Vacanze in Egitto – La situazione attuale

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Dove vanno gli italiani che avevano scelto il Nordafrica prima delle rivolte. Tra gennaio e febbraio turisti dirottati a Zanzibar e nei Caraibi. Ora il (cauto) ritorno alla normalità. Solo Sharm non conosce crisi .

Malta sostituirà Tunisi, mentre Rodi cercherà di non far rimpiangere Alessandria e Il Cairo. Almeno per il 2011. La situazione in Egitto e Tunisia sta tornando alla normalità, ma permangono delle zone di incertezza soprattutto nei grandi centri.

Dove vanno gli italiani che avevano scelto il Nordafrica prima delle rivolte. Tra gennaio e febbraio turisti dirottati a Zanzibar e nei Caraibi. Ora il (cauto) ritorno alla normalità. Solo Sharm non conosce crisi .

Malta sostituirà Tunisi, mentre Rodi cercherà di non far rimpiangere Alessandria e Il Cairo. Almeno per il 2011. La situazione in Egitto e Tunisia sta tornando alla normalità, ma permangono delle zone di incertezza soprattutto nei grandi centri.

Per questo motivo una compagnia come Costa Crociere ha deciso di cancellare, per quest’anno, gli scali previsti nei due paesi, preferendo i più sicuri porti turchi, greci e ciprioti e molti altri tour operator rimangono alla finestra ad osservare l’evolversi della situazione.

I giorni più violenti della rivolta sembrano finiti, la Farnesina ha tolto gli indugi, i charter sono tornati a volare, ma la maggior parte dei turisti italiani tentenna e nell’incertezza si astiene "Dopo una crisi siamo gli ultimi a ripartire" spiega Francesco Granese direttore di Assotravel. Ma non è possibile fare un discorso univoco per due paesi diversi come Tunisia ed Egitto e addirittura nella stessa terra dei faraoni la situazione cambia a seconda della zona: bene Sharm, ancora ferma Il Cairo.

Tunisia. Sono circa 400mila gli italiani che annualmente scelgono la Tunisia come meta per le vacanze. A causa dell’incertezza politica anche questa destinazione ha subito numerose perdite in termini di mancati introiti e il paese si sta riorganizzando per accogliere al meglio i turisti. Mustapha Nasri, direttore dell’Ente nazionale per il turismo tunisino in Italia, snocciola qualche cifra: "In poco più di un mese abbiamo perso il 40% dei turisti italiani che ogni anno visitano il nostro paese". Ma la situazione ha suscitato minor enfasi nei tour operator perché i mesi di gennaio-febbraio-marzo non sono considerati di alta stagione "la regione attrae turisti soprattutto a partire da aprile-maggio – spiega Granese di Assotravel – quindi i danni sono stati limitati" trend confermato da Sergio Testi, direttore tour operating gruppo  Alpitour "fino a maggio la Tunisia ha un peso marginale, quindi ha tempo di recuperare".

Egitto. Tutt’altra situazione quella in Egitto, scelto nel 2010 da oltre un milione di italiani e da 14 milioni di turisti nel mondo. Qui i mesi caldi per il turismo sono stati proprio quelli bollenti dal punto di vista delle rivolte, creando ingenti perdite al settore che pesa per l’11% del Pil del paese. Una stima? Secondo l’Ente del turismo egizio, la cifra si aggira sui 18 milioni di euro giornalieri per tutto il mese di febbraio. Mentre è ancora troppo presto per quantificare i danni riportati dai tour operator italiani "oltre al costo del rimpatrio dei nostri connazionali e alla mancata occupazione – spiega Roberto Corbella presidente di Astoi  – ci saranno da valutare i costi per la ripresa, quantificabili solo alla fine della stagione".

Destinazioni alternative. Impossibilitati a recarsi in Egitto o in Tunisia, dove si sono diretti gli italiani? Chi aveva già prenotato è stato "dirottato" sua mete simili per tipologia di vacanza, clima, costo e tempi di percorrenza. Gli operatori si sono complessivamente fatti trovare pronti e preparati di fronte a questa crisi – racconta Danilo Mimmi, coordinatore consulenza giuridica di Altroconsumo – e hanno approntato subito pacchetti turistici sostitutivi". Risultato? Exploit delle Canarie e Capo Verde, ma anche Caraibi, Kenya, Zanzibar e, in minor misura, Mauritius, Maldive e Seychelles.

"Pur di non rinunciare alle proprie ferie – dicono dalla TUI – diversi viaggiatori hanno pagato un adeguamento per l’acquisto del nuovo pacchetto". "Ma dovremo allargare il bacino anche a Grecia, Turchia e Spagna – spiega Testi del gruppo Alpitour – se la situazione non migliorerà in fretta".  Questo cambio di destinazione vale soprattutto per il tema "balneare" mentre per le crociere sul Nilo la storia è differente: "Il 90% di chi aveva già prenotato preferisce aspettare e posticipare la vacanza – continua Sergio Testi – vogliono il viaggio unico e difficilmente trovano un’alternativa, alcuni si sono diretti verso gli States, ma la maggior parte attende".

Il Cairo e le crociere sul Nilo. Attendere anche adesso che l’emergenza è rientrata? Sì perché, anche se la Farnesina non sconsiglia più i viaggi al Cairo, continua a raccomandare prudenza a chi si reca nella capitale egiziana. La domanda è molto cauta, e i recenti eventi, con tensioni in piazza Tahir e 13 morti, seppure nella perirferia, non aiutano a istillare un’immagine di luogo completamente sereno, riappacificato. Quindi i grandi tour operator preferiscono osservare l’evolversi della situazione e non accettare neppure nuove prenotazioni per Pasqua. Ma per chi non vuole rinunciare ci sono delle compagnie che hanno ripreso a navigare lungo il Nilo come Turisanda, Inviaggi, I viaggi del Turchese e Phone&Go, quest’ultima però riprogrammando l’itinerario senza la sosta al Cairo. "Visitare adesso Il Cairo – racconta Corbella di Astoi di ritorno dalla visita della capitale egizia – è come andare a Berlino dopo la caduta del muro. Si respira un’altra aria, il Museo è aperto, le piramidi sono visitabili, la gente felice di vedere i visitatori e i tradizionali percorsi turistici sono sicuri, ma bisogna agire con la dovuta accortezza".

Sharm el Sheikh. "Mentre per le crociere sul Nilo siamo ancora fermi – dichiarano dalla TUI – già da febbraio abbiamo notato un ritorno alla normalità per quello che riguarda le vendite del Mar Rosso". Dopo uno stop di oltre un mese, nel quale i tour operator italiani avrebbero perso 100 milioni di euro (secondo i dati di Blue Panorama Airlines) i turisti del Belpaese possono tornare a prendere il sole sulle spiagge coralline di Sharm, anche se con meno enfasi dei loro colleghi inglesi e tedeschi "Non è un caso che sia stato un tedesco (Jurgen Buchy, il presidente della federazione tedesca delle agenzie di viaggio, ndr) che parlava al pubblico del Salone del turismo internazionale di Berlino – spiega Francesco Granese, direttore di Assotravel – a dichiarare che le prenotazioni verso Egitto e Tunisia tornano a crescere: i tedeschi se il ministero toglie il veto ripartono, gli italiano ci impiegano più tempo ad assimilare le cattive notizie".

Di fatto, Sharm non è stata toccata dalla rivolta, tanto che anche Costa Crociere dopo una prima settimana di sospensione ha ripreso lo scalo sul Mar Rosso, e ha quindi pagato un prezzo più alto del previsto a causa del blocco dei voli sull’intero paese. Su Facebook i gruppi di fan della località balneare sul Mar Rosso chiedevano di poterci andare anche durante lo stop imposto dal ministero e adesso che è finito, è la località che si sta riprendendo più velocemente. Da CTS ancora prima della riapertura delle prenotazioni avevano già moltissime richieste e secondo i dati di Alpitour nella sola settimana di Carnevale sono partiti sei voli per Sharm, certo un numero notevolmente inferiore ai 15-20 previsti di solito in questo periodo, ma sicuramente un’ottima prospettiva per il futuro.

La macchia si allarga. Costa Crociere ha annunciato la sostituzione dei suoi scali in Tunisia, Egitto e Israele per tutto il 2011. Tunisi sarà sostituita da Malta, Palma de Maiorca e Cagliari, mentre i porti egiziani e israeliani saranno rimpiazzati da Limassol (Cipro), Rodi e Antalya (Turchia sudoccidentale). Nei primi due casi la questione gira intorno alla sicurezza e alla necessità di garantire ai propri clienti l’itinerario, nel caso di Israele la questione cambia.  "La situazione di crisi che sta interessando il Nord Africa – fanno sapere da Costa Crociere – ha avuto riflessi negativi sulle prenotazioni che includono Israele nel loro itinerario, dimostrando una forte preoccupazione ed incertezza da parte di numerosi clienti". Ragion per cui anche Haifa è stata cancellata. Stessa sorte ha coinvolto altre zone "abbiamo avuto un calo di prenotazioni sulla Giordania – dicono dalla TUI – perché associata all’instabilità nell’area del Nord Africa, è un condizionamento psicologico".

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