Trucchi per il Jetlag e malattie del viaggiatore

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La preoccupazione maggiore per gli italiani che si recano ai tropici durante l’inverno è il jet lag, seguita dalle creme solari più opportune. E corrono in farmacia a comprare melatonina o chiedere consiglio per evitare di scottarsi. Ma sottovalutano i rischi sanitari non considerando le vaccinazioni, la profilassi o i consigli da seguire per non incorrere in malattie virali o disturbi che possono compromettere la vacanza e mettere in alcuni casi a rischio la vita.

La preoccupazione maggiore per gli italiani che si recano ai tropici durante l’inverno è il jet lag, seguita dalle creme solari più opportune. E corrono in farmacia a comprare melatonina o chiedere consiglio per evitare di scottarsi. Ma sottovalutano i rischi sanitari non considerando le vaccinazioni, la profilassi o i consigli da seguire per non incorrere in malattie virali o disturbi che possono compromettere la vacanza e mettere in alcuni casi a rischio la vita.

E quest’anno si aggiunge anche l’incognita di influenza AH1N1. Il pericolo numero uno, però, si chiama malaria: fino a 3 connazionali su 10 non assumono i farmaci per la profilassi o la troncano a metà mettendo a repentaglio il trattamento. Con il risultato di 300 nuovi casi all’anno importati dai paradisi esotici dai “turisti per caso”. Ma se si contano anche gli extracomunitari residenti in Italia che tornano nel proprio Paese di origine, i casi importati sono oltre 800. Eppure basterebbe informarsi sulle malattie a rischio presso i Centri di medicina dei viaggi e seguire le profilassi indicate, ma solo il 50% lo fa. Gli altri optano per il “fai da te” consultando internet o “il sentito dire” chiedendo ad amici. Oggi a tutela della salute dei viaggiatori è in arrivo uno strumento in più: il Passaporto sanitario, un documento in cui segnalare le eventuali profilassi eseguite, le allergie o malattie croniche e le terapie mediche in corso in modo che il medico possa intervenire tempestivamente in caso di soccorso in un Paese straniero. Il Passaporto è tradotto in diverse lingue (inglese, spagnolo, francese, italiano, arabo, cinese, russo) e verrà distribuito nei Centri di Medicina dei Viaggi. Sono questi gli argomenti principali di cui si è discusso oggi con gli esperti della SIMVIM – Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni in occasione del Convegno “Rischio sanitario nei viaggiatori: quale prevenzione”.

Il periodo di fuoco per i viaggiatori italiani è tra novembre e febbraio. Sono molti, infatti, quelli che si recano ai tropici in alternativa alla classica vacanza sulla neve. E nonostante la crisi economica, pochi rinunciano ai viaggi al caldo nel periodo invernale. Molti, invece, ne sottovalutano i rischi sanitari. “Ogni anno – spiega Vincenzo Nicosia, Presidente SIMVIM – 18 milioni di Italiani si recano all’estero. Il 10% dei viaggiatori ha come meta paesi tropicali e subtropicali, dove condizioni igienico sanitarie, abitudini alimentari, clima e stili di vita sono diversi da quelli italiani. In più del 10% dei casi lo scopo del viaggio è il lavoro. I problemi sanitari correlati ai viaggi sono molteplici, tra questi gli effetti del clima, delle radiazioni solari (colpo di sole, di calore, disidratazione) delle temperature estreme (congelamento), la sindrome da jet-lag, le patologie legate al mezzo di trasporto (aereo, nave, auto), le patologie d’altitudine, gli incidenti stradali e balneari, le malattie infettive e la malaria. Diventa pertanto indispensabile prima della partenza ricevere un’adeguata informazione da parte di personale specializzato ed eventualmente effettuare le giuste vaccinazioni e profilassi farmacologiche”.

L’informazione prima di mettersi in viaggio è tanto più importante in questo periodo a causa della pandemia da influenza AH1N1. “Non esistono – spiega Fabrizio Pregliasco, ricercatore del Dipartimento di sanità pubblica, microbiologia e virologia dell’Università di Milano – Paesi più a rischio di altri perché il virus può diffondersi ovunque anche se è più attivo dove il clima è freddo, cioè nei Paesi dove si approssima l’inverno, quindi, per esempio, il rischio è maggiore in Lapponia rispetto alle zone al di là dell’equatore in cui, invece, si avvicina l’estate. Il consiglio in ogni caso è di eseguire la vaccinazione e di seguire alcune norme comportamentali semplici, valide contro ogni tipo di virus come lavarsi spesso le mani. Ma è importante soprattutto non farsi prendere dal panico. Si tratta di una influenza più leggera di quella stagionale, ma che si diffonde molto più velocemente. Per rinforzare il sistema immunitario – precisa Pregliasco – proprio contro le infezioni respiratorie, inoltre, consiglio di assumere probiotici simbiotici almeno un mese prima della partenza. Si tratta di integratori specifici in vendita in farmacia con la presenza contemporanea di due specie di Lattobacilli (il plantarum e il rhamnosus) e di una specie di Bifidobatteri insieme ad un prebiotico che ne aumenta l’efficacia. Questo preparato, secondo le ultime ricerche, è in grado di ridurre il rischio di infezioni respiratorie, tra cui anche l’influenza, fin del 72%”.

Il rischio di malattie, però, viene trascurato dagli italiani e le vaccinazioni sottovalutate perché spesso ci si reca in un villaggio turistico e si pensa che lì i pericoli non esistano. “Non è così – sostiene Andrea Rossanese, Centro per le Malattie Tropicali dell’Ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar (Verona) –. Troppo spesso si crede, per esempio, che la malaria colpisca solo le zone più remote dei paesi più poveri. In realtà, il protozoo che la provoca si trasmette attraverso la puntura di zanzara Anopheles, che può crescere in luoghi insospettabili: basta una banale pozzanghera perché il vettore della malattia in alcune stagioni si moltiplichi anche nelle città o vicino ai villaggi turistici dei paesi dove la malaria è presente, ritenuti erroneamente sicuri dagli italiani. La valutazione della profilassi migliore, quindi, deve essere globale – continua Rossanese – e ‘personalizzata’ sul singolo viaggiatore, prendendo in considerazione diverse variabili, non solo il Paese visitato, ma anche la regione, la stagionalità, la zona in cui si pernotta (città o zone rurali), il tipo di alloggio (albergo piuttosto che tenda, con o senza aria condizionata), periodo di permanenza, tipo di attività da compiere (quella all’aria aperta sottopongono a un rischio maggiore rispetto alla visita di un museo). Si tratta di una valutazione che solo esperti sono in grado di pronunciare. Nella gestione di una malattia potenzialmente letale come la malaria non è consentito il ‘fai da te’ o ‘il sentito dire’. Il consiglio è quello di seguire le cure preventive sia contro la malaria, sia per le altre malattie esotiche come la febbre gialla o il colera, di cui esiste il vaccino, quando si parte per mete a rischio. E prossimamente è in arrivo anche il vaccino contro la malaria anche se non comporterà una vera rivoluzione per il turista.”.

“Informarsi è semplice – precisa Nicosia –. Basta chiamare o recarsi nei Centri di Medicina dei Viaggi che sono attivi nelle Aziende Sanitarie di ogni Regione, sono di facile accesso ed aperti a tutti. Sono gestiti da personale specializzato e costantemente aggiornato, in contatto con presidi ospedalieri specialistici (dipartimenti di malattie infettive e tropicali) e con centri istituzionali stranieri. L’accesso è semplice ed immediato, con costi contenuti nel range del ticket sanitario. Questi Centri sono facilmente reperibili sul sito web www.simvim.it ”.

Fonte: www.farmacia.it

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