Viaggi vietati ai bambini

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State programmando vacanze in famiglia, o viaggi e spostamenti con i vostri figli piccoli? Attenzione ai luoghi vietati. Sono in forte crescita, infatti, le strutture di ricezione e i mezzi di trasporto che respingono espressamente i bambini. Lo so, siete rimasti basiti. A quanto pare, anche l’Italia “non è un paese per bimbi”, parafrasando il titolo del bel romanzo di McCarthy. Sempre più strana, questa società che si va plasmando sotto i nostri occhi e di cui, nel bene e nel male facciamo parte.

I bambini, si sa, soprattutto se molto piccini, non sono facilmente gestibili: piangono, scorrazzano liberamente, gridano, si muovono troppo, sono petulanti, lagnosi, oppure litigiosi e maneschi.

State programmando vacanze in famiglia, o viaggi e spostamenti con i vostri figli piccoli? Attenzione ai luoghi vietati. Sono in forte crescita, infatti, le strutture di ricezione e i mezzi di trasporto che respingono espressamente i bambini. Lo so, siete rimasti basiti. A quanto pare, anche l’Italia “non è un paese per bimbi”, parafrasando il titolo del bel romanzo di McCarthy. Sempre più strana, questa società che si va plasmando sotto i nostri occhi e di cui, nel bene e nel male facciamo parte.

I bambini, si sa, soprattutto se molto piccini, non sono facilmente gestibili: piangono, scorrazzano liberamente, gridano, si muovono troppo, sono petulanti, lagnosi, oppure litigiosi e maneschi.

In un’espressione: danno fastidio. Troppo, evidentemente, per molti adulti, abituati a difendere con le unghie e con i denti il privilegio dell’età: silenzio, calma, ordine, valori la cui sacralità non può, evidentemente, essere violata dalle reazioni scomposte di bambini strilloni e maleducati. Negli aerei, come nelle strutture alberghiere di lusso, in ristoranti dall’atmosfera ovattata, come in sofisticati centri di benessere, i genitori con figli al seguito sono, da un po’ di tempo, mal visti. Le famiglie, dunque, vanno bene solo da un certo momento in poi, da quando i minori non sono più tali, insomma.
 
Qualche esempio, tanto per farvi un’idea: in Germania fioriscono hotel e caffè rigorosamente kinder verboten, ma lo stesso accade nella civilissima Svezia, dove molti alberghi non accettano minori al di sotto dei 12 anni. In Austria non va meglio, l’albergo Cortisen è vietato ai bambini (ed è sempre affollato), ma peggio ancora in Spagna, dove la catene di hotels Iberostar ha posto il limite dei 14 anni, e la Sandals addirittura dei 18! Badate bene, non stiamo parlando di locali equivoci, ma di normalissime strutture ricettive la cui filosofia è proprio quella di privilegiare e “coccolare” la clientela adulta che desidera solo calma e tranquillità.
 
Passiamo ai mezzi di trasporto: la compagnia britannica Thomas Cook Airlines, ad esempio, nei suoi viaggi bisettimanali alla volta di Creta e Gran Canaria non accetta di trasportare bambini, più sottile ma comunque manifesta, l’ostilità nei confronti dei più piccini mostrata dall’organismo che negli Stati Uniti si occupa della sicurezza nei trasporti. Con l’introduzione della regola (che vale per i voli aerei) “1 passeggero=1 posto”, in pratica si scoraggiano gli spostamenti con neonati e bimbi molto piccoli.
 
E in Italia? Non esiste, ufficialmente, alcun divieto, vero è che in molti locali, diciamo moderatamente chic, se si entra con bambini non si è accolti esattamente a braccia aperte. Arriveranno anche da noi delle regole più secche? Non saprei, quel che certo, è che la tendenza è, ormai manifesta. Attenzione, quindi, alla meta per le vacanze, d’ora in avanti sarà indispensabile accertarsi che i bambini non siano visti con sospetto o, addirittura, rifiutatati. La vostra personale esperienza a tal proposito qual è, cari genitori? Raccontate…

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