Una città dove si vive a cavallo

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Sentieri ai lati delle strade e paddock con fieno e acqua fuori dai negozi. Sei mila famiglie che si danno all’ippica.

Una città che al posto dei marciapiedi e delle piste ciclabili ha 95 miglia di sentieri per andare a cavallo. Dove ai semafori si vede gente in sella, in attesa di attraversare. E dove al al ristorante o al McDrive, si va sempre a cavallo: fuori dei locali o dai negozi, accanto al parcheggio, c’è quasi sempre un paddock dove lasciarlo mentre si pranza e dove lui troverà fieno e acqua, come nel vecchio West.

Sentieri ai lati delle strade e paddock con fieno e acqua fuori dai negozi. Sei mila famiglie che si danno all’ippica.

Una città che al posto dei marciapiedi e delle piste ciclabili ha 95 miglia di sentieri per andare a cavallo. Dove ai semafori si vede gente in sella, in attesa di attraversare. E dove al al ristorante o al McDrive, si va sempre a cavallo: fuori dei locali o dai negozi, accanto al parcheggio, c’è quasi sempre un paddock dove lasciarlo mentre si pranza e dove lui troverà fieno e acqua, come nel vecchio West.

CITTA’ DEI CAVALLI – Sembrerebbe uno dei numerosi parchi tematici che esistono negli Stati Uniti. Invece questa è una città vera: è Norco, centro di 27 mila abitanti a un’ora d’auto da Los Angeles. Qui la media è di almeno due cavalli per famiglia, per questo la maggioranza delle 6 mila abitazioni possiede almeno mezzo ettaro di terra: un mini ranch dove gli animali sono accuditi amorevolmente e protetti da apposite ordinanze comunali. La stima è che i cavalli superino i 20 mila, ma il loro numero non è mai stato accertato. I residenti si oppongono a un’idea di un’anagrafe dei destrieri, perché temono si trasformi in un’occasione per tassare chi li possiede. Tre anni fa, Norco si è auto-proclamata «la città dei cavalli». E’ più facile vedere gente in sella, piuttosto che a piedi o in bicicletta. Si comincia da bambini, con i pony, accompagnati da mamma e papà, sui loro destrieri. Del resto, i sentieri permettono di arrivare dappertutto, anche sulla main street dove ci sono i negozi, il municipio e le scuole. E per le gite fuori porta c’è il il Pikes Peak Park, che comincia proprio a Norco.

AUTO BANDITE, MA NON TROPPO – Le auto qui non sembrano le benvenute e sono ampiamente sottoutilizzate. Eppure l’esistenza di una «comunità orientata a una vita equestre» (come si definisce la città nella presentazione sul sito Internet comunale) si deve, paradossalmente, all’industria automobilistica. «La nostra gente passa molto più tempo a cavallo che in auto, ma Norco possiede solo 6 mila case e quindi gli introiti dalle tasse sulle abitazioni sono limitati – spiega il sindaco Kathy Azevedo –. I servizi che offriamo, come i sentieri per i cavalli, derivano dalle tassazione sulle concessionarie di auto in città e sulle altre attività economiche, che in larga parte sono a loro volta legate ai cavalli». Per questo, quando due concessionarie della città – tra cui una di fuoristrada della Chrysler – si sono trovate in gravi difficoltà (undici hanno chiuso nella zona nell’ultimo periodo), l’amministrazione comunale ha concesso un prestito di mezzo milione di dollari. «Noi abbiamo bisogno delle auto e loro di noi» sintetizza il sindaco. Ma la ferma intenzione è quella di «incentivare sempre di più una vita a contatto con gli animali».

Fonte: www.corriere.it

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