proseguendo diritto si ritorna in Piazza della Libertà.
Verucchio, la culla dei Malatesta

Verucchio, abbarbicata su un colle a dominio della Val Marecchia, è considerata il luogo di origine dei Malatesta (nella figura del capostipite Mastin Vecchio), Signori rinascimentali di Rimini, perennemente in rivalità con i Montefeltro di Urbino, che proprio sul colle a fianco costruirono la fortezza di San Leo.

Dista 20 km da Rimini e dall’alto della Rocca si scorge una veduta eccezionale sulla costa romagnola, le località del Montefeltro e San Marino.

A Verucchio sono conservati gioielli artistici, protagonisti nel tempo di avvenimenti storici di antica memoria: la fortezza Malatestiana del XII secolo, chiamata anche Rocca del Sasso per la sua posizione in cima ad uno sperone roccioso; il Museo Archeologico con straordinari reperti protostorici dell’età villanoviana; le mura medievali di cinta che circondano l’abitato.

A Villa Verucchio, frazione posta lungo la Marecchiese, si trova il Convento Francescano dei Frati Minori che conserva nel chiostro il Cipresso di San Francesco (secondo la tradizione fu piantato dal santo nel Trecento, durante un pellegrinaggio in Romagna).

Fuori dal complesso dei Cappuccini svetta la Chiesa di Santa Croce che possiede un pregevole affresco del XII secolo di artista ignoto della scuola riminese, raffigurante la Crocefissione.
Montebello di Torriana e la leggenda di Azzurrina

Da Torriana (ricordato come il "Balcone di Romagna", data la sua invidiabile posizione fra mare e collina) si inerpica l’unica strada che in breve conduce al piccolo borgo medievale di Montebello, nome derivante dal latino Mons Belli, monte della guerra.

Il paese conserva la Rocca dei Conti Guidi di Bagno, costruita usando come fondamenta la roccia della sommità del monte. Al suo interno si trovano mobili di epoca rinascimentale di valore inestimabile. La fortezza è custode della leggenda di Azzurrina, figlia dei Malatesta che abitavano il castello nel Trecento. È un luogo di grande atmosfera, indissolubilmente legato alla triste vicenda della bambina dai capelli color argento.

La storia di Guendalina, figlia di Ugolinuccio Malatesta, risale al 1375. La piccola era albina; a quell’epoca questa caratteristica era considerata un segno di stregoneria.

La fanciulla veniva tenuta segregata nel castello, alcune guardie la controllavano per proteggerla da azioni malvagie dettate dalla superstizione.

In un’afosa giornata estiva, giocando ad inseguire una palla, Azzurrina (così veniva chiamata) scomparve misteriosamente nei sotterranei del castello, senza più essere ritrovata.

Da allora, ogni anno lustro, la notte del solstizio d’estate si rincorrono nel castello grida, risate e pianti di bimbo.

Altre fosche leggende velano di mistero questo luogo, come quella della cassapanca venuta dall’Oriente.

Fonte: www.tiscali.it

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