Una sera al museo

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Happy hour, cene, deejay set e persino hotel: i più grandi musei del mondo si trasformano in luoghi di aggregazione. Perché le opere d’arte inestimabili non bastano più a convincere il pubblico a "visitarli". Ecco i luoghi top del momento.

Al calar del sole, con un cocktail in mano, circondati da quadri di Picasso, Mirò e Magritte. Un sogno? No, è la moda del momento: l’aperitivo si fa al museo. La collezione Guggenheim di Venezia ha avuto uno strepitoso successo con l’iniziativa appena conclusa di trasformare in palcoscenico il suo giardino.

Happy hour, cene, deejay set e persino hotel: i più grandi musei del mondo si trasformano in luoghi di aggregazione. Perché le opere d’arte inestimabili non bastano più a convincere il pubblico a "visitarli". Ecco i luoghi top del momento.

Al calar del sole, con un cocktail in mano, circondati da quadri di Picasso, Mirò e Magritte. Un sogno? No, è la moda del momento: l’aperitivo si fa al museo. La collezione Guggenheim di Venezia ha avuto uno strepitoso successo con l’iniziativa appena conclusa di trasformare in palcoscenico il suo giardino.

Qui con il biglietto d’ingresso si visitavano le esposizioni permanenti e temporanee per poi gustare due Aperol spritz, accompagnati da stuzzicanti finger food sulle note live dei gruppi di Veneto Jazz. Ora si parla già di replicare e il pubblico aspetta ansioso di conoscere le prossime date di questo aperitivo "colto".

Ma c’è anche chi sceglie il roof garden per l’happy hour. Come il Metropolitan Museum of Art di New York. Con l’arrivo della bella stagione, è il luogo ideale per ammirare Central Park e lo skyline sorseggiando un calice di vino. Il tetto del Met infatti è conteso da artisti di tutto il mondo che vogliono esporre qui le loro creazioni. E dopo Jeff Koons, adesso è il momento dell’americano Roxy Paine che fino a ottobre mette in mostra la sua “Maelstrom”, un’imponente scultura d’acciaio che rappresenta una foresta e, di conseguenza, la forza della natura.
E finita l’ora dell’aperitivo? Al PS1, il Contemporary Art Center del Moma a New York  vivi le serate più di tendenza passando dall’happy hour alla disco accompagnata da deejay di tendenza.  Questo è il posto dove andare in questo momento se si vuole essere considerati cool.
L’arte comunque fa tendenza anche all’ora di cena. Sono sempre più numerosi i chef stellati che scelgono di mettersi ai fornelli dei ristoranti nei musei più famosi d’Italia e del mondo. Gli esempi sono tanti: da Carlo Cracco e Moreno Cedroni, entrambi alla  Triennale e Triennale Bovisa di Milano; a Davide Scabin che vi accoglie al Castello di Rivoli di Torino con il suo Combal.Zero.

Infine se si vuole completare l’opera (d’arte) perché non passare una notte al museo? I primi a sperimentare l’emozione, tra balene e dinosauri giganti, sono stati i bambini ospiti dell’American Museum of Natural History di New York. L’idea è stata "adottata" anche dall’Acquario di Genova. Per gli adulti, dopo l’esperimento del Guggenheim Museum di NY che ha fatto il tutto esaurito, ci prova anche Linz, la città austriaca scelta come capitale europea della cultura 2009.

Per dormire circondati da opere d’arte basta prenotare una camera del consorzio alberghiero Pixelhotel: sono sparse per la città, diverse l’una dall’altra e ricavate all’interno di gallerie d’arte ed ex officine.
L’alternativa meno complicata è scegliere un hotel come il Radisson Sas Royal Hotel di Copenhagen. Non è un museo ma un designer hotel e porta la firma del famoso architetto danese Arne Jacobsen, dalla facciata fino alle poltrone a forma di cigno della hall.

Fonte: www.repubblica.it

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