Trasporto aereo – Nuovo regolamento Ue sui liquidi da paesi terzi

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I liquidi acquistati nei duty free di Paesi terzi potranno essere introdotti anche negli scali dell’Unione europea, ma solo a patto che siano osservati standard equivalenti di sicurezza. È quanto prevede un regolamento adottato dalla Commissione, che produrrà i suoi primi effetti dal prossimo autunno. Le nuove regole sono state prese per risolvere i problemi incontrati dai passeggeri aerei che provengono dai Paesi terzi portando nel bagaglio a mano liquidi acquistati nei duty-free e che desiderano trasferirli in un secondo aeroporto di transito nell’Ue.

I liquidi acquistati nei duty free di Paesi terzi potranno essere introdotti anche negli scali dell’Unione europea, ma solo a patto che siano osservati standard equivalenti di sicurezza. È quanto prevede un regolamento adottato dalla Commissione, che produrrà i suoi primi effetti dal prossimo autunno. Le nuove regole sono state prese per risolvere i problemi incontrati dai passeggeri aerei che provengono dai Paesi terzi portando nel bagaglio a mano liquidi acquistati nei duty-free e che desiderano trasferirli in un secondo aeroporto di transito nell’Ue.

Una bottiglia di vino acquistata a San Francisco, ad esempio, non sarà più confiscata al passeggero che arriva a Milano, facendo scalo a Francoforte. Il regolamento adottato oggi permetterà infatti alla Commissione di verificare se standard equivalenti a quelli usati nell’Ue sono applicati anche nel Paese terzo da cui i liquidi provengono e se gli standard complessivi della sicurezza aerea siano soddisfacenti. Con il rispetto di queste clausole, sarà quindi possibile portare all’interno degli aeroporti dell’Ue liquidi comprati anche nei duty-free di paesi extra Ue.

Le prime decisioni sulle esenzioni tuttavia, precisa la Commissione, sono attese solo per il prossimo autunno. Oggi una qualsiasi quantità di liquido che sia superiore ai livelli consentiti (100 ml) devono essere abbandonati all’aeroporto d’ingresso nell’Ue perchè non c’è modo di dimostrare che il prodotto sia stato soggetto nello scalo di partenza agli standard di sicurezza previsti invece nella vendita agli scali Ue.

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