Treni: Le novità europee dal 2009

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Dall’autunno 2009 i passeggeri dei treni europei potranno godere dal 2009 degli stessi diritti minimi in tutti i 27 Stati membri della Ue, tra cui indennizzi in caso di ritardi sulle tratte internazionali. Riunito in seduta plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato una relazione dell’europarlamentare belga Dirk Sterckx, sui diritti e gli obblighi dei passeggeri ferroviari.

Dall’autunno 2009 i passeggeri dei treni europei potranno godere dal 2009 degli stessi diritti minimi in tutti i 27 Stati membri della Ue, tra cui indennizzi in caso di ritardi sulle tratte internazionali. Riunito in seduta plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato una relazione dell’europarlamentare belga Dirk Sterckx, sui diritti e gli obblighi dei passeggeri ferroviari.

Il regolamento, che entrerà in vigore nell’autunno 2009, due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, riguarda in particolare le disposizioni riguardanti i requisiti minimi per le informazioni da fornire ai passeggeri prima, durante e dopo il viaggio, le condizioni contrattuali, la responsabilità delle imprese ferroviarie in caso di incidenti, ritardi o soppressioni di treni (compresi i risarcimenti), ma anche le condizioni per l’assistenza alle persone a mobilità ridotta.

Le nuove disposizioni Ue consentiranno ai passeggeri di chiedere all’impresa ferroviaria un indennizzo in caso di ritardo tra il luogo di partenza e il luogo di destinazione indicati sul biglietto. I risarcimenti minimi ammontano al 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo tra 60 e 119 minuti e al 50% in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti. In caso di ritardo superiore a 60 minuti, inoltre, i passeggeri avranno anche il diritto di chiedere gratis pasti e bevande, una sistemazione in albergo (se necessario) e il trasporto per raggiungere l’hotel, nonché un trasporto alternativo se il treno non potesse proseguire.

A Strasburgo, l’Aula ha anche dato il suo via libera definitivo alla liberalizzazione delle tratte internazionali (pari al 5% del traffico totale), anche per rispondere alla concorrenza dalle compagnie aeree a basso costo, e ad una direttiva sulla certificazione dei macchinisti europei, che consentirà una maggior mobilità professionale nell’area della Ue.

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