Venezia – Pranzo completo a 13 euro

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Il primo a cenare è stato il patriarca Angelo Scola: lunedì l’ apertura ufficiale. «Ci basta non andare in rosso» Primo, secondo e contorno Vino e bibite si pagano a parte. Bar, ampia sala con i tavoli e un «privé» riservato ai sacerdoti Lo «sconto» L’ iniziativa della Curia ha provocato uno «sconto» di 5-6 euro anche sui listini delle trattorie concorrenti

Il primo a cenare è stato il patriarca Angelo Scola: lunedì l’ apertura ufficiale. «Ci basta non andare in rosso» Primo, secondo e contorno Vino e bibite si pagano a parte. Bar, ampia sala con i tavoli e un «privé» riservato ai sacerdoti Lo «sconto» L’ iniziativa della Curia ha provocato uno «sconto» di 5-6 euro anche sui listini delle trattorie concorrenti

Tartine e vol-au-vent, ieri, per il rinfresco dell’ inaugurazione, innaffiato di prosecco e spremute. Ma da lunedì due cuochi al lavoro faranno sul serio: al ristorante «Alla Basilica» («ristorante, non self service», sottolinea il manager ingaggiato per l’ operazione), con 13 euro, servizio al tavolo, si potrà consumare un buon pasto: primo, secondo, contorno pane, acqua. (Vini e bibite si pagano a parte). La scelta, tra i piatti proposti, è ampia; la qualità, assicurano, garantita.

E mentre monsignor Antonio Meneguolo, delegato della Curia, decanta le virtù della cucina (a proposito, il patriarca Angelo Scola, nei giorni scorsi, ha già sperimentato le pietanze, cenando nella saletta privé assieme a un gruppo di fratelli delle Chiese cristiane), i patron degli altri locali di calle degli Albanesi, a due passsi dal grand hotel Danieli, fanno spallucce. Ma già accusano il colpo. Basta dare un’ occhiata ai menù turistici esposti nelle vetrine per capire che l’ iniziativa della Procuratoria di San Marco ha creato scompiglio. Quattro, cinque, sei euro in meno dei prezzi solitamente praticati. Pranzi in saldo, insomma. Al pari dei negozietti con i vetri di Murano (autentici?), che, causa crisi, svendono a metà prezzo. A Venezia, non s’ era mai visto. E così sia.

Quasi di fonte «Alla Basilica», ecco la trattoria «Chinellato». Che ha deciso di rispondere alla sfida curiale, alzando il tiro. Un foglietto a quadretti, appiccicato sopra le cifre della vecchia lista, indica «12 euro», uno in meno del forfait applicato dai nuovi concorrenti. La titolare taglia corto, un po’ acida: «Noi siamo qua, loro sono là». Eppure, sia monsignor Meneguolo che Augusto Pisciella, responsabile della società che gestisce il ristorante, minimizzano: «Qualche polemica c’ è stata, adesso le lamentele sono rientrate. Di più. Due ristoratori si sono fatti vivi, così ci siamo chiariti. E accordati». Come? «Il nostro locale tiene 120 coperti – risponde Pisciella -. A loro succede di dover rifiutare clienti per mancanza di posto. Sicché, li possono dirottare qui». Ok, la «Basilica» fa il pieno, ma il vantaggio delle altre trattorie dov’ è? «Ammettiamo che il loro menù a prezzo fisso sia di 16 euro, noi ne chiediamo comunque 13. Volendo, possono prendersi la differenza». Non male. «Sia chiaro – continua l’ intraprendente manager del Patriarcato – i vicini si regolano come gli pare; da questa porta la parola speculazione non entra. Per noi l’ obiettivo non è guadagnare. Basta non andare in rosso». Da quel che si intuisce, insomma, «Alla Basilica» può diventare un punto di riferimento interessante per pellegrini, turisti e residenti. (Tra l’ altro, sono già previste formule tagliate su misura per chi esibisce ticket restaurant).

Aperta tutti i giorni a pranzo, dalle 12 alle 16 (a cena, al momento, soltanto su prenotazione), la mensa del Patriarcato mette in crisi, almeno concettualmente (un centinaio di posti sono una goccia nel mare della ristorazione veneziana), certe tendenze poco corrette di sfruttamento del turista «mordi e fuggi». Il look del locale è sobrio, ma accogliente. Un angolo bar, all’ ingresso (panini, bevande, alla carta), un’ ampia sala e una saletta più piccola e defilata: privé per sacerdoti o per gruppi. La cucina è superaccessoriata. Questa scommessa è costata alla Procuratoria di San Marco un investimento di oltre 400 mila euro. Marisa Fumagalli Turisti e prezzi: i numeri in Laguna Gli effetti L’ iniziativa della Curia di San Marco mostra già i primi effetti: la trattoria «Chinellato», di fronte «Alla Basilica», propone un menù da 12 euro, uno in meno del prezzo fisso del nuovo locale.

Anche altri punti di ristoro della zona (tra tavole calde, pizzerie e bar ce ne sono una trentina) hanno cominciato ad abbassare la propria offerta anche di 5 o 6 euro I visitatori Sono 60 mila i residenti del centro storico di Venezia, mentre i turisti che ogni anno vengono a visitare la città sono 21,6 milioni: di questi, 15 milioni sono i visitatori che si fermano una giornata soltanto, mentre i croceristi sono 885 mila. Non sono rosee, però, le previsioni dell’ Ava, l’ associazione degli albergatori veneziani: per il 2009 si stima un calo del 5,1 per cento di turisti stranieri e del 3,3 per cento degli italiani Il precedente Sorto a Roma quasi 40 anni fa nel Palazzo Lante a due passi da Montecitorio, «Eau Vive» è il ristorante gestito dalle Lavoratrici missionarie dell’ Immacolata. La specialità è la cucina francese e ogni suora indossa l’ abito del paese d’ origine: Burkina Faso, Filippine, Francia, Ghana, India, Indonesia, Kenya, Messico, Nuova Caledonia, Isole dell’ Oceania, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Vietnam * * * L’ iniziativa Il locale Da lunedì apre i battenti a Venezia «Alla Basilica», il ristorante di proprietà della Curia di San Marco.

Il locale si trova in calle degli Albanesi, a poche decine di metri dal palazzo Ducale e dietro il famoso hotel extralusso «Danieli», in una delle zone più visitate dai turisti e fra le più inflazionate da piccoli locali che hanno però prezzi decisamente più alti I coperti Il locale, in cui sono stati investiti 400 mila euro, ha 120 coperti e offre un pranzo completo per 13 euro. Da lunedì sarà aperto tutti i giorni dalle 12 alle 16, mentre per ora è possibile cenare solo su prenotazione Il patriarca Il cardinale Angelo Scola (foto sopra), patriarca di Venezia, ha già pranzato nel locale insieme a un gruppo di fratelli delle Chiese cristiane. Il ristorante si rivolge non solo ai pellegrini in arrivo a Venezia, ma a tutti i turisti che visitano la città.

Fonte: www.repubblica.it

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