Tre giorni perfetti ad Atene

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Caratterizzata in egual misura da grazia e trasandatezza, Atene è un’inebriante commistione di storia e inquietudine. La vita sociale e culturale di questa città si svolge intorno e all’interno dei monumenti antichi, sui quali incombe la magnifica Acropoli, e un’inesauribile energia permea le sue gallerie d’arte, i dibattiti politici dei suoi abitanti e la street art. Visitatela con la mente aperta a scoperte casuali e sarete sicuramente ricompensati. Per aiutarvi a vedere il meglio che la città ha da offrire, ecco un pratico itinerario di tre giorni.

Veduta dell'Acropoli di Atene al tramonto Il Partenone sorveglia la città dall’alto

Primo giorno

Per orientarvi, fate una passeggiata nel centro cittadino partendo dalla celebre Acropoli, dove il Partenone sorveglia la città dall’alto, poi proseguite fino all’Agorà Romana: in epoca romana questa zona ospitava il mercato di Atene, che occupava una superficie maggiore rispetto a quella visibile. Dall’esterno si può vedere buona parte del sito, ma vi consigliamo
di entrare per osservare da vicino la ben conservata Porta di Atena Archegetis, il propileo (ingresso) del mercato, la moschea ottomana e l’ingegnosa e bellissima Torre dei Venti. Non perdete anche l’Antica Agorà, che a partire dal VI secolo a.C. fu il fulcro commerciale, politico e sociale di Atene: qui Socrate espose i principi della sua filosofia e san Paolo predicò il Vangelo.

Pranzate con un souvlaki (il fast food locale) nel leggendario Thanasis, ideale per osservare il viavai dei passanti e per il kebab con pita, pomodori grigliati e cipolle. Infine guardate le vetrine in Adrianou a Plaka.

Raggiungete poi il Museo dell’Acropoli, che espone i tesori rinvenuti nel sito, illustrando i vari periodi storici attraverso la loro stratificazione e dedicando una particolare attenzione al V secolo a.C., considerato l’apogeo dello sviluppo artistico della Grecia. Sotto i pavimenti in vetro sono visibili i resti su cui è stato costruito il museo.

Atene vista dalla collina di Filopappo ©Vangelis Koronakis/Lonely Planet

Al tramonto unitevi alla folla che passeggia in Dionysiou Areopagitou e salite sulla Collina di Filopappo, chiamata anche Collina delle Muse. Insieme alle colline della Pnice e delle Ninfe fu, secondo Plutarco, il luogo in cui Teseo e le Amazzoni si affrontarono in battaglia. Oggi questa altura ammantata di pini è un luogo rilassante per fare una passeggiata, nonché un punto strategico per fotografare l’Acropoli. Su questa collina si trovano anche alcune rovine molto suggestive.

Cenate allo Strofi con grigliate di carne e di pesce davanti all’Acropoli. Guardate un film all’aperto al Thission o al Cine Paris di Plaka. Se invece fa freddo, bevete un drink al Brettos: piccolo, deliziosamente retrò e con scintillanti pareti di bottiglie e grandi botti, propone vini, ouzo, brandy e altri liquori della casa.

Il cambio della guardia davanti alla Tomba del Milite Ignoto, Atene

Secondo giorno

Alla Tomba del Milite Ignoto osservate gli evzones (guardie) che sfilano in divisa, poi raggiungete il Museo Benaki della Cultura Greca: un museo che presenta tutti gli aspetti della cultura greca nel corso della storia, per mezzo di vaste collezioni.

Dirigetevi a sud attraversando i giardini del Museo Bizantino e Cristiano, che comprendono antiche rovine, tra cui un tratto dell’acquedotto di Pisistrato, e proseguite fino all’antico Stadio Panatenaico (un antico stadio costruito nel IV secolo a.C. e restaurato per le prime Olimpiadi moderne del 1896) poi verso il Tempio di Zeus Olimpio, il tempio più vasto di tutta la Grecia e con ogni probabilità uno dei progetti più lunghi della storia, essendo stato iniziato nel VI secolo a.C. e terminato nel 131 d.C.. Terminate il tour e l’Arco di Adriano, eretto nel 132 d.C., per segnare il confine tra i nuovi monumenti fatti costruire dall’imperatore e la città antica.

Cenate a Pangrati al Mavro Provato, oppure andate a Monastiraki, dove il Mana’s Kouzina, un locale specializzato in mayirefta, piatti della cucina casalinga greca cotti a fuoco lento, situato nei pressi di bar come il Six d.o.g.s. e il Noel. Se preferite fare uno spuntino, ad Athinaidos troverete diversi locali.

Il Tempio di Zeus Olimpio, il tempio più vasto di tutta la Grecia

Terzo giorno

Iniziate dal Museo Archeologico Nazionale, che espone la collezione di antichità greche più prestigiosa del mondo. Nel suo vastissimo palazzo ottocentesco in stile neoclassico è possibile ammirare sala dopo sala oltre 10.000 sculture, ceramiche, gioielli, affreschi e altri reperti, ai quali non riuscirete a rendere piena giustizia nel corso di una sola visita. In ogni caso, rimarrete sicuramente estasiati da ogni oggetto sul quale poserete gli occhi.

Raggiungete poi a piedi o in autobus il Mercato Centrale di Atene, tappa obbligata per i buongustai. La storica Varvakios Agora ospita il mercato della carne
e quello ittico, pieni zeppi di pesci dagli occhi brillanti e di carcasse di agnello. I suoi venditori sono noti per ignorare le direttive igieniche europee e usare ancora oggi i massicci ripiani di legno. Andate al mattino o a tarda sera, visto che ci sono tavernai sempre aperte.

Pranzate al Diporto Agoras uno dei ristoranti migliori di Atene, senza insegne. La porta a doppio battente si apre su una rustica cantina, dove non troverete il menu. La principale specialità della casa è costituita dai revythia (ceci), che potrete fare seguire da pesce alla griglia e accompagnare con il vino spillato da enormi botti. Il servizio spesso distratto fa parte del fascino di questo locale.

Con la pancia piena andate a Kolonaki per vedere le vetrine o altri musei: il Museo di Arte Cicladica e
il Museo Bizantino e Cristiano sono entrambi bellissimi. Al tramonto prendete la funicolare della Collina del Licabetto dalla quale si apre un magnifico panorama sulla città e sull’Attica, poi scendete per cenare al Filippou, sempre affollato di ateniesi che apprezzano la rinomata cucina casalinga di questa classica taverna inaugurata nel lontano 1923, all’Oikeio, con tavoli all’aperto che consentono di osservare il viavai senza pagare un conto salato.

Terminate con un cocktail in uno dei fantastici bar di Syntagma, come il Gin Joint o il Galaxy Bar. Se preferite una birra, optate per Exarhia, nota per i graffiti e gli anarchici ed è abitata da una popolazione piuttosto varia, che comprende studenti (nei pressi dell’università), artisti, immigrati, famiglie e vecchi attivisti di sinistra.

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