Vacanze Gratis

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«Al primo scambio-casa ho scoperto la Florida con mio marito e tre nipoti. Ci piaceva l’idea di vivere come la gente del luogo, non da turisti. Nessun altro tipo di vacanza ti offre un’esperienza del genere. Vuoi mettere l’accoglienza di una casa, ogni volta diversa e sorprendente, contro l’anonimato di un albergo? Poi non ci siamo fermati più. E in otto anni abbiamo fatto trentasei scambi in tutto il mondo, senza spendere una lira e vivendo esperienze bellissime».

«Al primo scambio-casa ho scoperto la Florida con mio marito e tre nipoti. Ci piaceva l’idea di vivere come la gente del luogo, non da turisti. Nessun altro tipo di vacanza ti offre un’esperienza del genere. Vuoi mettere l’accoglienza di una casa, ogni volta diversa e sorprendente, contro l’anonimato di un albergo? Poi non ci siamo fermati più. E in otto anni abbiamo fatto trentasei scambi in tutto il mondo, senza spendere una lira e vivendo esperienze bellissime».

Monique Raes, consulente di comunicazione e house swapper (scambista di casa) per passione, baratta su Internet la propria casa sul lago di Como con quella di un’altra persona in un luogo che desidera visitare. E gira il mondo. Ha 54 anni, un marito facoltoso (professore di marketing al Politecnico di Milano), non ama i tour operator e le vacanze organizzate. Ma soprattutto, coltiva amicizie in ogni parte del globo.

Per vacanza o lavoro
Pratico, confortevole ed economico, lo scambio-casa sta prendendo sempre più piede in Italia, e oggi conta circa mezzo milione di appassionati. Il lato economico, che è notevolissimo, non è però la chiave giusta per accedere a questo tipo di viaggio. «Io ho iniziato più di vent’anni fa, ho alle spalle 130 viaggi e ho imparato che lo scambio-casa è un’esperienza per viaggiatori veri – spiega Annalisa Rossi, responsabile italiana di HomeLink, una delle principali agenzie di house swapping -. Per conoscere senza pregiudizi le abitudini degli altri, soprattutto stranieri, bisogna essere flessibili, tolleranti ed educati. La mia prima volta? A Cork, in Irlanda, l’esperienza più bella e più difficile in assoluto, perché i miei figli hanno potuto immergersi nella cultura e nella lingua del posto con la comodità di una casa accessoriata anche di giochi e passeggino. La casa, però, era sporca. Una sola esperienza, comunque, non basta per giudicare. Così ho continuato, e in tutti questi anni non mi è più capitato di trovare case non in ordine. Per partire tranquilli basta scegliere quelle che pubblicano molte foto e una buona descrizione, anche se chi è disposto a prestare la propria casa in genere è una persona onesta e rispettosa degli altri».

Un monolocale per una villa
Per diventare scambisti di casa basta trovare sul web chi fornisce il servizio e iscriversi pagando, a chi lo richiede, una quota fissa. Si procede alla pubblicazione della scheda, corredata di testo (meglio anche in inglese) e foto della casa da scambiare: abitazioni principali o seconde case (preferibili nei casi di scambi casa non simultanei), ma anche la propria auto, il camper o addirittura lo yacht. Le case scambiate possono avere metrature e categorie diverse, c’è chi baratta un monolocale a Milano in cambio di una villa in Australia senza problemi. Non ci sono limiti di tempo imposti per la permanenza: si può soggiornare per un anno (o più, magari per motivi di lavoro) o un weekend, per una settimana bianca o per una lunga vacanza in Giappone. L’importante, è trovare un accordo tra padroni di casa. Le agenzie specializzate servono come vetrine delle inserzioni e sono garanti di un buon standard di ospitalità. La casa è sporca? Con due segnalazioni la scheda viene cancellata per sempre dal sito. Le modalità di scambio vengono decise, invece, dai diretti interessati esclusivamente tra di loro, via mail, per telefono o di persona.

 L’«agenzia» giusta
In Italia, i siti più frequentati dagli house swapper sono le sezioni italiane di network internazionali che operano già da tempo sul mercato. Pioniera è stata l’americana HomeLink (www.homelink.it ), agenzia nata nel 1953 che conta, nel mondo, 13 mila iscritti. La quota associativa annuale è di 120 euro e comprende la pubblicazione della scheda, 20 foto a colori, link a una pagina web personale e l’accesso per 12 mesi a tutte le iscrizioni in 80 Paesi nel mondo. Solo in Italia (www.soloinitalia.it ) propone invece scambi di casa solo nel Belpaese e l’iscrizione è gratuita per gli iscritti a HomeLink. Ville, appartamenti e chalet, un sito multilingue e 38 mila schede in 137 Paesi per Global Home Exchange (www.homeexchange.com ), network americano fondato nel 1997. L’agenzia, succursale per l’Italia, Scambiocasa (www.scambiocasa.it ) è passata dal 2008 a oggi da 1.000 a 1.500 iscritti, offre case di tutte le tipologie anche in luoghi non turistici ed è la prima organizzazione ad aver lanciato un servizio per lo swap di case di lusso anche sul mercato italiano. La quota associativa è di 29 euro l’anno. Vastissimo, anche il database di Intervac (www.intervac.it ), con case in oltre 50 Paesi nel mondo. L’iscrizione è valida 365 giorni e costa 115 euro. Da segnare nella propria agenda elettronica anche le swap agencies Ihen (www.ihen.com , 33 euro all’anno), Swapeo (www.swapeo.com , 80 euro all’anno ma solo se si combina lo scambio) e le gratuite Home for Home (www.homeforhome.com), Living Away (www.livingaway.com ) e Belodged (www.belodged.com ). Chi non ha case da scambiare, ne può cercare una da custodire, su www.housecarers.com  e www.housesitworld.com .

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