Una guida sui segreti di Firenze

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Dei milioni di turisti che ogni anno passano per Firenze, città d’arte e cultura dove secondo alcune stime sarebbe custodito addirittura un quarto delle opere più importanti del mondo, molti non vedono che i luoghi più famosi. La Galleria degli Uffizi, il Duomo del Brunelleschi, il Palazzo Vecchio, la piazza della Signoria.

Dei milioni di turisti che ogni anno passano per Firenze, città d’arte e cultura dove secondo alcune stime sarebbe custodito addirittura un quarto delle opere più importanti del mondo, molti non vedono che i luoghi più famosi. La Galleria degli Uffizi, il Duomo del Brunelleschi, il Palazzo Vecchio, la piazza della Signoria.
Eppure ci sono tanti altri angoli di Firenze che racchiudono storie importanti, bizzarre, purtroppo spesso quasi dimenticate. A raccoglierle ci ha pensato un fiorentino doc, Giuliano Cenci, disegnatore e già creatore del cartoon di Pinocchio (ma anche di Lupo Alberto e del draghetto Grisù). Si trova da poco in libreria Firenze segreta (edizioni Sarnus), con il sottotitolo più che eloquente Curiosità, fatti divertenti, notizie interessanti, aneddoti e verità nascoste sui più grandi artisti e monumenti di Firenze antica.

Tra le pagine si può scoprire, per esempio, la storia che sta dietro alla chiesa della Badia Fiorentina: lì ogni 21 dicembre viene celebrata una grande messa in onore di Ugo di Brandeburgo, marchese di Toscana, amichevolmente soprannominato dai fiorentini (e da Dante Alighieri) “il gran barone” e molto amato per la sua saggezza e magnanimità. Quel che è incredibile è che la funzione venga celebrata, con grande affluenza di pubblico e di autorità ecclesiastiche, da oltre mille anni.

Oppure c’è la storia della Piagnona, la campana “cacciata” dal campanile della chiesa di San Marco e “mandata in esilio” perchè “colpevole” di aver chiamato a raccolta, con il suo suono, i sostenitori di Savonarola che si opponeva alla famiglia Medici (e che Cenci ricorda così: “Il battagliero frate strenuo oppositore della vita godereccia”). Alla triste vicenda della Piagnona è associata l’immagine della lapide sul pavimento di piazza della Signoria che ricorda proprio il luogo dove Savonarola venne impiccato e messo al rogo.
O ancora, la love story duecentesca, tutta onore e tradimenti, tra il cavalier Buondelmonte de’ Buondelmonti e la giovane e bellissima Beatrice Donati: un matrimonio finito in tragedia proprio davanti alla chiesa di Santo Stefano, a due passi dal Ponte Vecchio. Da quella vicenda nacquero le due fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, che si diedero battaglia per secoli dentro e fuori Firenze.

Insomma, una sorta di guida aggiuntiva per quei turisti che non si accontentano dei soliti itinerari, ma vogliono tuffarsi in angoli meno noti e sopratutto scoprire le storie che palazzi, chiese e ponti continuano a nascondere da tanti secoli.

Fonte: www.panorama.it

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