Turismo in crisi alle Hawaii

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Sono le isole natali di Barack Obama e uno dei suoi luoghi favoriti per le vacanze con la famiglia, ma la fama e il potere d’attrazione del senatore dell’Illinois non sono bastate a salvare le Hawaii dalla peggiore delle crisi: il crollo del mercato del turismo.

Sono le isole natali di Barack Obama e uno dei suoi luoghi favoriti per le vacanze con la famiglia, ma la fama e il potere d’attrazione del senatore dell’Illinois non sono bastate a salvare le Hawaii dalla peggiore delle crisi: il crollo del mercato del turismo.

L’Aloha State ha perso nell’ultimo anno mezzo milione di visitatori, passando dai 7,63 milioni del 2007 ai 7,12 milioni del 2008, con un picco negativo a settembre, che ha fatto registrare un -24,2% di turisti rispetto al periodo migliore dell’anno precedente: è questo l’effetto catastrofico del caro-petrolio, che ha reso gli spostamenti verso l’arcipelago particolarmente onerosi, e della crisi economica e finanziaria che ha colpito il mondo occidentale e gli Stati Uniti in particolare, rendendo più appetibili mete ugualmente esotiche ma più a basso costo, come il Messico e i Caraibi. “L’economia delle Hawaii si basa sul turismo e la maggior fonte di turisti verso le nostre isole sono gli Stati Uniti continentali”, spiega Marsha Wienert, responsabile per lo sviluppo turistico delle Hawaii, “Quando l’economia di quest’area sperimenta una crisi, per le Hawaii questa si riflette inevitabilmente sul turismo”.

Gli effetti del calo di visitatori si sta facendo sentire, come prevedibile, anche sul mercato del lavoro: secondo il rapporto sulla disoccupazione pubblicato il mese scorso dal dipartimento per il lavoro e le relazioni industriali, il tasso di disoccupazione è passato dal 2,7% del mese di agosto 2007 al 4,2% dell’agosto 2008, con un calo dei posti di lavoro nel settore dell’ospitalità e del divertimento pari a circa 2000 unità, da 109.700 a 108mila impiegati.

Non stupisce quindi che, a due settimane dal voto, autorità ed elettori dell’Aloha State guardino con ansia all’approccio dei due candidati alla questione calda dell’economia: “Entrambi i candidati hanno il dovere di concentrarsi sulla crisi economica, di tenere sotto controllo il prezzo del petrolio e di migliorare sia il valore del dollaro, sia il modo in cui le Hawaii si relazionano con i mercati mondiali”, conferma Ryan Yamane, deputato democratico e direttore del comitato hawaiano per la cultura e il turismo, “Il focus dev’essere l’economia: solo così il turismo potrà ripartire”.

Fonte: www.lastampa.it

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