Tutto quello che dovete sapere su Petra

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Petra, la magnifica Città Antica seminascosta nel paesaggio spazzato dal vento della Giordania meridionale, è uno dei più celebri siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Proclamata una delle ‘Sette Nuove Meraviglie del Mondo’ da un sondaggio popolare nel 2007, oggi i visitatori sono accolti sia dai beduini che ancora considerano Petra la propria casa, sia dagli abitanti della vicina Wadi Musa, le cui strutture contribuiscono a rendere piacevole un’escursione di diversi giorni alla Città Antica. A Petra c’è molto da vedere e per organizzare al meglio il vostro soggiorno in questa città mitica, abbiamo raccolto tutte le informazioni principali e i consigli dei nostri esperti.

Il tesoro visto dal Siq a Petra©Iwanami Photos/Shutterstock

Il meglio di Petra

1 Siq

Lungo 1,2 km, il Siq, o gola, con le sue strette pareti verticali è una delle attrattive principali di Petra. Il percorso attraverso questo passaggio suggestivo, che serpeggia verso la città nascosta, anticipa le meraviglie che attendono il visitatore più avanti. I nabatei, che avevano compreso appieno il valore di questa funzione preparatoria, ne fecero una via sacra, punteggiata di siti di rilevanza spirituale.

Il Siq comincia in prossimità di un grande ponte. Sulla destra, il Wadi Muthlim si snoda attraverso una galleria nabatea. L’ingresso del Siq un tempo era sormontato da un arco monumentale nabateo. Molte persone percorrono in fretta il Siq, impazienti di arrivare a Petra. È un peccato, perché questo corridoio di pietra ha un fascino che merita di essere scoperto, e più tempo si impiega ad attraversarlo più si assapora il momento finale dell’arrivo.

Tecnicamente il Siq, con le sue pareti alte 200 m, non è un canyon (una gola scavata dall’acqua), bensì una faglia geologica prodotta da forze tettoniche. In vari punti si può vedere come le venature della roccia su una parete siano speculari a quelle della parete opposta (potrete accorgervene più facilmente nei punti in cui il Siq si restringe fino a 2 m). Sono tuttora visibili gli antichi canali scavati nella pietra per portare l’acqua a Petra, e in alcuni punti ci sono ancora le condutture in terracotta risalenti a 2000 anni fa.

Alcuni storici ritengono che la funzione primaria del Siq fosse simile a quella della Via Sacra degli antichi greci e romani. Alcuni dei rituali più importanti che scandivano la vita spirituale di Petra iniziavano con una processione attraverso questa stretta gola, che rappresentava anche la meta finale dei pellegrini nabatei. Molte nicchie ancora oggi visibili lungo le pareti del Siq erano destinate a contenere sculture o rappresentazioni (chiamate baetyl) della più importante divinità nabatea, Dushara. Questi piccoli luoghi sacri avevano un valore simbolico per pellegrini e sacerdoti, preparandoli alla vista dei templi, delle tombe e dei santuari più elaborati che si trovavano nel cuore della città e ricordando loro che stavano lasciando il mondo esterno per varcare la soglia di quella che molti ritenevano una città sacra.

A un certo punto il Siq si apre rivelando una tomba squadrata accanto a un fico solitario. Un po’ più avanti, cercate sulla parete sinistra un’incisione erosa dal tempo raffigurante un cammello e un carovaniere. Il canale dell’acqua passa dietro l’incisione. Nel tratto successivo, le pareti sembrano quasi arrivare a toccarsi in alto, chiudendo fuori i rumori e la luce e accentuando il senso di attesa di un primo scorcio del Tesoro. È un’introduzione sublime alla Città Antica.

Cammelli riposano davanti al Tesoro ©Paul Biris/Getty Images

2 Tesoro 

Nota localmente come Tesoro, questa è la tomba che più incanta i visitatori. La facciata ellenistica è un capolavoro di maestria. Sebbene scavato in una parete di arenaria ferrosa per ospitare la tomba del re nabateo Aretas III, il Tesoro deve il nome alla leggenda secondo la quale un faraone egizio nascose qui il suo tesoro (nell’urna sulla facciata) mentre inseguiva gli israeliti.

Alcuni abitanti del posto chiaramente dovettero credere a questa storia, visto che l’urna, alta 3,5 m, è crivellata di colpi di fucile. Come in tutti i monumenti di Petra scavati nella roccia, l’interno è disadorno. Il momento migliore per fotografare il Tesoro è tra le 9 e le 11 del mattino, quando la facciata è interamente esposta al sole.

3 Altura del Sacrifcio

È la più accessibile delle cosiddette ‘alture’ di Petra, costruita sulla cima del Jebel Madbah e munita di canali di scolo per far defluire il sangue degli animali sacrificati.

Lasciatevi impressionare dagli obelischi, alti più di 6 m, scavati nella parete rocciosa e non costruiti sopra di essa: osservando lo spazio vuoto che li circonda, potrete farvi un’idea delle proporzioni epiche degli scavi che hanno comportato. Dedicati alle divinità nabatee Dushara e Al ‘Uzza, la loro pietra ricca di ferro luccica al sole ed essi appaiono come totem in questo territorio un tempo sacro.

La zona dell’altare comprende un grande triclinio rettangolare, dove i celebranti del sacrificio consumavano una cena comune. Al centro dell’Altura c’è un grande blocco di pietra preceduto da tre gradini. Si tratta di un motab, o deposito, dove si custodivano le statue delle divinità cui era dedicata la processione. Accanto a questo si trova l’altare circolare, cui si accede da altri tre gradini; i bacini in pietra situati lì vicino servivano per lavarsi e purificarsi.

Il fievole belato di una pecora o il tintinnio di una campanella al collo di una capra evocano l’antica scena – salvo che all’epoca a nessuna persona comune sarebbe stato consentito di entrare in questo luogo, il più sacro tra i siti sacri. Abbracciate con lo sguardo il magnifico panorama che si estende davanti a voi – ben al di sopra delle mortali vicende della città antica e di quella moderna – e capirete facilmente come mai questo sito dovesse sembrare più vicino al cielo che alla terra.

4 Tombe Reali

A valle del Teatro, il wadi si allarga creando un passaggio più ampio. A destra, il grande massiccio del Jebel Al Khubtha incombe sulla vallata. All’interno delle sue pareti rivolte a ovest sono scavati alcuni fra i più importanti luoghi di sepoltura di Petra, conosciuti collettivamente come “Tombe Reali”. Il sito è particolarmente spettacolare nel tardo pomeriggio, quando è immerso nella luce dorata del tramonto.

Alle Tombe Reali si accede salendo una scalinata che parte dal fondovalle, nei pressi del Teatro. Una bella escursione a piedi parte dalle Tombe Reali e sale fino ai numerosi luoghi di culto sulla cima livellata dell’Altura del Jebel Khubtha, da cui si gode una vista magnifica del Tesoro. La scalinata è chiaramente visibile tra la Tomba del Palazzo e la Tomba di Sesto Fiorentino.

Ad Deir (il Monastero) inciso nella roccia ©tenkl/Shutterstock

5 Monastero 

Nascosto in alto fra le colline, il Monastero è uno dei monumenti leggendari di Petra. Fu costruito come tomba dai nabatei nel III secolo a.C. Il nome deriva dalle croci scolpite sulle pareti interne, che suggeriscono come la struttura sia stata adibita a chiesa in epoca bizantina. L’antico sentiero scavato nella pietra, costituito da oltre 800 gradini, parte dal Basin Restaurant e segue la via processionale.

Il chiosco di tè allestito in una grotta di fronte al Monastero è un buon punto di osservazione da cui ammirare la facciata ellenistica dell’edificio. Il cortile davanti al Mo- nastero, dove si tenevano le cerimonie sacre, un tempo era circondato da colonne.

Dietro il chiosco di tè, la tomba n. 468 merita una visita per la bella facciata, i rilievi purtroppo rovinati e la splendida vista. Un sentiero sale ad alcuni punti panoramici da cui si godono vedute mozzafiato sul Wadi Araba, Israele e i Territori Palestinesi e verso sud fino alla cima del Jebel Haroun, sul quale sorge un piccolo santuario bianco.

6 Piccola Petra

Siq Al Barid (Gola Fredda), comunemente chiamata Piccola Petra, merita senz’altro una visita. Si pensa che fosse un centro agricolo, nonché una stazione commerciale e di rifornimento per le carovane di cammelli dirette a Petra. La zona circostante è suggestiva e interessante da esplorare, soprattutto perché comprende alcuni degli insediamenti più antichi al mondo, tra cui Al Beidha.

Scoprite anche i luoghi meno conosciuti, come la Tomba del Giardino ©trabantos/Getty Images

I migliori itinerari a Petra

Invece di tentare l’impresa di visitare superficialmente tutti i siti più importanti della Città Antica (il sistema migliore per sviluppare la sindrome da ‘rifiuto dei monumenti’), cercate di vivere Petra a modo vostro prendendovi del tempo per girare fra le tombe senza nome, fare un picnic all’ombra di oleandri in fiore o sorseggiare un tè vicino a una bancarella nel fondovalle, osservando gli altri che si affannano per ‘vedere tutto’.

I seguenti itinerari combinano alcuni dei siti imperdibili con esplorazioni fuori dai sentieri più battuti.

Mezza giornata (cinque ore)

Attraversate con calma il Siq, assorbendo la sua atmosfera particolare e assaporando il momento della rivelazione del Tesoro. Resistete alla tentazione di andare subito al Teatro; risalite invece la scalinata che vi porterà all’Altura del Sacricio. Fate una pausa per un tè all’Obelisco e poi imboccate il sentiero che si inoltra nel Wadi Farasa, ammirando i fiori selvatici e la Tomba del Giardino lungo il percorso. Il sentiero raggiunge la Strada Colonnata costeggiando formazioni rocciose dai molti colori. Se vi rimane un po’ di tempo, visitate le Tombe Reali, per poi ritornare a fondovalle per una chiacchierata con i venditori beduini per la ricerca della bottiglia di sabbia perfetta.

Una giornata (otto ore)

Trascorrete la mattinata seguendo l’itinerario precedente, ma portatevi il necessario per un pranzo al sacco. Dopo aver visitato le Tombe Reali, costeggiate il Qasr Al Bint e percorrete l’ampio wadi che conduce al Jebel Haroun fino a raggiungere il Monumento del Serpente, un posto ideale per uno spuntino e un riposino. Al ritorno visitate il Qasr Al Bint, ma risparmiate un po’ di energia per salire no al Monastero, il coronamento perfetto di una visita a Petra.

Due giorni

Trascorrete la seconda giornata inerpicandovi lungo l’entusiasmante Wadi Muthlim (se aperto) e riprendete poi le forze con un barbecue al Basin Restaurant. Smaltite il pranzo esplorando la bellezza nascosta del Wadi Siyagh con le sue pozze d’acqua, prima di ritornare indietro lungo la Strada delle Facciate. Sedetevi vicino al Teatro per guardare il sole che tramonta sulle Tombe Reali di fronte a voi, lo spettacolo più affascinante di Petra.

Il sito di Petra ©Justin Foulkes/Lonely Planet

Quando andare

Il periodo compreso tra marzo e maggio coincide con l’alta stagione turistica a Petra, e per una buona ragione: l’escursionismo non comporta particolari pericoli, nei wadi i rigogliosi oleandri si riempiono di fiori rosa e aloe in fiore accompagnano la salita alle ‘alture’.

Il periodo che va da metà ottobre a fine novembre, la seconda alta stagione di Petra, offre l’ultima opportunità di visitare il sito con il bel tempo, prima che le piogge rendano impraticabili alcuni itinerari.

Freddissima di notte e sovrastata da tersi cieli azzurri di giorno, la ‘città rosa’ d’inverno è quasi deserta, e i visitatori avranno modo di scoprirne l’essenza più autentica. In questo periodo gli alberghi di Wadi Musa propongono le offerte migliori.

Fonte articolo originale

Guida Giordania

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