Tatuaggi e viaggi: i paradisi nascosti per il vostro travel tattoo

Che siate appassionati di tatuaggi, di viaggi o di entrambi, sarà impossibile restare indifferenti davanti all’abilità dei popoli che da sempre praticano l’arte del tattoo in luoghi paradisiaci come la Nuova Zelanda, le isole Marchesi o Samoa. Non a caso i loro disegni raccontano una simbiosi totale con la natura, espressione di un rispetto antico e vissuto attraverso i gesti quotidiani: oceano blu e potente, foreste rigogliose, crateri vulcanici, lagune e cascate punteggiano il paesaggio, ma potrebbero decorare anche la vostra pelle.

1. Cultura māori, Nuova Zelanda

Anche se il rugby vi intessa poco, avrete sentito parlare degli All Blacks, l’imbattibile squadra nazionale della Nuova Zelanda che non sarebbe un mito planetario senza i fantastici giocatori māori. E questo è solo un esempio di come la cultura māori sia parte integrante della contemporaneità: in tutto il paese è possibile sentir parlare māori, guardare la TV māori, vedere i marae (case delle riunioni), partecipare agli hangi (feste māori) o assistere a canti e danze māori (di solito alla famosissima haka o danza di guerra). Senza scordare i bellissimi ta moko, tatuaggi tradizionali māori (spesso realizzati sul viso).

Ta moko: i tatuaggi Maori

Ta moko è l’arte māori del tatuaggio, che gli uomini portano per tradizione sul viso, sulle cosce e sui glutei, mentre nelle donne interessa il mento e le labbra. I moko erano solchi permanenti incisi nella pelle per mezzo di pigmenti (ricavati da bruchi bruciati o dalla fuliggine dell’albero kauri) e ceselli d’osso: pettini sottili e aguzzi per i disegni più ampi e lame dritte per i particolari più minuti.

Gli strumenti tradizionali utilizzati per eseguirli sono esposti in tutti i musei delle principali città: Auckland Museum, Te Papa (Wellington) e Canterbury Museum (Christchurch). Per i moko oggi si usa comunemente la pistola da tatuaggi, ma i ceselli d’osso stanno tornando in auge tra quanti vogliono riallacciarsi alle antiche tradizioni.

Da quando la cultura māori è stata riscoperta negli anni ’60, vari artisti hanno iniziato a dedicarsi a questa pratica e oggi sono numerosi i māori che portano i loro tatuaggi con orgoglio, ma senza ostentazione. I visitatori interessati al mondo dei tatuaggi māori ed eventualmente disposti a farsene fare uno sappiano che esistono i cosiddetti kirituhi (iscrizioni della pelle), tatuaggi moderni ispirati a motivi tradizionali che non sono destinati solo ai māori.

2. Isole Marchesi, Polinesia francese

Maestose, possenti e minacciose. La natura ha modellato le Isole Marchesi in profili acuminati che si protendono spettacolari dall’oceano blu cobalto verso il cielo. Alte cascate si gettano da pareti a strapiombo, onde oceaniche si frangono su scogliere imponenti, pinnacoli di basalto svettano su foreste smeraldo e baie frastagliate sono ammantate da lingue deserte di sabbia bianca o nera.

Gli itinerari dell’entroterra sono tra i più scenografici dell’intera Polinesia Francese da esplorare a piedi o a cavallo. Qui il passato è più vicino, grazie all’abbondanza di resti archeologici precedenti l’arrivo degli europei. La cultura trova espressione nella cucina, nella danza, nella lingua e nell’artigianato, in una forma singolare e unica rispetto al resto della Polinesia Francese. Ma non aspettatevi lagune turchesi, resort eleganti e una vita notturna sfrenata: le Isole Marchesi sono piuttosto un sogno per l’ecoturismo.

I tatuaggi polinesiani

Belli ed essenziali, gli scuri motivi geometrici che spiccano sulla pelle abbronzata sono di nuovo in auge nella Polinesia Francese. Le Isole Marchesi sono celebri per aver perfezionato l’arte del tatuaggio, ma al momento il posto migliore per farsene fare uno è Tahiti, che conta il maggior numero di artisti (di cui molti delle Marchesi).

Anticamente i tatuaggi indicavano lo status sociale e i successi personali, mentre oggi sono semplici ornamenti. Spesso i disegni tradizionali vengono replicati o modificati per dare vita a nuove creazioni.

I tatuatori delle Marchesi sono considerati tra i più abili del Pacifico meridionale e sono specializzati nei caratteristici e sempre più apprezzati motivi tipici delle Marchesi. Ironia della sorte, la maggior parte di loro non lavora qui, ma in isole della Polinesia Francese di maggiore richiamo turistico (specialmente Tahiti, Mo’orea e Bora Bora) oppure all’estero. Ma non temete, potrete ancora trovare ottimi artisti anche qui. A Nuku Hiva, chiedete di Brice Haiti, mentre a Hiva Oa, Louis Bonno gode di ottima reputazione. Non esistono due tatuatori che eseguano gli stessi disegni. Entrambi questi artisti sono professionisti di alto livello e utilizzano solo aghi sterili.

3. Samoa

Calme ma vivaci, selvagge e tuttavia curate, con un’atmosfera sommessa nonostante abbiano avuto origine da esplosioni vulcaniche: le straordinarie isole Samoa sono un paradisiaco paradosso. Ma a dispetto della loro straordinaria bellezza – un mare dai toni iridescenti, giungle verde giada e cascate cristalline – sono un luogo semplice, privo di megaresort e attrattive pacchiane, e accoglienti come il sole che le scalda.

Dal punto di vista geografico e culturale, questa piccola nazione è considerata il cuore della Polinesia. I missionari ottocenteschi ebbero una profonda influenza sull’arcipelago, che è rimasto tuttavia legato al Fa’a Samoa (lo stile di vita samoano) e oggi ospita una delle società più autentiche e tradizionali di tutto il Pacifico: in alcune zone è persino più facile vedere gente che si destreggia con il fuoco piuttosto che una casa con pareti. Nonostante il loro isolamento, le Samoa offrono avventure accessibili a tutti. Dal relativo trambusto di Apia al commovente silenzio di Savai’i, qui troverete un paradiso sicuro, accogliente e facile da visitare.

Tatau, i tatuaggi delle Samoa

Le Samoa sono l’ultima nazione della Polinesia a praticare ancora diffusamente l’arte tradizionale dei tatuaggi (tatau), nonostante l’opposizione di alcuni leader religiosi. Il tradizionale pe’a (tatuaggio maschile) copre il corpo degli uomini dalla cintola alle ginocchia. Le donne possono farsi eseguire un malu (tatuaggio femminile), che copre soltanto le cosce.

L’abilità e gli strumenti del tufuga pe’a (artista di tatuaggi) si tramandavano per tradizione di padre in figlio. Per realizzare i complicati disegni sulla pelle si usavano denti di squalo affilati o zanne di cinghiale. Si credeva, inoltre, che la persona sottoposta al tatuaggio non dovesse essere lasciata sola per evitare che fosse posseduta dagli aitu (spiriti). In genere l’esecuzione del tatuaggio richiede almeno 15 giorni; una volta iniziato il disegno deve essere portato a termine, altrimenti recherà vergogna alla persona e alla sua ‘aiga.

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