Tutti i divieti dell’estate

Ce ne sono per tutti i gusti. I sindaci fanno or­mai a gara a chi sforna l’ordi­nanza più originale e restritti­va. In tema di vita notturna e consumo di alcolici come di recente Milano e Roma, ma an­che di bon-ton «balneare», uso e abuso delle panchine, costumi religiosi o etichetta ci­miteriale. Tutto è cominciato con una legge dell’anno scor­so che dà carta bianca ai Co­muni. E i primi cittadini non si sono fatti pregare. I divieti emanati per delibera sono ad oggi 556, partoriti in larga par­te al Nord (330). Ne esistono di curiosi, altri che si imitano a vicenda. Ma su certe questio­ni non tutti i sindaci-sceriffo la pensano allo stesso modo.

Ce ne sono per tutti i gusti. I sindaci fanno or­mai a gara a chi sforna l’ordi­nanza più originale e restritti­va. In tema di vita notturna e consumo di alcolici come di recente Milano e Roma, ma an­che di bon-ton «balneare», uso e abuso delle panchine, costumi religiosi o etichetta ci­miteriale. Tutto è cominciato con una legge dell’anno scor­so che dà carta bianca ai Co­muni. E i primi cittadini non si sono fatti pregare. I divieti emanati per delibera sono ad oggi 556, partoriti in larga par­te al Nord (330). Ne esistono di curiosi, altri che si imitano a vicenda. Ma su certe questio­ni non tutti i sindaci-sceriffo la pensano allo stesso modo.

L’alcol proibito. Milano e Roma, che impon­gono serate analcoliche ai mi­nori di sedici anni, hanno ispi­rato decine di altri Comuni in tutt’Italia. Ravenna, Bergamo, Pavia, presto Napoli e Paler­mo. Ieri l’ondata di sobrietà ha raggiunto la punta della pe­nisola, e anche Pizzo Calabro si è allineato alla linea del­l’astemia per legge. In tema di proibizionismo la medaglia spetta però a Bologna, dove chi vende alcol deve chiudere i battenti tassativamente en­tro le 22. Tuttavia per gli amanti di vino e affini (anche se maggiorenni e vaccinati) c’è una minaccia molto più subdola: si tratta della diretti­va comunitaria sul consumo di alcolici in «spazi e aree pub­bliche senza licenze». In paro­le povere, addio alle feste pae­sane. Ve l’immaginate la sagra dello gnocco fritto senza lam­brusco?

Le ordinanze balneari. Il sole estivo solletica l’estro sanzionatorio degli am­ministratori. E così, in certe lo­calità liguri, la mise concessa alle bagnanti di ordinanza in ordinanza è diventata sempre più austera e coprente, avvian­dosi pericolosamente verso il burqa (peraltro vietato nella leghista Azzano Decimo). A Capri e Positano sono banditi gli zoccoli (ma solo perché di­sturbano la pennichella), nel golfo di Amalfi stop ai fuochi e sotto gli ombrelloni di alcu­ne spiagge dell’Oristanese non si può più fumare. Ad Eraclea ha fatto storia la deli­bera vagamente surreale di qualche anno fa che vieta di costruire castelli di sabbia. E se a Eboli non ci si può bacia­re in auto, a Forte dei Marmi costa molto caro prendersi cu­ra del giardino: su taglia-erbe e motosega pende una taglia di 500 euro.

Parchi e panchine. Il proibizionismo selvaggio dilaga poi nei parchi pubblici. E così le panchine sono nega­te ai minori di 70 anni nei par­chi di Vicenza. Non si fuma in quelli di Napoli, Bolzano e Ve­rona; a Pordenone e Novara vietano gli assembramenti e a Voghera dopo le 23 nei giardi­ni comunali non si può neppu­re entrare. L’elenco potrebbe continua­re a volontà, vale la pena se­gnalare solo qualche caso. Nel­la solita Sanremo dell’iperatti­vo sindaco Maurizio Zoccara­to non è consentito stendere i panni, passeggiare in costu­me, parcheggiare il camper, vendere fiori o giocattoli per strada, per non parlare della chincaglieria da ambulanti. Nei cimiteri napoletani d’esta­te i fiori vanno deposti col con­tagocce, mentre a Lugo di Ro­magna un regolamento dispo­ne cosa scrivere sulle lapidi. Multe salate puniscono chi la fa per le strade di Trieste, ne sa qualcosa un turista polacco che ha osato innaffiare la sta­tua di Sissi. Ma il divieto dei divieti è stato escogitato a Trento. Qui in pratica è vieta­to protestare contro tutta que­sta foga proibitoria. E chi si permette di toccare gli ormai familiari cartelli sbarrati di rosso pagherà 428 euro di multa.

Fonte: www.corriere.it

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