Tolosa

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Alla scoperta della quarta metropoli francese per numero di abitanti, nel sud ovest del Paese, a 100 chilometri dai Pirenei. È un centro di origini antiche, ricco di chiese, musei e testimonianze storiche.
Ponte tra Medioevo ed era spaziale, Tolosa vede svettare nel suo cielo torri gotiche ed avveniristici aerei. Un gusto irrefrenabile per le altezze vertiginose che ha portato dalle mistiche costruzioni degli operai di dio al primo Aviòn di Clement Ader, fino alla Città dello Spazio con la sua stazione Mir e il missile Arianne, passando per le gambe sensuali slanciate in uno sfrenato can can dal pennello di Toulouse Lautrec, ultimo conte di Tolosa.

Alla scoperta della quarta metropoli francese per numero di abitanti, nel sud ovest del Paese, a 100 chilometri dai Pirenei. È un centro di origini antiche, ricco di chiese, musei e testimonianze storiche.
Ponte tra Medioevo ed era spaziale, Tolosa vede svettare nel suo cielo torri gotiche ed avveniristici aerei. Un gusto irrefrenabile per le altezze vertiginose che ha portato dalle mistiche costruzioni degli operai di dio al primo Aviòn di Clement Ader, fino alla Città dello Spazio con la sua stazione Mir e il missile Arianne, passando per le gambe sensuali slanciate in uno sfrenato can can dal pennello di Toulouse Lautrec, ultimo conte di Tolosa.

Una storia impegnativa che non l’ha mai fatta sentire seconda a Parigi e che le ha fatto scegliere come motto «Per Tolosa totjorn mai» (Per Tolosa sempre di più), e così è stato ed ancora oggi è. Una città ambita da tutti per la sua posizione strategica dovuta al facile guado sulla Garonna, punto di incontro e di scambio tra Pirenei, Mediterraneo ed Atlantico. Città ricca e città colta: nella sua università, fondata nel 1229, si disquisiva di teologia e di Aristotele. Città santa con la basilica di Saint Sernin sul Cammino di Santiago di Compostela e città di santi, pur se d’importazione: per volere di papa Urbano V, nella chiesa dei Jacobins, riposano dal 1368 le spoglie del Doctor Angelicus, "il buon Fra’ Tommaso".

Città, nel Rinascimento, diventata ancora più ricca, paese della cuccagna per via del pigmento blu delle sfere di guado (cuccagne) che, prima di venire soppiantate dall’indaco, sovvenzionarono la costruzione di magnifici palazzi di granito rosa. Città vitale traboccante di studenti: nel 1500 gli universitari erano 10 mila, oggi 120 mila, più di un quinto dell’intera popolazione. Città intellettuale, sede di una delle più antiche accademie letterarie dell’Occidente, l’Academie des Jeux Floraux, figlia della Gaia Scienza.

Di temperamento ribelle covò nel suo seno catari e calvinisti e diede asilo ad antifascisti come Bruno Trentin e Giuseppe Dozza. Fu proprio il Documento di Tolosa del 1943 l’embrione del nostro Comitato di Liberazione Nazionale. Una città con una vocazione alla sperimentazione che non ha paura di immaginare futuri che ad altri paiono poco probabili.

Da qui partì il primo servizio regolare di posta aerea, quegli Aeropostal guidati da piloti romantici e sognatori come Antoine de Saint Exupery. Da qui è partito il Concorde ed oggi si assemblano i mega jet Airbus da 800 passeggeri e gli italo-francesi Atr turboprop. Eppure ai tolosani non basta: vogliono ancora “sempre di più” e così si lavora a pieno ritmo nel campo della medicina, nel 1011 verra inaugurata Cancéropol, ed è stato aperto un nuovo fronte sulle nanotecnologie: il progetto nanò.

Tra tanti fermenti ci si potrebbe immaginare una città veloce, stressata e futuristica e invece non è affatto cosi: la Ville Rose ha mantenuto il suo colore, l’aspetto di centro medievale e ancor di più il passo di un tempo che fu. Per una precisa normativa urbanistica i suoi palazzi devono essere ricoperti all’esterno da mattoni, il traffico non è caotico, la temperatura mite, i corsi d’acqua, tra Garonna, Canal du Midì (opera del Re Sole e Patrimonio dell’Umanità), Canal laterale e Canal de Brienne onnipresenti e la teoria di chiese stupefacenti.

Impossibile preferirne una all’altra. Si percorre rue Saint Bernard con gli occhi puntati su Saint Sernin e il suo campanile ottagonale, ricordo di minareto arabo, e poi ci si perde tra i suoi bassorilievi opera di anonimi, eccelsi artigiani. Da una colonna spuntano due misteriosi piedi neri, sotto una cassetta per le offerte a San Cristoforo patrono di tutti i viandanti. È qui che vengono i tolosani per assicurare ai propri figli un andare spedito. E da qui, come dalla chiesa di Saint Etienne, passano i camminatori per Compostela con il loro bastone ancora ornato di Conchiglie Saint Jacques.

Forse la chiesa più particolare si scorge da Rue du Taur. Una bella strada dritta contornata da piccoli negozi che porta in piazza del Capitoul. All’inizio si pensa di essere vittime di un effetto ottico bidimensionale ma non è così: la parte superiore della chiesa in mattoni,Notre Dame du Taur, è proprio fatta a sogliola. Antiche beghe del clero unite a mancanza di fondi e voilà un risultato strabiliante.

E per le vie del centro lo stupore non abita solo le chiese ma anche gli hotel particuliere, le case private di nobili e ricchi mercanti. La più sontuosa è l’Hotel Assezat, sede della Fondazione Bemberg. Interessante anche una visita al Capitoul/Campidoglio che ospita il Teatro Nazionale dove ampi corridoi e saloni affrescati raccontano per immagini la storia della città. E la storia di Tolosa si apprende anche visitando il Museo di Belle Arti Les Augustins.

Realizzato in un ex convento, scenario perfetto per un mistery d’autore con tanto di giardino medievale: propone, oltre a inquietanti sculture romaniche e gotiche, quadri del Guercino, del Perugino, di Rubens, Corot e Courbet. Il Museo di Arte Contemporanea Les Abattoirs merita un discorso a parte mentre da sperimentare è una passeggiata sugli argini della Garonna e una gita con i Bateux Mouche: Tolosa per conoscerla bisogna non solo percorrere i suoi ponti, come il Pont Vieux, e le su strade, ma viverla anche dall’acqua.

Fonte: www.repubblica.it

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