Un viaggio sulle orme dei Pink Floyd

Condividi questo articolo su :

Una guida per viaggiare in compagnia di una mucca pezzata, di un maiale in volo su una centrale elettrica e di una piovra gigante. Ma anche un baedeker da leggere canticchiando «vorrei che foste qui», rigorosamente in inglese: I Wish You Were Here… In una sola parola è «Floydspotting », il libro che Alfredo Marziano e Mark Worden hanno dedicato ai Pink Floyd.

Una guida per viaggiare in compagnia di una mucca pezzata, di un maiale in volo su una centrale elettrica e di una piovra gigante. Ma anche un baedeker da leggere canticchiando «vorrei che foste qui», rigorosamente in inglese: I Wish You Were Here… In una sola parola è «Floydspotting », il libro che Alfredo Marziano e Mark Worden hanno dedicato ai Pink Floyd.

Titolo da veri adepti di quella autentica «religione» rock di cui Roger «Syd» Barrett, Roger Waters, Nick Mason, Rick Wright e David Gilmour furono i sacerdoti. E che l’editore Giunti ha voluto spiegare anche a chi nulla sa della band che ha cambiato la storia della musica moderna, con questo didascalico sottotitolo: «Guida alla geografia dei Pink Floyd».

Il risultato sono 240 pagine (il prezzo è 18 euro), pubblicate nella collana Bizarre diretta da Riccardo Bertoncelli, corredate da cartine geografiche e da una centinaio tra foto inedite e altre scattate appositamente per questo volume. «Armati di appunti, mappe, macchina fotografica e voyeuristica curiosità — spiega nell’introduzione Marziano — siamo partiti per un safari tra Cambridge e Londra, i punti cardinali della boscaglia Floyd. Un’esplorazione dei luoghi dove i Fab five hanno abitato, vissuto, studiato, suonato, fatto progetti, perso tempo, bevuto e talvolta dato di matto». Non si tratta dell’ennesima biografia, ma di una vera guida di viaggio sui luoghi della band, un vademecum pratico da usare per una vacanza in Inghilterra, con in più il must di un percorso che permette di conoscere i Pink Floyd sul campo. «E per ora — scrive sempre Marziano — il nostro atlante geografico si ferma qui, nel Regno Unito: per il resto, viaggi interstellari, spedizioni verso il Cuore del Sole e soggiorni lunari all included, rinviamo a un eventuale volume 2…».

Il viaggio è suddiviso in 117 tappe. A ogni tappa è dedicata una scheda informativa contenente foto, notizie, cenni storici e aneddoti spesso ricavati di prima mano da interviste con amici, colleghi, collaboratori e concittadini dei «Fab five». Si comincia, ovviamente, da dove tutto è cominciato. Cioè, Cambridge, inizio degli anni Sessanta. Da quando David Gilmour capeggiava i Jokers Wild e Roger non ancora «Syd» Barrett faceva parte dell’effimero gruppo dei Geoff Mott and the Motteos. Sono 51 capitoli sui 117 totali, nei quali succede di tutto: ci sono i pub dove Waters, Mason, Wright e Barrett, i quattro fondatori ufficiali dei Pink Floyd Sound (così si chiamavano nel 1964), andavano da buoni inglesi a tracannare pinte e a rimorchiare le ragazze. C’è la loro prima «sala prove», un appartamento su Gwider street dove «potevamo fare un gran casino con gli strumenti e proiettare sui muri bianchi degli edifici vicini i nostri light show. Per i vicini deve essere stata un’esperienza paragonabile a un trip di acido! », ha confessato il padrone di quell’appartamento, John Gordon, a Marziano e Worden.

C’è soprattutto la tragica vicenda di Roger «Syd» Barrett, voce storica e chitarrista della banda che fondò e che nel giro di soli 4 anni lasciò (gli subentrò Gilmour), sparendo in un vortice di follia e droghe. Da cui non riemerse praticamente più, fino alla fine dei suoi giorni, il 7 luglio del 2006. Da Cambridge ci si sposta poi tra Devon, Birmingham e il Sussex, dove nella Concert hall del Dome di Brighton cominciò a prendere corpo «The Dark Side of the Moon ». Infine, Londra. La capitale, la culla della controcultura, della psichedelia, dei freak e degli hippies. Insomma, il brodo di coltura perfetto per i Pink Floyd. E qui, grazie al lavoro dei due autori, scopriamo dove stanno e che cosa è successo al giardino della casa che sta sul retro della copertina di «Ummagumma », alla centrale elettrica di Battersea park sulla quale volava il maiale di «Animals», al prato dove pascolava la mucca Lulubelle III di «Atom Heart Mother» (oggi passata a miglior vita, si spera senza passare dal macello), alla serra del Syon park del video di «Shine On You Crazy Diamond», al Crystal palace bowl del concerto entrato nella storia per la piovra gigante gonfiabile emersa dallo stagno che separava il palco dal pubblico.

La presentazione di Floydspotting è in programma a Milano, alla libreria Areutopia di via G. Mora 5, venerdì 11 luglio, dalle 18 alle 22. Per l’occasione è organizzata una mostra di immagini esclusive che rimarrà aperta anche sabato 12.

Fonte: www.corriere.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: