Un parco erotico in Catalogna

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A due ore da Barcellona, in un immenso bosco nel nord della Catalogna c’è una sorta di galleria a cielo aperto dove si possono ammirare sculture erotiche. Il parco di Can Ginebreda è visitato ogni settimana da un centinaio di turisti incuriositi dalle opere falliche e dai corpi nudi scolpiti dall’artista catalano Xicu Cabanyes: l’omonimo bosco prende il nome dal gran numero di alberi di ginepri presenti e che nella lingua ufficiale della regione sono chiamati juniper.

A due ore da Barcellona, in un immenso bosco nel nord della Catalogna c’è una sorta di galleria a cielo aperto dove si possono ammirare sculture erotiche. Il parco di Can Ginebreda è visitato ogni settimana da un centinaio di turisti incuriositi dalle opere falliche e dai corpi nudi scolpiti dall’artista catalano Xicu Cabanyes: l’omonimo bosco prende il nome dal gran numero di alberi di ginepri presenti e che nella lingua ufficiale della regione sono chiamati juniper.

STORIA – Le prime sculture erotiche furono ammassate nel bosco da Cabanyes all’inizio degli anni ’70 e oggi se ne possono contare più di cento. L’artista lavora quotidianamente sulle opere, tuttora incomplete, e sostiene che col passare degli anni esse continueranno a moltiplicarsi. Molte delle sculture più antiche, che hanno oltre vent’anni, sono coperte da strati di muschio o licheni e non sembrano più qualcosa d’artificiale, ma come gli alberi, un prodotto della terra.

SCULTURE – Appena si entra nel parco tematico, si può ammirare «Persona 1» che rappresenta un immenso fallo. Inoltrandosi nel parco s’incontra «Testa di Medusa», scolpita nel 1980. Quando fu ideata doveva essere l’immagine di un volto che emergeva dalla terra, ma le piogge e la corrosione l’hanno trasformata in una sorta di vasca e adesso dalla terra emerge solo una piccola parte dell’opera. Via via sono numerose le rappresentazioni artistiche che raffigurano donne dai seni prorompenti, corpi femminili sensuali in procinto di partorire e grandi membri virili. Non mancano scene di fellatio e opere che hanno come protagonisti ermafroditi. Tuttavia non tutte le sculture in pietra presenti nella foresta hanno una retroterra erotico. Vi sono anche opere che si soffermano sui lati oscuri della vita. Come «Txernóbil» (Chernobyl) e altre sculture che fanno chiare allusioni alla morte dato che, come dichiara Cabanyes, quest’ultima non potrà mai essere scissa dall’erotismo e dal sesso.

Sito: www.canginebreda.com

Fonte: www.corriere.it

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