Toy Story arriva ad Eurodisney

Condividi questo articolo su :

Inaugurato il Toy Story Playland al parco Disney Studios di Parigi. Entrate in crescita nonostante la crisi.

«Go! Go! go!». Quando il comandante dei soldatini verdi impartisce l’ordine, i sei paracadute precipitano nel vuoto e i parchi Disney che fino a quel momento si stagliavano davanti agli occhi scompaiono in pochi secondi di discesa. A pochi metri di distanza Slinky Dog continua a correre dietro alla propria coda, in un moto perpetuo altalenante che fa sperimentare a chi siede nei vagoncini di cui è composto il suo dorso il significato della forza centrifuga.

Inaugurato il Toy Story Playland al parco Disney Studios di Parigi. Entrate in crescita nonostante la crisi.

«Go! Go! go!». Quando il comandante dei soldatini verdi impartisce l’ordine, i sei paracadute precipitano nel vuoto e i parchi Disney che fino a quel momento si stagliavano davanti agli occhi scompaiono in pochi secondi di discesa. A pochi metri di distanza Slinky Dog continua a correre dietro alla propria coda, in un moto perpetuo altalenante che fa sperimentare a chi siede nei vagoncini di cui è composto il suo dorso il significato della forza centrifuga.

La stessa che i più coraggiosi, ma soprattutto quelli dallo stomaco forte, sperimentano sul bolide RC Racer che oscilla avanti e indietro fino a sfidare, nel suo punto più alto, le leggi della gravità. Benvenuti al Toy Story Playland, l’area a tema dedicata alla saga di Woody e Buzz Lightyear che, con il taglio del nastro di sabato notte, ha aperto ufficialmente i battenti. È l’ultima nata al parco Walt Disney Studios che affianca Disneyland Paris ed è stata da subito una delle più gettonate: code e tempi di attesa, nella giornata di sabato, hanno superato i 60-70 minuti. Il Playland non è però solo la somma di tre diverse attrazioni: nelle intenzioni degli imagineer di Disney, gli ingegneri dell’immaginazione che hanno il compito di trasformare storie e personaggi in congegni meccanici, coreografia e soprattutto emozioni da vivere, hanno pensato di invertire il concetto che sta alla base di Toy Story: mentre nel cartoon della Pixar i giocattoli si animano quando non c’è nessuno che li possa vedere, in questo nuovo mondo sono i visitatori che rimpiccioliscono al livello dei giocattoli.

Tutto è gigantesco, a partire da un enorme Buzz che appostato sopra ad alcuni cubi di costruzione fa da vedetta, pronto ad avvisare gli altri qualora Andy, di cui restano sul terreno solo due enormi impronte lunghe dieci metri, ritorni. L’ambientazione è il cortile della casa del protagonista del film, che dopo avere giocato abbandonato i suoi giocattoli, che sono così pronti per nuove avventure. «La sfida più grande – spiega al Corriere l’ing. David Wilson, projec executive dell’Imagineering team di Eurodisney – è stata proprio fare in modo che il visitatore diventasse un giocattolo tra i giocattoli, immerso in un mondo del tutto irreale. Ci sono impianti luce, altoparlanti, dispositivi di sicurezza: ma nel Playland non si vedono perché tutto è stato a sua volta camuffato, trasformato in giocattolo». È la prima area al mondo di questo genere e debutta proprio a poche settimane dall’uscita di "Toy Story 3 – La grande fuga", che ha tenuto banco nei botteghini di tutto il mondo e in quelli europei in particolare. Solo in Italia, dove è uscito il 7 luglio, ha incassato ad oggi circa 14 milioni di euro. Senza contare tutto il merchandising e i prodotti collaterali, dai libri al videogame realizzato in diverse versioni e per tutti i tipi di console.

Parigi ha dunque battuto sul tempo anche il parco di Anheim, in quella California che è patria della Pixar, che fu il primo inaugurato partendo da un concept ideato dallo stesso Walt Disney, che voleva uno spazio dove i suoi nipotini e tutti i bambini americani (e ora del mondo) potessero toccare con mano e vivere in prima persona la magia di Mickey and Co. «Il Toy Story Playland funziona, ce ne rendiamo conto dalla risposta dei visitatori, e ne siamo particolarmente soddisfatti – dice ancora Wilson -. Per questo sarà riprodotto nei prossimi mesi anche nel parco Disneyland di Tokyo». Un progetto che ha avuto una gestazione di circa 28 mesi dall’inizio della fase di ideazione all’apertura al pubblico, un periodo tutto sommato breve considerando la complessità di tradurre una storia di fantasia in un’attrazione, coniugando dunque creatività, design e tecnologia. Vi hanno lavorato nelle varie fasi tra le 2 e le 3 mila persone, ognuna con le proprie specifiche competenze. Ma tutte accomunate da un’unica caratteristica: «Essere bambini dentro – dice sorridendo Wilson – È l’unico modo per far parte del nostro team, il principale degli skill che chiediamo sia presente nel curriculum di ogni componente dello staff».

Lavorare con i giocattoli è tutt’altro che un gioco, vista la mole di lavoro e i problemi che si devono affrontare. «Però ci si avvicina molto». Il debutto del playland, che si affianca al Buzz Lightyear Space Blast del parco Disneyland, arriva nel pieno del "Festival della nuova generazione", lanciato la scorsa primavera per suggellare l’integrazione fra i personaggi classici – Mickey, Paperino, Pippo, le principesse e il resto della vecchia banda Disney – e quelli più recenti, da Tiana agli Incredibili ai personaggi partoriti dalla Pixar: quelli di Toy Story ma anche il Remy di Ratatouille o Sully e Mike di Monsters and Co. Un’alleanza, quella tra Disney e Pixar, che si è rivelata strategicamente azzeccata, sia dal punto di vista strategico-economico, sia da quello del gradimento del pubblico. Non solo: la festa per il debutto del Toy Story Playland arriva in concomitanza con i risultati del terzo quadrimestre che parlano di una crescita delle entrate del 5% con un incremento anche nella propensione alla spesa da parte dei visitatori. Lo scorso anno si era chiuso con un totale di circa 15 milioni e mezzo di presenze e un tasso di occupazione degli hotel del gruppo pari all’84% su base annua, un risultato notevole. «Non a caso – sottolinea Norbert Stiekma, vicepresidente dell’area vendite e distribuzione della Eurodisney Sca – in questi anni abbiamo anche continuato ad assumere. Oggi diamo lavoro direttamente a 14 mila persone e ad almeno altre 50 mila dell’indotto. Siamo la prima destinazione turistica europea». Disney ancora una volta ha fatto una magia.

Fonte: www.corriere.it

Condividi questo articolo su :

Benvenuto su ZonaViaggi.it !

Tieniti sempre informato sulle nostre novità seguendoci sui social

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: