Vercelli tag per i turisti con lo smartphone

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Il Vercelli Book è un documento importante, molto importante. Soprattutto per il mondo anglosassone, perché è uno dei quattro testimoni rimasti del mondo poetico del X secolo, di quella lingua e scrittura prima della conquista Normanna, l’Old English. Si trova a Vercelli, nella Biblioteca Capitolare. 

Il Vercelli Book è un documento importante, molto importante. Soprattutto per il mondo anglosassone, perché è uno dei quattro testimoni rimasti del mondo poetico del X secolo, di quella lingua e scrittura prima della conquista Normanna, l’Old English. Si trova a Vercelli, nella Biblioteca Capitolare. 

Vercelli Tag è invece una nuova iniziativa di Comune, Ascom, ATL, una delle tante messe in campo per rendere più fruibile il grande patrimonio della città. Patrimonio un po’ sconosciuto, anche a livello nazionale. Ci sono prima di tutto i musei derivanti dai lasciti di due grandi collezionisti di fine Ottocento, quello di Camillo Leone (arte applicata) e quello di Francesco Borgogna (arte figurativa, tra i quali magnifici Morbelli, Cominetti, Kaufmann). Poi il Museo del Duomo, nel Palazzo Arcivescovile, con la sua collezione di preziosi oggetti sacri

E poi l’ex chiesa e ex mercato coperto diventati Arca, dove dialogano gli affreschi del Quattrocento con le mostre di arte moderna (l’accordo è con la Fondazione Guggenheim) che hanno portato in città i Grandi del Novecento. 

Per non parlare delle chiese, per tutti il restaurato Duomo che ha ritrovato il perfetto equilibrio cromatico barocco voluto da Benedetto Alfieri, l’abbazia di S.Andrea, e S.Cristoforo (vale da sola il viaggio), con il mondo di Gaudenzio Ferrari raccontato dai suoi commoventi affreschi. Poi c’è la Sinagoga (1878), tempio dell’importante Comunità Ebraica vercellese, proprio nel ghetto. Una sinagoga post emancipazione, in stile mosesco, inventato da Marco Treves, autore anche di quella di Firenze. All’interno la sala centrale, i matronei, le colonne, le vetrate policrome e, soprattutto, le formelle dell’Arca Santa che riproducono gli arredi del Santuario di Gerusalemme. Ma tutto questo si sapeva. 

La novità è appunto che tutto questo è taggato, e rappresenta un modo nuovo di visitare la città, di costruire un percorso personale tra i monumenti. Come funziona? Si scarica gratuitamente un’app (http://gettag.mobi) sul proprio smartphone e poi si inquadrano con lo stesso i codici colorati dei cartelli posizionati in città e all’interno dei luoghi, chiese, cortili, palazzi, monumenti (progetto Una Città al Museo). A questo punto si hanno sul display le informazioni, i suggerimenti, le immagini. È interessante vedere come ogni ente gestisce questo nuovo strumento. Avendo in mano la possibilità di impostare e aggiornare le informazioni scaricabili via tag, ogni soggetto ha definito una sua strategia. Si va da percorsi suggeriti a schede di approfondimento, da inquadramenti storici a confronti interessanti. Al Borgogna, per esempio, si possono confrontare quadri e autori, inquadrandoli nel loro contesto artistico e sociale. Nuove stimolanti vie per esplorare l’arte. E, per finire, non bisogna dimenticare che il feedback delle connessioni darà indicazioni su visitatori e preferenze, costruendo così itinerari nuovi.

Info: www.atlvalsesiavercelli.it; www.unacittalmuseo.it

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