Tag e Graffiti in mostra a Parigi

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In mostra fino al 26 aprile le opere di 150 writer provenienti da tutto il mondo. E ci sono anche 2 italiani.

PARIGITag e graffiti al Grand Palais. Nessun atto di vandalismo, però. Si tratta invece di un’esposizione che consacra nella Ville Lumière l’arte di strada. Arte selvaggia per qualcuno. Arte vera per il museo parigino che riunisce 150 writer di provenienza internazionale, mettendoli a confronto. Dai pionieri americani fino alle generazioni emergenti. Tra cui anche due italiani.

In mostra fino al 26 aprile le opere di 150 writer provenienti da tutto il mondo. E ci sono anche 2 italiani.

PARIGITag e graffiti al Grand Palais. Nessun atto di vandalismo, però. Si tratta invece di un’esposizione che consacra nella Ville Lumière l’arte di strada. Arte selvaggia per qualcuno. Arte vera per il museo parigino che riunisce 150 writer di provenienza internazionale, mettendoli a confronto. Dai pionieri americani fino alle generazioni emergenti. Tra cui anche due italiani.

MILANO – Tra le 300 opere esposte, tutte della collezione dell’architetto Alain-Dominique Gallizia, ci sono infatti quelle di Bo130 e Microbo. Milanesi, rappresentanti di spicco della scena writer italiana, ma attivi anche e soprattutto all’estero. «Ho passato dieci anni a Londra – spiega Bo130 -, lo scorso anno ho lavorato molto tra New York e Los Angeles. In Italia siamo ancora considerati quasi come dei nulla facenti, o come vandali, invece abbiamo writer di valore internazionale come Erica Il Cane e Blu. A Milano qualcosa si sta muovendo grazie al collezionista della The Don Gallery». Blu era anche in competizione con il film Muto al Festival del cinema europeo indipendente di Parigi a metà marzo. Stili diversi, ma apprezzati, soprattutto all’estero.

MOVIMENTO – Al loro fianco, nei 700 metri quadrati destinati all’esposizione, anche l’iniziatore del movimento negli Usa: Taki 183. E Seen, leggenda vivente fin dagli Anni ’70, americano di origine italiana. Oppure ancora Bando, il precursore francese, che vent’anni fa invase le strade e i palazzi del quartiere chic parigino di Saint Germain. Senza dimenticare gli emergenti, dall’Iran (Isba), dalla Corea del Sud (Reach) o il brasiliano Nunca.

AVANGUARDIA – La mostra al Grand Palais è aperta al pubblico fino al 26 aprile e coniuga un’arte spesso emarginata, percepita a volte come forma di vandalismo, con uno dei principali monumenti del patrimonio francese: «Nessun contrasto – spiega Yves Saint-Geours, presidente del Grand Palais -. Anzi, fin dalla sua creazione, con l’accostamento di pietra, vetrate e acciaio, questo luogo è sempre stato all’avanguardia». Come appunto l’arte di strada.

Fonte: www.corriere.it

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