Thaiti e le perle nere

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Simbolo di stile e di eleganza in tutto il mondo, la perla nera è anche uno dei simboli indiscussi di Tahiti. Tanto che in Polinesia Francese il Governo ha creato un gruppo di interesse economico a sua tutela: si tratta del GIE Perles de Tahiti che si occupa anche della sua promozione in tutto il mondo. Intorno alla perla nera, splendida, elegante, ricercatissima, sono nate anche tantissime leggende, alcune delle quali molto romantiche. Ecco, ad esempio, quella che racconta di come la Luna – Te’ava’e – brilli sopra l’Oceano Pacifico per attirare le ostriche verso la superficie dell’acqua, dove poi le impregna di rugiada celeste.

Simbolo di stile e di eleganza in tutto il mondo, la perla nera è anche uno dei simboli indiscussi di Tahiti. Tanto che in Polinesia Francese il Governo ha creato un gruppo di interesse economico a sua tutela: si tratta del GIE Perles de Tahiti che si occupa anche della sua promozione in tutto il mondo. Intorno alla perla nera, splendida, elegante, ricercatissima, sono nate anche tantissime leggende, alcune delle quali molto romantiche. Ecco, ad esempio, quella che racconta di come la Luna – Te’ava’e – brilli sopra l’Oceano Pacifico per attirare le ostriche verso la superficie dell’acqua, dove poi le impregna di rugiada celeste.

Levigate dal tempo, le ostriche ritornano fra gli abissi e serbano questo splendore celeste al loro interno: la piccola perla che ospitano diventa così diversa da tutte le altre perle del mondo, rivestita da un abito che brilla di blu, verde, rosa, oro tipico della perla nera della Polinesia Francese. O quella secondo cui le perle di Tahiti sono un dono del dio Oro, re del Firmamento. Quando Oro, dio di pace e di fecondità, scese sulla terra per trovare una moglie mortale, viaggiò lungo l’arcobaleno, le cui estremità erano il cielo e la terra. Man mano che Oro camminava lungo l’arcobaleno, quasi scivolasse su una tavola, alcune gocce di colore caddero dall’arco e così facendo mescolarono i loro colori e la loro luce al chiaro di luna. Rotolarono dolcemente verso il mare della Polinesia Francese, custodendo il loro prezioso contenuto, le perle nere. Ancora oggi le ostriche che riposano nei fondali dell’Oceano Pacifico sono guardiane delle perle, tesoro segreto e simbolo regale di Tahiti e le sue isole. Leggende a parte, fatto sta che i fondali marini della Polinesia Francese sono da millenni la culla naturale della perla nera, frutto della combinazione di animale e minerale: una varietà di madreperla unica al mondo, tanto delicata da aver bisogno di un ambiente lagunare incontaminato per svilupparsi.

Una perla che è da sempre simbolo di eleganza, di esotismo e sensualità e che, con questo potere unico, ha sedotto celebrità e icone della moda. Stilisti come Jean Paul Gaultier, Karl Lagerfeld, Alexander McQueen e molti altri l’hanno usata per le loro collezioni. Bellezze come Kate Moss, Sharon Stone, o Liz Taylor recentemente scomparsa, la indossano. Ma come sono queste famose perle? La forma delle perle nere di Tahiti varia parecchio: possono essere rotonde, semirotonde, semibarocche, a goccia, cerchiate, barocche. Anche le dimensioni contano: vanno da 7/8 mm a 21 mm di diametro. E la loro superficie può essere perfettamente liscia o presentare piccole imperfezioni più o meno evidenti. La brillantezza può essere eccellente, media o leggera. Perfino lo spessore delle valve può incidere sulla qualità della perla, sia esso molto spesso, spesso o fine. Da ultimo, è importante osservare il colore di fondo, i riflessi, i tratti e le sfumature.

Shopping di perle nere a Tahiti. Ecco gli indirizzi per non sbagliare

Indossata con un semplice cordoncino di caucciù o montata con metalli preziosi come l’oro o l’argento: la perla nera di Tahiti impreziosisce ogni donna. E nessuna donna potrà resistere alla tentazione di indossarne una. Piccoli capolavori acquistabili nelle prestigiose boutique, presso le ferme perlière, o al mercato di Papeete. Chi volesse acquistarne una già “montata” in splendidi gioielli, potrà andare sul sicuro nelle boutique di perle gestite da Robert Wan, magnate dell’industria perlifera, sia a Papeete che presso l’Intercontinental Resort Tahiti (www.tahiti.intercontinental.com) o presso il Museo della perla di sua proprietà, così come nelle principali isole dell’arcipelago della Società, presso il Moorea Intercontinental Resort, l’Hilton Moorea Lagoon Resort & SPA, la boutique Tahiti Perles Vaitape di Bora Bora, il Bora Bora Intercontinental Resort (www.tahiti.intercontinental.com), il St Régis resort di Bora Bora e il Bora Bora Nui Resort & SPA.

Chi preferisse acquistare una perla “nuda” potrà andare in una delle tante ferme perlière presso cui è praticato l’allevamento delle ostriche Cumingi. La vendita “dal produttore al consumatore” è un’opzione che consente di scegliere alla fonte la perla e montarla poi secondo il proprio gusto: un must per chi ama il tailor-made, anche in fatto di gioielli. Tra gli indirizzi utili Tikahera con una vasta scelta il cui listino si può consultare anche on line (www.tikahera.com).
 
Infine, per chi ama stupire, diversi sono gli scultori di madreperla, che abbinano la nacre (il guscio della conchiglia che racchiude la perla) alle perle, creando degli autentici capolavori dal gusto puramente tahitiano. Hiro Ou Wen (www.ouwenhiro.com) è uno di questi: grazie alla sua sapiente maestria la madreperla prende vita e le perle incastonate nei suoi lavori sono quanto di più magico si possa trovare a Tahiti: esclusivo e unico.
 
Per chi decidesse di tornare da una vacanza in Polinesia con una di queste preziose gemme, ecco infine qualche istruzione per l’suo. Da sapere innanzitutto che, in Polinesia Francese, la denominazione commerciale "Tahiti Cultured Pearl" è riservata esclusivamente alle perle coltivate ottenute da innesti nell’ostrica locale detta Pinctada Margaritifera, varietà Cumingi. Da sapere anche che, una volta acquistate, delle perle bisogna prendersi cura, con pochi piccoli accorgimenti: conservarle separatamente da altri gioielli, meglio ancora in un sacchetto in tessuto leggermente umido; usare un tessuto pulito ed umidificato con acqua pura (non clorata) per pulirla; evitare tutti i contatti con il trucco, prodotti solari, sudore, profumi e prodotti di bellezza.

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