USA – Il ristorante è etico ?

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Un decimo della forza lavoro americana serve ai tavoli di bar, tavole calde, ristoranti e fast food: un esercito di lavoratori di oltre 10 milioni di persone, le cui condizioni di lavoro non sempre rispettano le leggi in termini di igiene, sfruttamento, paghe e trattamenti previdenziali. Per questo motivo, la Rocu, Restaurant Opportunities Center United, unico sindacato nazionale di categoria statunitense, ha appena pubblicato la prima guida annuale ai ristoranti “etici”, quelli i cui camerieri e inservienti vengono trattati a norma di legge.

Un decimo della forza lavoro americana serve ai tavoli di bar, tavole calde, ristoranti e fast food: un esercito di lavoratori di oltre 10 milioni di persone, le cui condizioni di lavoro non sempre rispettano le leggi in termini di igiene, sfruttamento, paghe e trattamenti previdenziali. Per questo motivo, la Rocu, Restaurant Opportunities Center United, unico sindacato nazionale di categoria statunitense, ha appena pubblicato la prima guida annuale ai ristoranti “etici”, quelli i cui camerieri e inservienti vengono trattati a norma di legge.

Invitando chi esce a pranzo o a cena, a scegliere non solo in base a menu, ingredienti, prezzo e vicinanza geografica il locale, ma a ricordarsi di “mangiare con coscienza” anche per rispettare il lavoro di chi serve ai tavoli o aiuta in cucina.

LA GUIDA – Si chiama National Diners’ Guide 2012: A Consumers Guide on the Working Conditions of America’s Restaurants e si può anche scaricare dal web in pdf. Per cominciare, nella sua prima edizione cui seguiranno aggiornamenti annuali, ha indagato sulle condizioni di 186 tra catene di ristoranti e tavole calde d’America. Ci sono molte delle grandi catene famose in tutto il mondo, come Mc Donald’s (che da sola impiega oltre 66mila persone solo negli Stati Uniti) o Starbucks, oltre a catene di ristoranti americani e indirizzi gourmet di grandi ristoranti stellati, presenti sulle migliori guide del mondo. Questa volta però non c’è traccia del menu: le stelline riguardano invece 4 categorie precise, tutte legate alle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti.

IL GIUDIZIO – Le domande a cui ha risposto il sindacato nel compilare la guida sono 4: il ristoratore concede la malattia pagata ai suoi camerieri? La paga oraria è di almeno 9 dollari l’ora per chi non gode anche delle mance? O di almeno 5 dollari orari per chi invece aggiunge anche la mancia al suo stipendio? Esiste un programma di crescita professionale e di avanzamento di carriera, o di scatti di anzianità? Tra gli oltre 150 ristoranti osservati, però, sono molto pochi quelli in cui vengono rispettati i 4 concetti basilari richiesti dall’associazione di categoria. Sfogliando la guida, la maggioranza di catene rivela molti “zero” e simboli negativi. A sorpresa, spiccano per il responso negativo grandi nomi come Domino’s Pizza, Hard Rock Cafè, KFC, Mc Donald’s, Nobu per il sushi e Olive Garden per la cucina italiana, Starbucks e Taco Bell. Mentre salendo in qualità e prezzo della cena, è più facile trovare qualche esempio positivo: tra questi si distinguono per il buon trattamento dei dipendenti The Chaya, gruppo californiano di ristoranti a tema cucina asiatica, ma anche il gruppo Colors di New York, il Local di Los Angeles, o il gruppo di ristoranti alla moda della società Union Square di New York.

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