Tour del Cile del nord: una settimana tra suggestivi deserti

Cosa ne dite di qualche notte sotto le stelle, osservando le ombre dei condor sulle vette che circondano il deserto? Dovrete avere un fuoristrada e un’abbondante scorta di cibo, acqua e carburante, ma l’avventura è assicurata con questo tour di una settimana tra i deserti del Cile del nord.

Cominciate con un po’ di surf a Iquique, per provare le onde di Playa Cavancha e Playa Huaiquique, poi lanciatevi da una scogliera con un parapendio in tandem. Scaricate l’adrenalina e rallentate il ritmo con una passeggiata contemplativa nelle città fantasma di Santa Laura e Humberstone, dove potrete vagare fra le case abbandonate e ammirare il fatiscente splendore di questi centri, un tempo prosperi.

Pisagua

Proseguite verso nord, magari con una tappa nella remota località costiera di Pisagua. Porto animato all’epoca del boom dell’estrazione dei nitrati, diventata poi una colonia penale, oggi è quasi abbandonata e stranamente romantica, con i raccoglitori di alghe al lavoro accanto a palazzi in rovina.

Dopo essere stata utilizzata come campo di prigionia, dove venivano rinchiusi gli oppositori di Pinochet, la cittadina sembrava destinata a scivolare nell’oblio, ma la scoperta di numerose fosse comuni nel cimitero provocò riportando la piccola Pisagua sotto gli occhi del mondo.

Oggi è un tranquillo villaggio di pescatori con un’atmosfera inquietante e surreale, con diverse maestose e fatiscenti testimonianze degli sfarzi risalenti all’epoca dei nitrati; da non perdere il vecchio cimitero spazzato dal vento sulla collina.

Arica

Ritrovate il sorriso nell’assolata Arica dove, sotto lo scenografico promontorio di El Morro, vi aspettano il surf e le mummie chinchorro ben conservate nel piccolo museo.

Calda e soleggiata tutto l’anno, offre belle spiagge color ocra a pochi passi dal centro. Il tutto è completato da favolosi break per il surf e dal suggestivo campo di battaglia di El Morro, teatro di uno scontro cruciale della Guerra del Pacifico, che invogliano il visitatore a fermarsi ancora un giorno o due prima di proseguire alla volta del vicino Parque Nacional Lauca, o prendersi un pomeriggio alternativo rispetto alla routine.

Le mummie chinchorro

Le mummie chinchorro sono le salme conservate in modo artificiale più antiche che si conoscano al mondo, anteriori di oltre due millenni alle mummie egizie. Furono le piccole comunità indigene che vivevano di pesca e caccia lungo la costa del Perù meridionale e del Cile settentrionale a iniziare, intorno al 7000 a.C., questa pratica di conservazione dei corpi.

Finora sono state scoperte diverse centinaia di mummie chinchorro appartenenti a individui di tutte le età; non esistono prove che la mummificazione fosse riservata unicamente alle persone di rango più elevato. È interessante notare che alcune mummie sono state ridipinte più volte, forse perché i chinchorro le conservavano, e probabilmente le esponevano, per lungo tempo prima di seppellirle definitivamente. Millenni dopo, i conquistadores furono inorriditi da pratiche simili in uso presso gli inca, che mummificavano gli antenati per abbigliarli a festa e portarli in processione durante le feste religiose.

I parchi del nord

Dalla costa dirigetevi verso l’entroterra lungo la Ruta 11, che supera geoglifi, cappelle coloniali e nebbiosi borghi montani fino al bel villaggio andino di Putre. Riprendete fiato per un paio di giorni in questa località situata a 3.530 metri.

Una volta abituati all’altitudine andate nel vicino Parque Nacional Lauca, dove potrete ammirare il cono perfetto del Volcán Parinacota, girare per l’omonimo minuscolo villaggio aymara e camminare intorno al grazioso Lago Chungará, oltre ad avvistare la sorprendente fauna e flora di questa Riserva della Biosfera riconosciuta dall’UNESCO.

Parque Nacional Lauca

Lauca offre alcuni spettacolari panorami dell’altiplano, con vulcani spruzzati di neve, laghi scintillanti e isolate sorgenti termali. Ospita anche graziosi villaggi montani e una flora e una fauna assai varie.

La principale attrazione di Lauca è lo splendido Lago Chungará, uno dei laghi più alti del mondo, le cui sponde danno ospitalità a un’avifauna particolarmente numerosa. Le sue acque scintillanti sono dominate dal cono assolutamente perfetto del Volcán Parinacota, un vulcano inattivo con un gemello appena oltre confine, il Volcán Pomerape. Questi vulcani dalle cime incappucciate di neve potrebbero addirittura sembrare dipinti, mentre il Volcán Guallatire sbuffa fumo nero poco più a sud.

Il parco confina con altre due aree protette, la Reserva Nacional Las Vicuñas e il Monumento Natural Salar de Surire. Un tempo queste due riserve facevano parte del parco, mentre oggi formano due entità tecnicamente distinte, pur essendo gestite ambedue dal Conaf. Vale la pena di organizzare un’escursione più lunga in modo tale da vedere tutti e tre i parchi.

Le precipitazioni e la vegetazione aumentano di pari passo con l’altitudine e la distanza dalla costa; nel parco può nevicare anche durante la piovosa stagione estiva, detta invierno boliviano, quando una fitta nebbia avvolge spesso le strade di accesso al parco nella precordillera.

Reserva Nacional Las Vicuñas

Più a sud, la remota Reserva Nacional Las Vicuñas ospita migliaia di vigogne e pochi ne disturbano il ritmo di vita, quindi adottate un comportamento rispettoso anche voi. Proseguite ancora verso sud, lungo strade impegnative che attraversano magnifici paesaggi e l’isolato pianoro salato del Monumento Natural Salar de Surire con le sue tre specie di fenicotteri (tra dicembre e aprile se ne avvistano di più): la vostra avventura si concluderà nel remotissimo Parque Nacional Volcán Isluga.

Dominato dalla minacciosa mole fumante del Volcán Isluga, il parco è disseminato di minuscoli villaggi abitati da poche coraggiose famiglie dedite alla pastorizia o, a volte, paesini del tutto deserti. Il villaggio di Isluga, anch’esso disabitato, ha la funzione di pueblo ritual (villaggio cerimoniale), dove alcune famiglie di nomadi si radunano per celebrare i loro culti nella pittoresca chiesa in adobe risalente al XVII secolo. Il parco, che occupa un’area di 1.750 kmq, è caratterizzato da una flora e da una fauna simili a quelle del Parque Nacional Lauca, ma è assai meno visitato.

Quando andare

Il tour dei deserti del Cile del nord può rivelarsi impegnativo. Un aiuto da parte del clima è sicuramente prezioso. Da settembre a novembre e da fine febbraio ad aprile, ovvero, rispettivamente, la primavera e l’autunno sono, in assoluto, i periodi migliori. Da evitare l’estate (che va da dicembre a marzo) perché le temperature potrebbero essere eccessivamente elevate.

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