Tre buoni motivi per visitare subito il Parque Patagonia in Argentina

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Percorrendo la Ruta 40 sferzata dal vento, ecco che la Patagonia si profila maestosa davanti al viaggiatore. Le Ande segnano il confine frastagliato con il Cile e i rari insediamenti appaiono come miraggi. Questo è il Parque Patagonia dell’Argentina, una regione ricca di antica arte rupestre, branchi selvaggi di guanachi simili ai lama e sentieri sterminati.

Il sentiero Tierra del Colores nella sezione Cañadon Pinturas del Parque Patagonia, Argentina © Per gentile concessione di CLT Argentina / Beth Wald

Chi ha in programma un trekking intorno all’impervio massiccio del Fitz Roy a El Chalten dovrebbe considerare questa deviazione verso le propaggini meno conosciute della parte settentrionale della provincia di Santa Cruz.

Istituito nel 2015, il Parque Patagonia dell’Argentina porta lo stesso nome di un nuovo parco nazionale situato oltre il confine, in Cile, e con la sua superficie di 444.680 acri, è grande il doppio di New York City. Un quarto di questo territorio gode già dello status di parco nazionale, mentre la parte restante è ancora in fase di ripristino a cura dell’organizzazione no profit Conservation Land Trust (CLT Argentina).

Nel bel mezzo della steppa patagonica, questo paesaggio fatto di colline nei colori dell’arcobaleno, grandi mesas e sentieri tortuosi è il sosia dei deserti degli Southwest americano. Ma è anche tipicamente argentino, una regione in cui le specie endemiche stanno tornando nei loro habitat e dove le ombre delle civiltà del passato sono ancora dipinte sulle pareti di roccia.

Segnato da un passato nomade

Circa 9000 anni fa questa regione era abitata dai nomadi oggi chiamati pre-tehuelches, che trascorrevano l’estate cacciando i grandi branchi di guanachi da cui traevano pelli e carne, ritirandosi poi nei bassopiani e nei canyon riparati durante il freddo inverno.

I resti della presenza di questa popolazione abbondano nella regione, dalle punte di freccia in ossidiana ai parapetti usati per la caccia e ai siti funerari. Curiosamente, i pre-tehuelches hanno raccontato la loro storia lasciando impronte di mani su pareti di roccia incavate: i contorni scarlatti delle impronte si ottenevano soffiando una vernice minerale attraverso una cannuccia di osso cavo – ecco spiegato il nome della Cueva de las Manos.

Le impronte nella Cueva de las Manos © Per gentile concessione di CLT Argentina / Beth Wald

Sebbene esistano centinaia di siti di arte rupestre nella regione, la Cueva de las Manos è il più impressionante. Questo sito archeologico di livello mondiale presenta migliaia di mani in collage sovrapposti, alcuni dei quali risalgono al 7370 a.C.: una vista agghiacciante sullo sfondo silenzioso del canyon.

Gli antichi abitanti raffigurarono anche scene di caccia ai guanachi, danzatori e figure antropomorfe. Oltre il 90% delle ottocento impronte che vanno dalle mani di un bambino a quelle di un adulto, corrispondono alla mano sinistra, e una ha sei dita.

La maggior parte dei visitatori accede al sito attraverso una strada di ghiaia di 28 km, ma per i visitatori del Cañadon Pinturas è anche possibile fare un’escursione al sito tramite il Traditional Canyon Crossing, un circuito di tre ore e 2,6 km. Sebbene la discesa sia ripida, attraversa direttamente il canyon percorrendo una piccola passerella sul fiume Pinturas. Durante la maggior parte dell’itinerario godrete di una splendida vista del sito archeologico.

La vista dallo Yaten Trail nel Cañadon Pinturas © Per gentile concessione di CLT Argentina / Beth Wald

Chilometri di sentieri da esplorare

Attualmente si possono visitare i due settori principali del Parque Patagonia, ma sono in via di sviluppo nuovi progetti di infrastrutture che apriranno al pubblico altre aree del parco.

Appena fuori da Los Antiguos, all’estremità nord-occidentale del parco, il quartier generale della riserva ha sede nell’ex estancia (piccola fattoria o ranch) di La Ascensión, con campeggio e accesso al ventoso Lago Buenos Aires. Qui inizia il Meseta Trail.

L’escursione più lunga e impegnativa del parco, il Meseta Trail, segue un torrente gorgogliante attraverso la steppa (alla quota di 300 metri) prima di salire sulla mesa (1500 metri). Il faticoso circuito completo di 16 km richiede otto ore di cammino, ma si può spezzare con un pernottamento all’interno del parco, in una delle aree adibite a campeggio.

I sentieri più vari si trovano nel Cañadon Pinturas, nel futuro settore sud-est del parco, al quale si accede dal lodge La Posta, situato 52 km a sud di Perito Moreno.

Per ammirare il panorama percorrete il sentiero chiamato La Guanaca Trail, lungo 3,5 km, che sale sulla vetta La Guanaca (due ore per l’andata e ritorno). Il dislivello non è eccessivo, tuttavia la vista spazia a 360 gradi su una splendida distesa di alabastro e roccia rossa, e oltre la parete di roccia fino al canyon del fiume Pinturas.

Dalla stessa area di parcheggio, lo Yaten Trail attraversa il canyon fluviale e raggiunge un vecchio puesto abbandonato, ricovero stagionale usato un tempo per il bestiame. Lungo il fiume una piacevole passeggiata prosegue fino alla Cueva de las Manos oppure torna indietro percorrendo un anello che sale al Traditional Canyon Crossing. Il percorso di 9,6 km richiede 5-8 ore di cammino per l’andata e ritorno (inclusa la visita al sito archeologico).

Un branco di guanachi si staglia all’orizzonte © Carolyn McCarthy / Lonely Planet

Il ritorno della fauna nativa

Le nuove aree protette stanno favorendo un significativo ritorno della fauna selvatica in questa regione tradizionalmente dedicata all’allevamento del bestiame.

Nel XXI secolo gli esperti hanno scoperto che non è sufficiente istituire un parco nazionale per garantire automaticamente la tutela del suo territorio, poiché per ripristinare un ecosistema nella sua totalità devono esservi presenti tutte le specie native originarie.

In Patagonia ciò significa consentire il ritorno dei predatori dominanti, come il puma, e garantire che vi sia anche una popolazione sana di altre specie di fauna tra cui l’armadillo e il nandù di Darwin, un parente dello struzzo che corre zigzagando sulle sue esili zampe.

Il team di CLT Argentina che si occupa del ripopolamento della fauna selvatica sta mettendo i collari radio a puma, guanachi e viscacce (una specie di roditore con coda e lunghe orecchie) per comprendere meglio il comportamento e i movimenti di questi animali. Lo staff di biologi è ottimista sul fatto che l’osservazione del puma, un’attività che ha avuto successo nei dintorni del Parco Nazionale Torres del Paine in Cile, possa stimolare il turismo sostenibile anche in questa zona.

Non c’è bisogno di un segnale radio per trovare la viscaccia, che si crogiola al sole sulle rocce © Carolyn McCarthy / Lonely Planet

Sullo sfondo del cielo azzurro, i condor andini dall’apertura alare grande come quella di uno pterodattilo si lasciano trasportare dalle correnti termiche sopra il canyon, e i guanachi, sebbene notevolmente ridotti rispetto ai numeri del passato, attraversano la steppa fulva.

Almeno per il momento, il puma rimane alquanto elusivo, ma il futuro si profila luminoso grazie al maggiore impegno per la conservazione dell’ambiente, e i visitatori del Parque Patagonia apprezzeranno l’emozione di tornare alle loro origini nomadi.

Come visitare il Parque Patagonia

Pernottamento

Nel Cañadon Pinturas

La Posta (prenotazioni +54 9 297 433-6261; [email protected]). Punto di partenza di alcuni bellissimi sentieri, questa estancia ristrutturata è il posto migliore dove alloggiare per gli escursionisti e i ciclisti che percorrono lunghi itinerari: un quieto rifugio in mezzo al nulla, tra i nandù addomesticati che pascolano nei pressi. Offre otto camere alimentate a energia solare, i pasti e il wifi. Sarà possibile prenotare dopo l’inaugurazione del lodge nel novembre 2019.

A Perito Moreno

Hostería Municipal (Estrada 1099, 011-15-2260-6666). Situata su un’altura alle spalle del centro di Perito Moreno, questa sistemazione aperta tutto l’anno è pulitissima e ha un buon rapporto qualità-prezzo, una luminosa sala per la prima colazione e servizio attento.

Nei pressi di Los Antiguos

La Ascensión Camping (gratuito) si trova presso il quartier generale del parco, e dispone di aree picnic al coperto in riva al Lago Buenos Aires. Lungo il Mesa Loop Trail si può piantare la tenda presso alcune aree designate, con piccoli capanni per cucinare e latrine a compostaggio.

Attrattive

  • Parque Nacional Patagonia (gratuito) Sito ufficiale dei parchi nazionali argentini.
  • Parque Patagonia Sito dell’ente CLT Argentina che pubblica eccellenti cartine e informazioni sulle attrattive della regione e sui sentieri del futuro parco nazionale.
  • Cueva de las Manos Visite guidate ogni ora.
  • Museo Carlos Gradin A Perito Moreno, questo nuovo museo rende omaggio a uno dei pionieri dell’archeologia nella regione. Qui i visitatori troveranno informazioni sulla cultura e la storia dei nomadi, nonché sulla realizzazione delle pitture rupestri. Una sezione è dedicata ai bambini e inoltre sono disponibili interessanti visite guidate (in spagnolo).

Visite guidate

Le seguenti agenzie regionali conducono i visitatori nel Parque Patagonia e alla Cueva de las Manos:

  • Zoyen Turismo Situata a Perito Moreno, ha l’esclusiva dei tour all’Alero Charcamata, un eccellente sito di arte rupestre situato in una proprietà privata.
  • Chelenco A Los Antiguos, organizza dei tour che visitano i parchi nazionali del Cile e dell’Argentina.

Trasporti

Oggi quasi interamente asfaltata, la Ruta 40 può essere percorsa in automobile; un veicolo alto da terra è la soluzione migliore, ma occorrerebbe un fuoristrada per visitare alcuni siti secondari lungo il tragitto.

Fonte articolo originale

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