Venezia : il sestiere di San Polo

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San Polo e Santa Croce sono due sestieri difficilmente separabili, tanto il tessuto sociale e urbanistico dell’uno si confonde nell’altro. Ancora oggi sono pochi i veneziani che possono affermare con certezza dove si trovino il sottoportego di Siora Bettina o la calle del Cristo. E così per tanti calli e campielli.

San Polo e Santa Croce sono due sestieri difficilmente separabili, tanto il tessuto sociale e urbanistico dell’uno si confonde nell’altro. Ancora oggi sono pochi i veneziani che possono affermare con certezza dove si trovino il sottoportego di Siora Bettina o la calle del Cristo. E così per tanti calli e campielli. Un doppio itinerario a cavallo tra i due sestieri – per chi vuole conoscere la città e le sue abitudini il primo, o per assaporarne la ricchezza storico-artistica il secondo – permetterà di scoprire un autentico scorcio di Venezia.

Il percorso – condotto dal centro alla periferia, da San Polo a Santa Croce – svela il volto di una Venezia ancora popolare e autentica, in un dedalo di calli e passaggi inaspettati all’interno di un tessuto urbanistico ricco di storia. 

Da Rialto a piazzale Roma il percorso diventa un viaggio nel tempo: dal primo insediamento urbano della città – Rialto – allo sviluppo urbanistico nei dintorni di rio Novo nella prima metà del Novecento, con luoghi curiosi come il Ponte delle Tette. Fino alla metà dell’Ottocento il Ponte di Rialto costituì l’unico passaggio sul Canal Grande. Il primo esemplare risale all’XI secolo, ma è agli inizi del ’500 che la Repubblica decide di bandire un concorso per la costruzione di una struttura definitiva. Il ponte è strutturato in tre percorsi pedonali separati da due file di botteghe e raccordate in cima da una doppia arcata di 28 metri di corda. Scendendo dal Ponte di Rialto a destra e passata la Naranzeria (l’antico deposito delle arance), si estende il campo San Giacomo di Rialto, delimitato dalle Fabbriche Vecchie e dalla Chiesa di San Giacomo di Rialto detta di San Giacometto, l’unica struttura a essere sopravvissuta all’incendio del 1513. Tradizionalmente considerata la più antica chiesa della città, la sua costruzione risale all’XI secolo.

Luogo di culto a uso dei mercanti – di cui conserva le iscrizioni a croce del XII secolo sull’abside esterna e sulla cornice sotto la croce, che invocano l’onestà del venditore e la lealtà dei contratti – presenta, sulla facciata, un porticato gotico, tipico delle chiese primitive. Opposta alla Chiesa la statua del Gobbo di Rialto che sostiene la Colonna del Bando, dove la signoria leggeva bandi, proclami e condanne.

Fonte: www.corriere.it

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