Tutto quello che avreste voluto chiedere a un pilota di aerei

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Ci abbiamo pensato noi con Marco Lombardi, pilota EasyJet, al quale abbiamo rivolto domande e curiosità di tutti i tipi.

Perché bisogna chiudere i tavolini durante il decollo e l’atterraggio? E perché bisogna aprire gli oscuranti? Si può ascoltare musica in cabina di pilotaggio? Sono alcune delle domande che almeno una volta nella vita ci siamo chiesti a bordo di un aereo. Ma non abbiamo mai avuto risposta, perché non c’è mai stata occasione di chiederlo ai diretti interessati. Il viaggio ad alta quota è da sempre considerato il più curioso, e fidarsi di un bolide pesantissimo che ti porti in breve tempo dall’altra parte del mondo è una specie di fede. Abbiamo fatto tutte le nostre domande al comandante Marco Lombardi, classe 1982, che ha all’attivo più di 10 mila ore di volo e, dal 2005, lavora per EasyJet. La compagnia aerea brit lo scorso anno ha fatto viaggiare 18,5 milioni di passeggeri su 34 aerei basati e verso ben 240 destinazioni (una delle ultime e più gettonate è Hurghada, in Egitto, con voli da Milano Malpensa a partire da 27,99 euro sola andata).

Come mai gli assistenti di volo chiedono di aprire gli oscuranti dei finestrini prima del decollo e dell’atterraggio?

Prima di tutto, vorrei sottolineare una cosa: tutto ciò che viene richiesto di fare ai passeggeri di un aereo è sempre per un fatto di sicurezza. Come la richiesta legata agli oscuranti: se dovesse succedere qualcosa a terra, non si vuole perdere tempo ad aprirli (vengono aperti anche quelli vicino ai quali non è seduto nessuno, ndr) o limitare la visuale dall’interno verso l’esterno del velivolo e viceversa.

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Guida sempre lei l’aereo per tutte le ore di volo?

In volo mi occupo principalmente del decollo e dell’atterraggio. Poi c’è il pilota automatico, ma bisogna sempre dirgli cosa fare: bisogna programmarlo.

Quale potrebbe essere il momento di volo più insicuro?

Non c’è un momento insicuro, perché nulla viene lasciato al caso.

Può ascoltare la musica in cabina di pilotaggio?

Assolutamente no. Prima di tutto, perché ascoltiamo costantemente la radio della torre di controllo, per tutto il viaggio: dobbiamo contattare i diversi controllori dei diversi spazi aerei che incontriamo. Poi, anche i rumori interni e esterni all’aereo possono essere importanti, quindi dobbiamo stare attenti a tutto.

Ha mai dovuto far scendere un passeggero dal suo aereo?

È successo. Si fa scendere un passeggero quando il comandante reputa possa essere un pericolo per la sicurezza del volo e degli altri passeggeri.

Se un passeggero sta male durante il volo, quali sono le procedure che deve seguire?

In caso di grave necessità, bisogna atterrare nel minor tempo possibile, quindi scendere di quota, anche molto velocemente, e puntare all’aeroporto più vicino.

Tra torre di controllo e cabina di pilotaggio si parla inglese. È difficile parlare questa lingua con addetti di diverse nazionalità e quindi diversi accenti?

Sì, è difficile. Ma puoi chiedere di ripetere quante volte vuoi. Poi è una questione di abitudine, bisogna farci un po’ l’orecchio. Si possono anche inviare dei messaggi scritti.

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Perché a volte il volo di ritorno o di andata è più breve rispetto all’altro?

Principalmente per una questione di vento in testa o in coda. Ma può accadere alcune volte di dover seguire una rotta diversa da quella di andata o di ritorno.

Si può volare quando c’è un temporale?

Sì, ma il temporale va sempre evitato. Sull’aeroplano abbiamo un radar che permette di visualizzare le nubi da evitare. D’estate principalmente, capita, spesso nel nord Italia, che la destinazione non sia raggiungibile a causa di fulmini, grandine e possibili turbolenze.

E con la neve?

Si può volare. Il problema è che tutto le procedure vengono rallentate molto. E il traffico si congestiona.

A che distanza minima due aerei possono volare vicini?

Minimo 1000 piedi (300 metri) di separazione verticale, e 7 miglia nautiche (13 km) di separazione orizzontale. Questo nella fase di crociera.

Durante il volo notturno, riuscite a vedere qualcosa dalla cabina di pilotaggio?

No, si guida utilizzando esclusivamente gli strumenti di bordo, come il radar. Si chiama volo strumentale.

Prima del decollo, controlla di persona lo stato di sicurezza dell’aereo o si fida dei tecnici?

Alcuni controlli vengono fatti a terra da un team di tecnici e ingegneri dell’aeroporto. Per il resto, controlliamo tutto: il libro di bordo, facciamo un giro esterno all’aeroplano (che viene fatto anche dal tecnico prima, ndr), controlliamo ali, motori, ruote.

Durante il volo, è vero che mangia cibo differente rispetto a quello dei passeggeri?

Il cibo dei piloti deve seguire un processo di produzione che richiede controlli supplementari. Il comandante e il primo ufficiale, inoltre, devono mangiare pasti differenziati. In questo modo, dovesse un pasto essere avariato, è garantito che l’altro pilota non abbia assunto il medesimo cibo.

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Se qualcuno fuma in aereo, deve prendere posizione?

Sì, perché è una cosa molto grave. Fumare mette a rischio la sicurezza del volo. In tutto il velivolo ci sono sensori anti-fumo. Io stesso vedo la spia in cabina: il warning che arriva a noi se qualcuno fuma è addirittura comparato per gravità a un fuoco-motore. E tutte le volte facciamo un salto. Poi controlliamo e vediamo che si tratta di fumo di sigaretta in bagno.

E se due passeggeri fanno sesso a bordo?

Diciamo che i nostri aerei non offrono una cabina con posti privati o poco visibili (ride). Ma è comunque una cosa che non si deve fare e che viene punita secondo il regolamento previsto.

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