Viaggi da duri

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Quando "il viaggio si fa duro" nascono esperienze ben poco turistiche come quelle descritte da Tony Wheeler nella sua guida Bad Lands, ovvero i luoghi più pericolosi del mondo dove viaggiare è in tutti i sensi un’avventura.

Quando "il viaggio si fa duro" nascono esperienze ben poco turistiche come quelle descritte da Tony Wheeler nella sua guida Bad Lands, ovvero i luoghi più pericolosi del mondo dove viaggiare è in tutti i sensi un’avventura.

Si chiama "Bad Lands" ed è il reportage recentemente pubblicato da Tony Wheeler, fondatore insieme alla moglie Maureen, della celebre collana di guide turistiche Lonely Planet, nel quale sono descritte nove mete pericolose che l’autore ha visitato negli ultimi anni e che propone ai suoi lettori come luoghi dove prestare la massima attenzione ma che vale la pena visitare perché di grande fascino e bellezza. Dalla Birmania alla Libia, dalla Corea Del Nord all’Iran, Dall’Afganistan all’Iraq a volte viaggiare può essere decisamente pericoloso quando la meta è uno dei paesi che vengono definiti off-limits perché sono luoghi tormentati da guerre o dittature.

Tony Wheeler è un viaggiatore esperto ha iniziato la sua carriera con un viaggio di sei mesi attraverso l’Asia per arrivare a Sidney con 27 centesimi in tasca, e la sua prima guida è nata così descrivendo la sua avventura verso l’Australia. Nel suo ultimo libro descrive altri generi di avventura: i suoi viaggi attraverso i paesi che qualsiasi ministero degli esteri sconsiglierebbe per un turista. Lui ha visitato tutti i paesi che inserisce nel suo libro così da rendersi conto che nonostante tutto meritano una visita per le loro bellezze storiche e naturali.

La guida "Bad Lands" (che costa 16,50 euro) racconta così i viaggi di Tony, la sua esperienza e gli incontri durante il percorso oltre a suggerire destinazioni e dare consigli per affrontare meglio queste avventure. Un libro piacevole, tra la ricostruzione storica e il reportage, per conoscere un lato del mondo a volte prudentemente ignorato dal turismo.

Wheeler ha utilizzato nella scelta quello che lui definisce ironicamente "il suo Evil Meter", e per alcuni luoghi l’inserimento tra le bad lands può sembrare forzato, ma per ogni Paese fornisce una precisa motivazione. L’Albania per esempio è stata inserita "perché ha offerto l’affascinante esempio di una minuscola e singolare dittatura che per decenni ha tagliato fuori il paese da tutto il mondo circostante, imponendo costi considerevoli alla popolazione"; la Birmania "perché è sempre citata come un esempio raccapricciante di violazioni dei diritti umani"; Cuba "perché gli Stati Uniti non fanno che chiedere ad alta voce da più di cinquant’anni, con pessimi risultati, un cambio di regime"; e l’Arabia Saudita "in quanto terra che, grazie al suo malgoverno, nutre folte schiere di terroristi – e quel che è peggio continua Tony, terroristi ricchi".

L’autore stesso, consapevole che la sua selezione a volte può sembrare strana, aggiunge una postfazione in cui cita altri paesi che potrebbero meritare l’appellativo di bad lands: Somalia, Zimbabwe, Colombia, Haiti, Papua Nuova Guinea, Siria e la coppia Israele-Palestina. Probabilmente saranno il tema di una prossima guida.

Wheeler visita l’antica città di Herat in Afghanistan e il monte Paekdu in Corea del Nord, discutendo con gli abitanti del posto e con improbabili guide, riflette sulla storia di ciascun paese e mette alla prova i luoghi comuni che lo riguardano. Un’esperienza da adrenalina pura da affrontare non come un viaggio d’elite ma come scelta pericolosa. Non per tutti.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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