Viaggio a Damasco

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Damasco è rimasta nella storia come la città che il profeta Maometto si rifiutò di visitare per “potersi godere il paradiso direttamente in paradiso”.

Damasco è rimasta nella storia come la città che il profeta Maometto si rifiutò di visitare per “potersi godere il paradiso direttamente in paradiso”.

Per avere la conferma che la capitale della Siria sia la culla della civiltà, così come la descrivono le guide, basta fare un salto al Museo Nazionale e scoprire che proprio a Damasco possono essere rintracciate le prime testimonianze di alfabeto e note musicali, oltre allo stadio e al minareto più antichi della sotria, risalenti a circa 3.5000 anni fa.

Il passato di Damasco come importante snodo commerciale lungo la via della seta, invece, va riscoperto a Souq al-Hamidiyya, un antico mercato che conduce nel cuore della capitale. Su entrambi i lati della strada si susseguono negozietti che vendono corredi ricamati, abiti da sera e gioielli. Per attirare i turisti, alcuni mettono in vetrina anche jeans e magliette di cotone, motivo di vanto perchè “fatte in Siria e vendute a prezzi più bassi dei capi cinesi”, urlano gli ambulanti. Infine, botteghe più nascoste vendono vasellame, oggettistica da arredamento e farmaci ricavati con polveri improbabili: frammenti ossei, rose di Damasco e coccodrilli imbalsamati.

Poco lontano dal mercato si trova Straight Street, da percorrere fino in fondo, fino alla corte del Pascià Khan Suleiman, per ammirare i giochi di luci ed ombre tra i monumenti e la fontana adiacente. Ancora, merita un passaggio la moschea Umayyad, oggi luogo di culto islamico, ma che negli ultimi 3.000 anni di storia ha ospitato un tempio aramaico dedicato ad Hadad, uno romano consacrato a Giove, e la Chiesa bizantina di Giovanni Battista. I musulmani si insediarono a Damasco nel 635 d.C., ma la moschea che si vede oggi non è quella di fine ‘600, bensì la struttura grandiosa che fece costruire ai primi del ‘700 il Califfo Whalid I.

Un viaggio a Damasco è gratificante anche dal punto di vista del palato. Al ristorante Al-Khawali, ad esempio, vale la pena accompagnare con una dissetante limonata alla menta specialità locali come hummus, baba ganoush, tabbouleh, foglie di vite ripiene e polpettine piccanti. A seguire, carne grigliata insaporita da salse e insalate coloratissime e, per concludere, un delizioso gelato al pistacchio.

Fonte: www.panorama.it

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