Trieste

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Di notte il Golfo di Trieste si illumina: si accendono le luci sulla costa, si accendono le luci in mare. Decine di piccoli lumini fluttuanti nel nero dell’Adriatico tanti quanti sono i pescatori intenti a pescare al cianciolo nelle ricche acque del Golfo e quell’arco di terra e mare che corre da Muggia fino a Duino diventa magico.

Di notte il Golfo di Trieste si illumina: si accendono le luci sulla costa, si accendono le luci in mare. Decine di piccoli lumini fluttuanti nel nero dell’Adriatico tanti quanti sono i pescatori intenti a pescare al cianciolo nelle ricche acque del Golfo e quell’arco di terra e mare che corre da Muggia fino a Duino diventa magico.

Ma è il sole di un bel mattino di primavera o d’autunno che rende appieno giustiza alla bellezza di questa Italia di confine in cui spicca il bianco brillante di Trieste, città che non fa nulla per nascondere i fasti asburgici di quello che fu l’unico porto dell’Impero Austro-Ungarico, con i suoi meravigliosi palazzi che si affacciano sul mare.

Angoli da scoprire – Girovagare per le sue vie può mettere in soggezione, soprattutto quando si capita nella Piazza dell’Unità d’Italia, un tempo Piazza Grande, con i suoi imponenti palazzi (meravigliosi quello del Governo e la sede del Lloyd Adriatico). Eppure gli angoli di Trieste proteggono una realtà più intima, racchiusa nei tanti caffè che ne costellano le strade, caratteristici, che sotto i lampioni da fine Ottocento, profumano di Mittel Europa e ricordano quel curioso legame che esiste tra la città e il Caffè, tradizione straordinariamente radicata qui dove finisce l’Adriatico.

Proprio sedendosi in uno di questi deliziosi "bistrot" ci si rende conto che questa città dall’aspetto apparentemente algido non sarebbe nulla senza i triestini con il loro carattere levantino, simpaticamente imprevedibili, resi tali forse dalla Bora che gli complica l’esistenza spazzando la città e la loro vita quotidiana per qualche settimana all’anno. O forse, semplicemente, qui, gli italiani sono figli più che altrove di tante vicissitudini storice e di tanti incroci culturali che hanno creato un meraviglioso mix di usanze e di indoli.

Cucina mista – La stessa cucina triestina è mediterranea e continentale, italiana ma con affascinanti sfumature austriache e dell’Est, ed è così che compaiono i crauti fanno capolino tra i contorni e nelle minestre di legumi e ortaggi, che lo strudel di mele compare nelle pasticcerie come dolce locale a fianco degli presntiz (sfoglie con frutta). Anche il famoso savor, tra le principali specialità di pesce della città, con cipolle e sardine non ricorda la tipica cucina mediterranea ma regala sapori di altri luoghi e di altri tempi.

Le perle nei dintorni – E’ difficile staccarsi dal fascino di questa città di confine tra stati e epoche, ma ne vale la pena se la nostra meta sono le altre piccole perle del Golfo come Duino con il suo incantevole castello o le atmosfere intime e paesane del porticciolo di Muggia, fulcro dell’attività a vela che si svolge nel Golfo oppure, la mia località preferita in zona, Miramare con il suo parco, il castello e l’Area Marina Protetta.

L’area protetta – Vent’anni fa a una decina di chilometri ad Ovest da Trieste, lungo la costa, nasceva una delle prime Aree Marine Protette d’Italia, 120 ettari all’ombra delle scogliere su cui sorge il castello di Miramare, elegante residenza prima di Massimiliano d’Asburgo, arciduca austriaco dalla storia tragica, e della sua consorte Carlotta del Belgio poi dimora del Duca Amedeo d’Aosta. Il Castello è circondato da un meraviglioso giardino botanico che anche nel periodo autunnale mantiene intatta la sua bellezza che offre la possibilità di momenti di puro relax. Ha qui sede anche il centro visite dell’Amp, gestita dal Wwf, che offre l’opportunità di una interessante visita al suo piccolo ma evoluto acquario. Il mare sottostante al promontorio, per una superficie di circa 30 ettari, è la cosiddetta zona A, quella off-limits per tutti tranne che per flora, fauna e addetti ai lavori. C’è un’eccezione al divieto d’accesso in un "corridoio" che viene mantenuto aperto alle visite sub guidate.

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